PRESADIRETTA/ Mario Andolina: prima abbiamo curato i “raccomandati”, poi i bambini. Puntata 13 gennaio 2014

- La Redazione

Questa sera, lunedì 13 gennaio 2014, va in onda una nuova puntata di Presadiretta, che si può seguire anche in streaming, dedicata al metodo Stamina e a Davide Vannoni

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Riccardo Iacona

A puntata di lunedì 13 gennaio 2014 del programma Presa Diretta con Riccardo Iacona si occupa del professor Daniele Vannoni e del cosiddetto metodo Stamina che tante speranze e probabilmente illusioni, sta dando ai malati afflitti da patologie neurodegenerative. Iacona presenta il fatto ricordando come il professor Vannoni non sia un medico e come sia stata fermata la sua collaborazione come docente presso lUniversità di Udine in quanto il suo impegno viene ritenuto incompatibili con i suoi impegni nel metodo Stamina che si base sullutilizzo delle cellule staminali. Iacona ricorda come il professor Vannoni e il metodo stamina, siano oggetto di ben due inchiesta da parte della procura di Torino e nello specifico del giudice Guariniello, con la seconda delle quali che ha portato il rinvio a giudizio dello stesso Vannoni con laccusa di truffa ai danni dello Stato e dei pazienti che lo hanno denunciato. La trasmissione ha inizio mandando in onda la protesta che da alcuni mesi va avanti dinnanzi ai palazzi politici romani e che vede in prima linea Sandro e Marco Biviano, due persone che sono afflitte da malattie neurodegenerative che chiedono allo Stato di rendere il metodo Stamina sovvenzionato dai soldi pubblici. I due rimarcano il proprio diritto a essere aiutati dallo Stato, sottolineando come nella loro famiglia compreso il loro defunte padre siano in cinque a essere afflitti da queste malattie e come i circa 750 euro al mese che lo stato gli dà tra accompagnamento e pensione, non siano assolutamente sufficienti per vivere e tentare una cura. Al momento non cè per la loro patologia e per questo vogliono essere curati per mezzo di questo metodo che però è stato definito da unattenta ispezione commissionato dal Governo con il contributo di alcuni tra i maggiori esperti italiani e del mondo di questo campo, assolutamente privo di qualsiasi base scientifica. Vengono mostrate alcune fasi della loro protesta come ad esempio, il giorno nel quale i due fratelli si sono tolti del sangue per imbrattare le foto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dellattuale Premier Enrico Letta e della Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Poi, nel corso del programma viene raccontata un po quella che è la storia del professor Vannoni e del metodo Stamina con la sua comparsa nel 2007 in un piccolo ufficio tuttaltro che idoneo a scopo medico, nella città di Torino. Vannoni, allepoca era appena arrivato dallUcraina insieme a un paio di colleghi di questo Paese, nel quale aveva messo appunto questa innovativa ricerca scientifica. Il professor Vannoni incomincia a ricevere visite in questo piccolo luogo a Torino con i vicini che racconti dopo pochi mesi di interminabili file di persone che erano in attese di essere curate. Tuttavia spesso le attese non trovano il riscontro da parte dei pazienti che si sottopongono alle cure e capita che cin siano delle denunce per cui lo stesso professor Vannoni finisce per entrare nel mirino della procura di Torino per avere somministrato farmaci non testati e che non hanno il permesso per essere utilizzati a ignari pazienti. Viene sentito un uomo di nome Carmine che dopo aver avuto un ictus, viene a sapere per mezzo di un amico, del professor Vannoni e della possibilità di recuperare buona parte delle proprie funzionalità motorie. Carmine incontra Vanoni e Torino che gli spiega come nel suo caso ed ossia con ictus avuto meno di sei mesi prima, ci sia la certezza di recuperare al 100%. Gli viene effettuato un prelievo al fine di coltivare le sue cellule e quindi dopo qualche giorno deve presentarsi a San Marino allinterno di un centro estetico, alla presenza del professor Vannoni (che non è un medico) e di un infermiere che a detta dello stesso Carmine, era una specie di tutto fare, gli viene fatta questa prima iniezione e gli vengono richiesti 25 mila euro che siccome lui decide di pagare immediatamente diventano 22 mila euro. Tuttavia, i risultati ottenuti da Carmine non sono stati dei miglioramenti, anzi.

La seconda inchiesta ancora tuttora in corso, vede imputato il professor Vannoni di truffa. Viene raccontato di come in passato abbia presentato un progetto di 500 mila euro alla Regione Piemonte che avendo istituito una commissione scientifica che lo valuta inattendibile e inaffidabile per via dellassoluta mancanza di basi scientifiche. Iacona racconta di come ci siano due aspetti inquietanti nella vicenda ed ossia che il professor Vannoni nonostante non sia un medico, sia presenti in tutte le fasi della cura cosa che potrebbe fare soltanto un medico, e che vengono richiesti tanti soldi ai pazienti per essere curati per una media di circa 35 mila euro per 5 iniezioni. Un nuovo servizio racconta di come il professor Vannoni ed il suo metodo riescono ad entrare nel sistema sanitario nazionale e per la precisione prima in un ospedale di Trieste e poi in quello di Brescia. In questo caso, la cosa, grazie ai racconti di Mario Andolina, vicepresidente di “Stamina Foundation”, avviene sfruttando la disperazione di alcuni dirigenti lombardi che avendo problemi con i propri cari, hanno permesso di utilizzare fondi pubblici per tentare questa via che ancora ad oggi viene praticata a Brescia dietro precise disposizione dei giudici. In questo cè la presunta truffa ai danni dello Stato come del resto la stessa Lorenzin sottolinea. Viene istituita una prima commissione che trova gravissime lacune nel metodo stamina e di come viene applicato, tra laltro mostrandosi anche mortale per quanti lo assumano anche se ci sono alcuni genitori di bambini che si trovano alle prese con queste malattie che avrebbe riscontrato dei miglioramenti. Ora è in corso una seconda ispezione del metodo guidata dal professor Mauro Ferrari, conosciuto in tutto il mondo per le proprie competenze e che vuole anche parlare con i genitori. Infine, viene proposta unintervista con lo stesso professor Vannoni che difende lefficace del metodo e del proprio operato.

Il tema è caldissimo, per cui la puntata di Presadiretta di oggi rischia di scatenare delle polemiche, come è successo la scorsa settimana, quando si è parlato delle morti di Stato, ovvero di quei casi di carcerati deceduti in circostanze sospette o di persone malmenate dalle forze dell’ordine senza un’apparente ragione. Stavolta si parlerà di metodo Stamina e della figura di Davide Vannoni. Ricordiamo che la puntata si può seguire anche in diretta streaming cliccando qui.

Questa sera, lunedì 13 gennaio, alle 21.05 su Rai Tre va in onda una nuova puntata di Presadiretta dal titolo Il metodo Stamina. Il racconto di Riccardo Iacona e Liza Boschin, con la collaborazione di Marco Piazza, è la prima inchiesta televisiva sulla discussa terapia a base di cellule staminali del professor Davide Vannoni. Presadiretta ha cercato di capire cosa sia davvero il metodo Stamina, chi sia il professor Vannoni, quali siano gli effettivi  utilizzi delle cellule staminali. Nella puntata si parlerà dello scontro tra la Comunità scientifica internazionale, che considera il metodo Stamina una truffa, e la Stamina Foundation, che difende la bontà della terapia. Si parlerà anche delle battaglie legali delle famiglie che vogliono ricorrere alla cura presso lOspedale di Brescia, combattute nei Tribunali di tutto il paese. Verranno raccontate le storie di chi si è sottoposto al metodo Stamina e naturalmente anche il suo inventore, il professor Vannoni. Infine, Riccardo Iacona intervisterà su questa controversa situazione il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Il tema è decisamente molto caldo, dato che negli ultimi giorni stanno emergendo nuovi dettagli, specialmente sul passato di Vannoni, sconcertanti, grazie soprattutto ad articoli che quasi quotidianamente vengono pubblicati sul quotidiano La Stampa. D’altra parte ci sono però molti genitori di bambini curati con il metodo Stamina che non hanno dubbi sulla sua efficacia, e si chiedono cosa succederà ora ai loro figli: potranno continuare a ricevere quelle cure che hanno migliorato sensibilmente la loro vita?

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