PER AMORE DEL MIO POPOLO/ Chi è don Peppe Diana, il prete ucciso dalla Camorra nel 1994

La fiction di Rai 1 Per amore del mio popolo è dedicata alla figura di don Peppe Diana, prete ucciso dalla Camorra. Scopriamo qualcosa in più sul sacerdote Giuseppe Diana

18.03.2014 - La Redazione
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Don Peppe Diana

A Giuseppe Diana, sacerdote campano ucciso dalla Camorra, è dedicata la fiction di Rai 1 Per amore del mio popolo, in onda il 18 e il 19 marzo, che vede come protagonista Alessandro Preziosi. Peppe, come veniva chiamato dalla maggior parte della gente, nasce a Casal di Principe, in provincia di Caserta, il 4 luglio 1958. A 10 anni entra in seminario ad Aversa, dove frequenta le medie e il liceo classico. Quindi si trasferisce al seminario di Posillipo, dove si specializza in Teologia Biblica. Dopodiché si laurea in Filosofia allUniversità Federico II di Napoli e a 20 anni entra nellAgesci (Associazione delle Guide e degli Scout Cattolici Italiani). Nel 1982 diventa sacerdote. A 31 anni regge la parrocchia di San Nicola di Bari, situata nel suo paese natio, prima di assumere un ruolo di primo piano nella diocesi di Aversa. Diventa anche professore, insegnando materie letterarie e religione allIstituto Tecnico Alessandro Volta, allAlberghiero di Aversa e al San Francesco Caracciolo.

Nel frattempo, a Casal di Principe la vita si fa molto difficile. La Camorra regna sovrana e i criminali, guidati da Sandokan, alias Francesco Schiavone, gestiscono anche parte delle istituzioni locali e del settore imprenditoriale del territorio. La cosa non va giù a don Diana, che decide di fronteggiare la minaccia aiutando la gente nelle difficoltà e opponendosi così alla Camorra. A Natale del 1991 don Peppe scrive una lettera che viene diffusa in tutte le chiese di Casal di Principe e della zona aversana: una sorta di manifesto di impegno contro la criminalità che si intitola Per amore del mio popolo non tacerò.

Il suo impegno si rivelerà però fatale. Infatti, il 19 marzo 1994, giorno del suo onomastico, Don Peppe viene ucciso nella sua parrocchia quando sta per celebrare la Santa Messa. Un killer gli spara cinque colpi di pistola: due alla testa, uno al volto, uno alla mano e uno al collo. Un omicidio che getta nello scompiglio non solo la Campania, ma anche il resto dItalia a causa dellevidente matrice camorristica. Anche papa Giovanni Paolo II ricorda don Giuseppe nel corso del suo Angelus.

L’eco della sua opera non si ferma al giorno della sua morte. Il 19 ottobre 1994, a sei mesi dal suo decesso, Giuseppe riceve una Medaglia d’oro al valore civile per il suo impegno in prima linea contro il racket e la Camorra. Nel 2003, sorge un comitato a lui intitolato per non dimenticare il sacrificio di un parroco morto per i suoi cittadini. Il tutto viene fondato da un insieme di associazioni, tra le quali la stessa Agesci Campania e il circolo Ager di Legambiente, con lo scopo di fare rete e continuare nella battaglia contro la criminalità organizzata, riuscendo a edificare varie comunità per evitare che i giovani scelgano strade sbagliate. Nel 2006 a Casal di Principe viene costituito il Comitato don Peppe Diana, con lo scopo di non dimenticare il sacerdote morto per amore del suo popolo.

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