SENNA/ Su Italia 1 il film su Ayrton Senna: ascolti al 6.49%. Lunedì 28 aprile 2014

- La Redazione

E’ andato in onda ieri sera, lunedì 28 aprile 2014, il film documentario di Asif Kapadia “Senna”, dedicato alla vita e alla carriera del celebre pilota brasiliano di Formula 1: gli ascolti

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Ayrton Senna (Infophoto)

E’ andato in onda ieri sera, lunedì 28 aprile 2014, il film documentario di Asif Kapadia “Senna”, dedicato alla vita e alla carriera del celebre pilota brasiliano di Formula 1 deceduto nel corso del Gran Premio di San Marino del 1994 disputato all’autodromo di Imola. Il lungometraggio ha ripercorso le tappe salienti della carriera iniziata a diciotto anni, fino alla tragica scomparsa avvenuta il primo maggio del 1994. Secondo i dati Auditel diffusi recentemente, il film trasmesso da Italia Uno è stato visto da 1.360.000 telespettatori totali, share del 6.49% sul target commerciale.

Questa sera Italia 1 propone in prima visione Senna, il film documentario del 2010 diretto da Asif Kapadia che ripercorre la carriera del pilota brasiliano Ayrton Senna, morto il 1 maggio 1994 durante il Gran Premio di San Marino. Il documentario ripercorre i 10 anni in Formula 1 di Senna: dal Gran Premio Automobilistico di Monaco nel 1984, in cui Senna era alla sua sesta gara di Formula 1; fino al tragico incidente sul circuito di Imola che gli costò la vita. Abbiamo strutturato questa storia in tre atti: lascesa, il successo e le sfide che si è ritrovato ad affrontare quando è giunto in vetta. Cè il cattivo della situazione, Balestre, il rivale con quattro titoli mondiali, Prost, e poi cè il suo lato personale: la sua famiglia, le sue ragazze, la sua relazione con il Brasile. Cè la tensione, il dramma, la tragedia. Tutto ciò che non può mancare in un gran film. Ed è tutto vero, ha detto il regista Kapadia quando uscì il film.

Italia 1, nella prima serata di lunedì 28 aprile, trasmette Senna un film documentario di Asif Kapadia sul pilota brasiliano di Formula 1 deceduto nel corso del Gran Premio di San Marino del 1994 disputato all’autodromo di Imola. Il lungometraggio ripercorre le tappe salienti di una strepitosa carriera iniziata a diciotto anni e presto decollata a livelli tali da fare di Ayrton Senna una vera e propria icona dello sport automobilistico. Un simbolo capace di resistere all’usura del tempo e di essere ancora oggi ricordato con grande commozione non solo dai cultori dell’automobilismo, proprio per il significato assunto dalla figura del pilota brasiliano agli occhi dell’opinione pubblica. Il suo stile estremamente spettacolare, nel quale non esiste praticamente il concetto di risparmio, spinge il fuoriclasse sudamericano a diventare un emblema per una intera nazione, il Brasile, che non è ancora diventato uno dei paesi emergenti. La sua popolarità lo porta però ben presto in rotta di collisione con un mondo, quello dei motori, già alle prese con le manovre politiche determinate dai grandi interessi in ballo, di fronte alle quali lo stesso Senna non ha intenzione di piegarsi.

Il simbolo di questa irriducibilità può essere considerata la sempre più accesa rivalità con il celebre compagno di squadra, il francese Alain Prost, con il quale darà vita a una serie di episodi clamorosi e spesso controversi, tra il 1989 e il 1990. Episodi talmente eclatanti da spingere i sostenitori del fuoriclasse brasiliano ad accusare la Fia, la federazione internazionale che promuove e gestisce la Formula 1, di aver ordito una vera e propria macchinazione per impedirgli di vincere il Mondiale piloti del 1989. Accuse favorite anche dal fatto che a presiedere l’ente è in quel momento un altro francese, il controverso Jean Marie Balestre, additato come il principale protagonista di un periodo in cui gli interessi dei grandi marchi automobilistici si mischiano a un atteggiamento di ottuso neocolonialismo. Proprio le vicende in questione, trasformano però Ayrton Senna da semplice pilota in un vero e proprio simbolo, non solo della lotta contro le manipolazioni del potere, ma anche di un Paese come il Brasile alla ricerca di un proprio posto nel mondo, in grado di portarlo al riscatto. Da questo momento Senna, con la sua devozione religiosa e la capacità di simboleggiare l’anelito alla rinascita di un intero popolo, diventa l’emblema del riscatto e questo spiega ampiamente il sincero dolore provato da milioni di fans in ogni parte del globo alla notizia della sua scomparsa.

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