SI PU FARE/ Chi è Jury Chechi, il signore degli anelli chiamato a fare il giudice

- La Redazione

Jury Chechi, detto il signore degli anelli, è uno dei tre giudici chiamati a valutare le prove dei concorrenti del nuovo programma di Rai 1 Si può fare, condotto da Carlo Conti

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Yuri Chechi (Infophoto)
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Jury Chechi è uno dei tre giudici chiamati a valutare le prove dei concorrenti del nuovo programma di Rai 1 Si può fare, condotto da Carlo Conti. Jury Dimitri Chechi, soprannominato Il Signore degli anelli, è un ginnasta divenuto una delle icone dello sport italiano, grazie ai suoi innumerevoli successi conquistati. Leader indiscusso nella sua disciplina, ovvero gli anelli, è stato latleta in grado di riportare la medaglia doro alle olimpiadi – Atlanta 1996 – a trentadue anni di distanza dallultimo successo azzurro, a opera di Franco Menichelli. Nato nel 1969 a Prato, riceve il nome in onore del celebre astronauta russo Jurij Alekseevic Gagarin, passato alla storia per esser stato il primo uomo a volare nello spazio. La passione per la ginnastica nasce da giovanissimo, quando decide di seguire la sorella nella palestra in cui frequenta dei corsi di ginnastica artistica. Nel 1976 i genitori iscrivono anche lui, inconsapevoli delle enormi potenzialità del figlio. Già lanno successivo si intravede la stoffa del campione: infatti Jury conquista la prima posizione al campionato regionale toscano.

Dopo alcuni anni in cui perfeziona la tecnica e comincia a strutturarsi fisicamente, entra a far parte della nazionale juniores di ginnastica, motivo per cui è costretto a trasferirsi a Varese. Nella città lombarda prosegue gli studi e si specializza nella disciplina degli anelli presso la prestigiosa Società Ginnastica Varesina. Nel 1988 partecipa per la prima volta ai Giochi Olimpici, in programma a Seoul, ma la sua prima medaglia – un terzo posto – arriva lanno successivo nel corso dei campionati mondiali.

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A partire dal 1989 sembra non avere più rivali in Italia e nel mondo, riuscendo a conquistare sotto la guida dellallenatore Bruno Franceschetti ben sei campionati nazionali consecutivi. La sua fame di vittorie prosegue anche oltre i confini italiani, in quanto negli stessi anni porta a casa oltre alle Universiadi e ai Giochi del Mediterraneo ben cinque ori mondiali e quattro campionati europei. Nel corso della sua ascesa, nonostante i successi che lo rendono un campione nella disciplina degli anelli, deve affrontare un lungo stop per la rottura del tendine dAchille, nel 1992. La sua indole fa sì che non perda fiducia nelle sue capacità, e dopo aver strabiliato tutti nelle successive competizioni, si afferma definitivamente conquistando loro alle Olimpiadi di Atlanta, nel 1996. questo lanno più importante della sua carriera, in cui conquista anche un titolo europeo, il quarto dopo le vittorie nel 90, 92 e 94.

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Nel 1997, prende la decisione di ritirarsi dall’attività agonistica, ma dopo soli due anni torna sui suoi passi e si rimette in discussione, all’età di 31 anni. L’obbiettivo è partecipare alle Olimpiadi di Sidney, ma un nuovo infortunio, stavolta al tendine brachiale del bicipite, lo fa desistere. La sua carriera sembra oramai giunta al capolinea, ma in virtù di una promessa fatta al padre, nel 2003 ritorna inaspettatamente a prepararsi per prender parte alle Olimpiadi di Atene del 2004. Il 22 agosto conquista la sua ultima medaglia proprio in quell’occasione, ottenendo un bronzo nella sua specialità. Negli anni successivi ha intrapreso la strada della politica, candidandosi alle primarie del Pd nel collegio di Savona. Inoltre, ha svolto il ruolo di commentatore per l’emittente televisiva privata Sky, nel corso delle Olimpiadi di Londra nel 2012. Per la stessa rete televisiva conduce dal novembre scorso una trasmissione intitolata “Più forza nella vita”.

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