ROBERTO SAVIANO/ Chi è l’autore di Gomorra ospite ad Amici 2015

- La Redazione

Ad Amici 2015, il programma condotto da Maria De Filippi, arriva Roberto Saviano, il famoso scrittore da anni imepgnato a denunciare le malefatte della criminalità organizzata

saviano_microfonoR400
Foto InfoPhoto
Pubblicità

La prima puntata di Amici 2015 vedrà come ospite Roberto Saviano, scrittore, saggista e giornalista italiano, famoso per lo stile diretto con cui tratta abitualmente di temi considerati intoccabili da altri giornalisti, quali la camorra (nel suo romanzo d’esordio Gomorra, edito nel 2006, che lo ha portato alla notorietà), o la produzione e il traffico internazionale di stupefacenti (Zero Zero Zero, pubblicato nel 2013). Vive dal 2006 sotto scorta a causa delle minacce di morte ricevute da esponenti della camorra di Casal di Principe a seguito della sua palese esposizione contro la criminalità organizzata in una piazza di questa città durante una manifestazione per la legalità.

Come detto, raggiunge la notorietà a seguito della scrittura e pubblicazione del suo primo romanzo, “Gomorra: viaggio nell’impero economico e sogno di dominio della camorra”, che si propone di essere un viaggio a tutto tondo nel mondo affaristico e criminale della camorra, nonché nei luoghi dove questa è nata e continua a vivere e prosperare. Il libro, ad agosto 2009, risultava aver venduto 2.5 milioni di copie nella sola Italia, e 2 milioni circa nel resto del mondo, entrando nelle classifiche dei best-seller di diverse nazioni. Tuttavia, il successo di tale libro ha causato all’autore non pochi problemi, come ad esempio lettere minatorie, minacce di morte di vario genere, ma anche e soprattutto una sorta di isolamento ambientale nel suo territorio d’origine, problema basilare per chi di professione è scrittore e giornalista.

Sotto protezione della scorta dal 2006, le minacce si sono continuamente aggravate fino al 2008, quando attraverso un’informativa di un agente di Polizia della DIA di Milano a seguito di confidenze ricevute dal pentito di camorra Carmine Schiavone, si viene a sapere che era stato pianificato un attentato dinamitardo, da compiersi il prima possibile sull’autostrada Roma-Napoli, in stile attentato di Capaci. In seguito il boss Schiavone ha smentito tale notizia di fronte ai magistrati, confermando tuttavia che Roberto Saviano è stato condannato a morte dalla camorra.

Pubblicità

stato anche oggetto di numerose polemiche negli ultimi anni, talvolta giudicate dai critici meramente faziose e prive di fondamento. Prima fra tutte quella riguardante l’opportunità o meno di usufruire del servizio della scorta. Tale polemica nasce nel 2009, quando il capo della Squadra Mobile di Napoli Vittorio Pisani mette in dubbio l’effettiva necessità e utilità della scorta per proteggere lo scrittore, sostenendo che non vi siano prove a sostegno dell’effettiva concretezza delle minacce di morte ricevute. Le polemiche furono tuttavia parzialmente sedate dall’allora capo della Polizia Antonio Manganelli, il quale ribadì con assoluta fermezza la necessità della scorta per Roberto Saviano, affiancato in queste dichiarazioni anche dall’allora Procuratore Capo della Procura Antimafia di Napoli, nonché dai pubblici ministeri Raffaele Cantone e Franco Roberti, da anni esperti della lotta contro i clan, che hanno fortemente sottolineato il pericolo di vita in cui Saviano quotidianamente incorre.

Lo scrittore rispose a queste illazioni con un articolo pubblicato sul quotidiano La Repubblica, scrivendo apertamente di un tentativo in atto di sgretolare la propria persona e la propria credibilità, per smontare la pubblica solidarietà nei propri confronti, accostando tale comportamento a quello di altre famose vittime della criminalità organizzata, come Peppino Impastato, Giuseppe Fava e Giancarlo Siani.

Lo scrittore viene preso a modello come esempio di stoica incorruttibilità e lotta alla criminalità organizzata, tanto che le sue gesta, i suoi scritti e la sua stessa persona sono stati abbondantemente ripresi da numerosi scrittori, video makers e cantanti nelle loro opere. 

Pubblicità

Roberto Saviano non si è tuttavia unicamente proposto come scrittore e giornalista: è anche autore di uno spettacolo teatrale, basato sulle vicende narrate nel suo romanzo Gomorra, nonché conduttore televisivo di due diversi programmi, sempre con l’amico Fabio Fazio. Nel 2010 infatti conduce il programma di approfondimento culturale Vieni Via Con Me, trasmesso su Rai3, ottenendo tra l’altro ampi riconoscimenti e un enorme successo di ascolti. Il programma trattava di tematiche quali la malavita, e nella fattispecie la camorra, ma anche altri temi particolarmente spinosi o di attualità, quali l’immigrazione, l’emancipazione della donna e la parità dei sessi, gli scandali della politica e in generali i problemi del sociale in Italia.

Il secondo programma lo conduce su La7 nel 2012, sempre al fianco di Fabio Fazio, intitolandolo Quello che (non) ho, e raggiungendo ancora una volta record di ascolti, il record assoluto per quanto riguarda la rete privata La7. Ha curato inoltre Gomorra – La serie, trasmessa su Sky e poi su Rai 3, di cui stanno per iniziare le riprese della seconda stagione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

I commenti dei lettori