Si può fare/ Un programma per tutta la famiglia che non stanca. Analisi e commento prima puntata: ascolti, Il Segreto batte il talent show

- La Redazione

Torna Carlo Conti con la seconda edizione di “Si può fare”. Confermati nella giuria Pippo Baudo, Yuri Chechi e Amanda Lear. Un prodotto per tutta la famiglia che non stanca.

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Immagine di archivio

Si Può Fare, commento e analisi prima puntata 13 aprile 2015: gli ascolti – La seconda edizione di Si può fare ha preso il via ieri sera, ma gli ascolti – nonostante si trattasse proprio della serata del nuovo debutto – non sono arrivati ad aggiudicarsi la prima serata. Daltra parte, finché Canale 5 continuerà a schierare in prime time Il Segreto, lamatissima soap opera spagnola seguita da milioni di persone, è difficile conquistare il primo posto nella gara dellaudience. Nonostante lavversario più che temibile, Si può fare non se lè cavata affatto male. Ha conquistato il 16.12% di share con quasi quattro milioni, contro il 19.64% della telenovela di Puente Viejo cha ha appiccicato ben 4 milioni e 844 mila amanti del piccolo schermo davanti alla televisione. Come andrà la settimana prossima?

Si Può Fare, commento e analisi prima puntata 13 aprile 2015: i complimenti a Tommaso Rinaldi – Il vincitore della prima giornata di prove a Si può fare è stato Tommaso Rinaldi, uno dei dodici concorrenti che quest’anno hanno accettato la sfida di Carlo Conti. Ha dovuto vedersela con una prova di escatologia, dove il sangue freddo deve andare di pari passo con una certa capacità, e alla fine ce l’ha fatta, nonostante anche il suo avversario – Simon Grechi, impegnato nello stesso ambito – gli abbia dato del filo da torcere. Sulla pagina Twitter ufficiale della trasmissione arrivano dunque, puntuali, i complimenti per Rinaldi (clicca qui per il tweet). Chi altri ce la farà a conquistare una medaglia d’oro?

Si può fare, analisi e commento prima puntata – La prima puntata della seconda edizione di Si può fare, il talent di Rai Uno condotto da Carlo Conti, si conferma un prodotto piacevole e per famiglie. L’obiettivo conclamato del programma, quello di riuscire ad intrattenere il pubblico italiano, offrendo uno spettacolo diverso dalle consuete esibizioni canore o danzanti, viene raggiunto ampiamente. I concorrenti dello show, tutti o quasi volti noti al grande pubblico, facilitano il lancio di un format che di certo non avrebbe problemi ad intrattenere anche se ad eseguire le prove fosse il vicino di casa o lo sconosciuto di turno, tanto è divertente assistere ad esibizioni fuori dal comune quali sono quelle scelte dagli autori. La giuria, composta come lo scorso anno da Yuri Chechi, Amanda Lear e Pippo Baudo, fonde alla perfezione tutti quegli ingredienti che ogni commissione dovrebbe possedere per funzionare “televisivamente” e in funzione della gara. L’occhio tecnico del “Signore degli Anelli”, il cinismo e la battuta pronta di Amanda Lear, l’esperienza e la preparazione di Pippo Baudo, costituiscono per Carlo Conti dei punti d’appoggio cui fare riferimento durante tutta la durata della trasmissione, e non soltanto al termine delle prove. L’esperimento di “Si può fare”, coniuga poi il divertimento e lo spettacolo alla sana competizione: da sottolineare come i concorrenti Vip, così come avveniva nell’altra fortunata trasmissione di Carlo Conti “Tale e quale show”, abbiano l’opportunità di restare all’interno del programma anche a dispetto di prestazioni poco riuscite; la classifica si basa infatti sulla sommatoria delle diverse performance settimanali, ed è perciò concesso a tutti di restare all’interno del gruppo, senza subire lo scotto di un’eliminazione che poco si concilierebbe con lo spirito “amicale” della contesa. La seconda stagione del programma di Carlo Conti supera perciò, a nostro avviso, il primo banco di prova stagionale, ma le insidie nel mondo della televisione sono sempre dietro l’angolo, e sarà solo il pubblico a determinare la longevità di un format che dimostra però come un talent per tutta la famiglia “Si può fare”.

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