LA VITA IN DIRETTA/ Ardea dedica una piazza a Franco Califano. Puntata 22 settembre 2015

- La Redazione

La vita in diretta torna in onda anche oggi, martedì 22 settembre 2015, con una nuova puntata su Rai 1, condotta da Marco Liorni e Cristina Parodi. Intanto, ecco come è andata ieri

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Marco Liorni e Cristina Parodi

Tornerà in onda tra pochissimo La vita in diretta, il contenitore pomeridiano condotto da Marco Liorni e Cristina Parodi su Rai 1. Prima della pausa dedicata a Torto o Ragione? Verdetto finale, i due conduttori si sono occupati di alcuni casi di cronaca. Tra questi, la trasmissione ha anche segnalato che la cittadina di Ardea (in provincia di Roma), ha deciso di dedicare una piazza a Franco Califano, poliedrico artista scomparso proprio nella Capitale nel 2013. Sicuramente si accorgeranno di me di più quando sarò morto aveva affermato in passato lattore, cantante e scrittore italiano, e la frase è stata anche riportata dal programma. Clicca qui per vedere il post a lui dedicato direttamente dalla pagina Facebook ufficiale de La vita in diretta.

Marco Liorni e Cristina Parodi tornano anche oggi, martedì 22 settembre 2015, sul piccolo schermo di Rai 1 con una nuova puntata de La vita in diretta, il contenitore pomeridiano della rete nazionale. Come ricorda anche il profilo Twitter, oggi il programma ha cominciato la giornata con gli auguri ad Andrea Bocelli, una delle voci più amate e talentasse dellItalia intera (clicca qui per vedere il tweet direttamente dalla pagina ufficiale). In attesa di scoprire di che altro si occuperanno in diretta, ecco come è andata ieri: per cominciare, ecco le novità sulla morte di Eligia Ardita. Il marito Christian ha deciso di costituirsi. Il suo avvocato ha spiegato di aver avuto un incontro con la famiglia di Eligia e si erano scambiati dei dati. E’ stato il fratello di Christian a cercare in tutti i modi di convincerlo a dire la verità. Proprio suo fratello è stato intervistato dall’inviata e ha ammesso di aver conosciuto una persona diversa da quello che pensava potesse essere Christian. Lo zio Vittorio e la cugina Francesca, parenti stretti di Eligia, sono arrivati invece in studio per parlarne di persona. Il fratello della donna, in collegamento dalla Sicilia, ha detto che la famiglia si sente sollevata perché finalmente è stata ottenuta giustizia. Il procuratore ha chiarito che durante l’interrogatorio, durato 4 ore, Christian a un certo punto ha cominciato a piangere e ha detto che vorrebbe tornare indietro a gennaio.

Il fratello di Eligia di fronte a questo pentimento dice che sarebbe potuto arrivare anche molto prima. Secondo la giornalista Vittoriana Abate questo tipo di delitto non può essere frutto della litigata di una sera, ma di solito queste cose maturano nel tempo, nelle incomprensioni. Da ammirare è la forza della famiglia di Eligia, che ha lottato affinché non si spegnessero i riflettori su questa vicenda, così Christian si è sentito messo alle strette. Dopo una breve parentesi dedicata al ventennale della morte di Mia Martini, si è tornati a parlare di Eligia. Suo fratello ha ricordato che più di una volta Eligia presentava i segni di percosse, seppur lievi. Lei era una ragazza molto riservata e non voleva denunciare, probabilmente perché sperava di risolvere il problema in casa e di riuscire a cambiare Christian. Luisa, la sorella di Eligia, ha raccomandato a tutte le donne di non fare come lei ma di denunciare, perché così forse possono salvarsi la vita. La criminologa Roberta Bruzzone dice che ora l’uomo rischia l’ergastolo e il fratello di Eligia, Francesco, si augura che sia così. Di seguito abbiamo ascoltato il racconto della signora Anna, la mamma di una vittima di bullismo. La donna ha detto di aver chiesto l’apertura di un procedimento, ma i colpevoli non sono stati imputati di nessun reato.

Tra l’altro lei stessa è stata minacciata da parte del fratello della ragazza che ha aggredito sua figlia ed ha persino perso il lavoro. Di Giannantonio ha spiegato da psichiatra che quando ci troviamo di fronte a esperienze di questo tipo occorre comprendere qual è la storia personale di chi compie questi atti. Nel gruppo una persona può trovare la possibilità di tirare fuori una violenza che alberga nel suo corpo da tanto tempo. Magari si tratta di una persona vissuta in un ambiente socialmente difficile, o che ha subito traumi. Tali crimini infatti affondano di solito le proprie radici nella storia della persona. La rete ovviamente amplifica fenomeni di disagio che creano problematiche educative e di crescita. Certo, non si può demonizzare internet, che ci apre una finestra sul mondo. Naturalmente sono genitori e professori che devono insegnare ad usare la rete e ci sono piccoli accorgimenti che devono essere seguiti, come quello di non aprire messaggi da parte di mittenti sconosciuti. Il social deve essere usato in sicurezza. La puntata ha raggiunto il 10.72% di share, conquistano lattenzione di un milione e 527 mila telespettatori, come andrà oggi?

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