GUIDO TONELLI/ Scoprire la “particella di Dio” non gli è bastato a prendersi il Nobel (Che fuori tempo che fa)

- Morgan K. Barraco

Questa sera, Guido Tonelli sarà fra gli ospiti di Che fuori tempo che fa in onda su Rai 1, dove racconterà i suoi ultimi successi, anche in campo letterario

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Guido Tonelli a Che fuori tempo che fa

Oltre a essere un valido professore di Fisica dell’Università di Pisa, Guido Tonelli è ormai conosciuto nell’ambiente scientifico come uno dei principali scienziati che hanno scoperto il bosone di Higgs. Quest’ultimo è stato definito la “particella di Dio” e rappresenta forse quell’esplorazione alla costante ricerca di mondi che Tonelli porta avanti anche nel suo ultimo libro, “La nascita imperfetta delle cose”, nel quale analizza sotto molti aspetti il bosone di Higgs e la sua scoperta, dalla sua nascita fino al suo destino. Di recente aveva fatto discutere invece una sua affermazione riguardo agli investimenti europei in ambito scientifico, inferiori di almeno 3 volte rispetto a quanto fatto dagli Usa. Questa sera, Guido Tonelli sarà fra gli ospiti di Che fuori tempo che fa in onda su Rai 1, dove racconterà i suoi ultimi successi. Bisogna considerare infatti che oltre alla scoperta del bosone di Higgs, che ha sollevato qualche polemica da parte del mondo cattolico per la sua definizione “particella di Dio”, il fisico ha raggiunto il successo anche in ambito letterario con il testo in cui ha spiegato i dettagli della sua impresa e che gli ha permesso di conquistare il Premio Galileo di quest’anno. 

GUIDO TONELLI, LA DELUSIONE PER I NOBEL

Guido Tonelli non ha nascosto la propria delusione nel vedere l’Italia esclusa dal Premio Nobel per la Fisica, consegnato a Kip S. Throne, Barry C. Barish e Rainer Weiss per la loro scoperta sulle onde gravitazionali. Secondo il fisico si tratta, infatti, di un’occasione persa per il nostro Paese, a causa anche di scarsi investimenti in ricerca. Secondo Tonelli, Adalberto Giazotto aveva infatti tutte le carte in regola per primeggiare grazie a Virgo, l’idea che ha contribuito a confermare l’esistenza dell’onda gravitazionale prevista da Albert Einstein cento anni fa. Durante una sua intervista a Il Corriere della Sera, Guido Tonelli ha comunque sottolineato di essere entusiasta per l’assegnazione dei Nobel, soprattutto perché c’è una chiara impronta italiana sia nella scoperta del bosone di Higgs, sia in quella delle onde gravitazionali. Ai suoi occhi, Giazotto è infatti l’equivalente italiano di Rainer Weiss, l’ideatore di Ligo, ed è sua l’intuizione di sfruttare le basse frequenze per identificare le onde gravitazionali. 

I LAVORI PRIMA DEL BOSONE DI HIGGS

Nato nel novembre del 1950, Guido Emilio Tonelli ha iniziato la sua carriera come docente nei primi anni ’90, dopo aver ottenuto una laurea in Fisica nel 1975, presso l’Università di Pisa. Negli stessi anni lavora a diversi esperimenti sulle alte energie, fra cui al Cern di Ginevra e al CDF in Illinois, che gli permettono di contribuire in modo significativo alla Fisica grazie a progetti che spaziano dalle prime misure di precisione sui mesoni, particelle subatomiche composte da quark e antiquark, fino ai test sperimentali sulle particelle supersimmetriche. Concentra poi ogni suo sforzo nella costruzione di Compact Muon Solenoid, un esperimento promosso dal Cern di Ginevra che gli permette di ricevere la nomina di portavoce nel 2010. I suoi primi seminari sulla presenza del bosone di Higgs sono invece dell’anno successivo, quando Tonelli si affianca alla portavoce di Atlas Fabiola Gianotti e dimostra con i primi dati che la teoria del 1964 può essere confermata. 



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