Alessandro Milan/ La lettera alla moglie Wondy Del Rosso morta un anno fa: “Vorrei rivederti, almeno in sogno”

- Raffaele Graziano Flore

Con un toccante post pubblicato su Facebook, il giornalista di Radio24 Alessandro Milan ha voluto ricordare la compagna Francesca Del Rosso a un anno esatto dalla sua scomparsa

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Alessandro Milan, in uno scatto (Facebook)

IL POST DI ALESSANDRO MILAN SU FACEBOOK

“Sto imparando tantissimo: è dura, ma ora so come si fa”: è con queste parole che si chiude il toccante post che Alessandro Milan ha pubblicato di recente sulla propria pagina ufficiale di Facebook per ricordare, a un anno esatto dalla sua scomparsa, Francesca Del Rosso, la blogger e scrittrice milanese conosciuta come “Wondy”, stroncata da un tumore al seno l’11 dicembre del 2016. A “quattro stagioni esatte” da quel triste evento, il giornalista che su Radio24 conduce il programma I Funamboli ha dedicato alla donna che gli ha dato due figli, i piccoli Mattia e Angelica, una sorta di lettera, in cui le racconta tutto quello che è accaduto sin da quando lei non c’è più, confessandole anche le debolezze e le piccole difficoltà di essere padre senza di lei: “Io, il più delle volte, sorrido e non spreco un secondo di tempo” scrive Milan, parlando dell’affetto e del ricordo che la moglie ha lasciato, specialmente rendendo pubblica la sua battaglia contro il cancro attraverso una rubrica nella quale si firmava “Wondy” (vezzeggiativo di Wonder, suo vecchio nickname).

IL RICORDO DI FRANCESCA “WONDY” DEL ROSSO

Nel lungo post apparso nelle ultime ore su Facebook, Alessandro Milan comincia la sua lettera in cui racconta della sua quotidianità alla moglie con una punta di ironia: “Niente, è finita” spiega a proposito del fatto che, oramai, i loro figli hanno capito che Babbo Natale è lui: “Si sono fatti grandicelli, ci hanno beccati” scrive il giornalista che poi ricorda come, a un anno dalla sua morte, “il gelo è alle spalle” ma pure il tepore di una vita assieme che non c’è più. “Mi manchi, ci manchi” confessa, anche se rassicura la sua Francesca sul fatto che lei e i bambini stanno bene e ne approfittano spesso per cucinare assieme e anche divertirsi, “viviamo”. Anzi, Angelica e Mattia hanno rispettivamente finito e cominciato a leggere due libri della mamma, ovvero “Mia figlia è una iena” e “La vita è un cactus”. E proprio i libri, nelle sue parole, sono il filo rosso che ancora sembra tenere legato Alessandro Milan a Francesca Del Rosso (“i libri, i tuoi sono tutti lì, come volevi”) dato che proprio un libro è stato l’ultimo regalo che la scrittrice milanese gli aveva fatto: e pazienza se si trattava de “Il ricatto” di John Grisham, perché “solo quello passava la libreria dell’ospedale”, anche se quello stesso volume ancora adesso è sul suo comodino.

“OGNI TANTO VORREI RIVEDERTI, ALMENO IN SOGNO”

Il passaggio più commovente della lettera di Alessandro Milan è quando ammette l’impotenza del ricordo e confessa che, a un anno di distanza, ancora non gli è capitato di sognarla: “Dicono sia normale, ma a me spiace tantissimo questa rimozione” ammette dato che a lui farebbe piacere rivederla. L’ultima parte è invece dedicata al ricordo che la moglie Francesca ha lasciato, nel suo profumo e “nei volti e negli occhi di tante donne e uomini che incontro” e che lo ringraziano: “Ma io non ho fatto nulla, ringraziano te”. Il riferimento è anche alla coraggiosa cronaca che la Del Rosso fece, nei sei anni in cui ha combattuto la malattia, di quelle che lei chiamava “chemio-avventure” e che pubblicava sul suo sito, Wondysonoio.org, e su una rubrica che teneva su Vanity Fair. Il racconto di quel periodo ha dato origine anche al volume “Wondy, ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro” e che costituiscono il “seminato” di cui parla Milan: “Quando giro l’Italia (…) in quei momenti capisco quanto hai lasciato: di pienezza negli altri, di vuoto in me”. E conclude spiegando che non avrebbe mai pensato di farcela, mentre intanto i figli crescono, tra speranze e disavventure: “È dura, ma ora so come si fa. Perché continui a vivermi dentro. Tuo, Ale”.

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