Dickens: l’uomo che inventò il Natale/ Il film “a strati” adatto alle feste

Il film di Bharat Nalluri racconta come Charles Dickens arrivò a creare il suo celebre “Canto di Natale”. Una pellicola che opera su diversi livelli. ILENIA PROVENZI

26.12.2017 - Ilenia Provenzi
Dickens_Csj-3
Una scena del film

“Canto di Natale” di Charles Dickens è una delle storie che il cinema adora. Dopo tanti adattamenti, stavolta il regista Bharat Nalluri dirige un film che racconta la genesi dell’opera, una commedia biografica che mette in scena lo scrittore alle prese con uno dei suoi racconti. Siamo nella Londra vittoriana, dove Dickens (Dan Stevens), reduce dal successo di alcune opere sbarcate anche in America, deve fare i conti con i primi insuccessi e non riesce più a scrivere.

Le sue abitudini stravaganti e le numerose esigenze della famiglia l’hanno costretto a spendere più di quanto avrebbe dovuto, ed è necessario riprendere a pubblicare e a guadagnare. L’impresa, però, non si dimostra semplice. Il suo editore lo pressa, ma le idee non sembrano volersi trasferire sulla carta. Finché, finalmente, un personaggio viene a fargli visita, ispirandogli una nuova storia: si tratta di Scrooge (Christopher Plummer), un avaro dal cuore di pietra che considera il Natale, l’amore e i buoni sentimenti niente di più che un’inutile perdita di tempo.

Quando l’editore storce il naso di fronte a quella che, a suo parere, non è una storia “commerciale”, Dickens decide di pagare un bravo illustratore e pubblicarsela da solo. Scopriamo così che anche un grande autore come lui fu costretto a ricorrere al self-publishing, per dare al pubblico la storia in cui credeva davvero.

Dickens: l’uomo che inventò il Natale è un film che opera su diversi livelli. Non solo mostra la nascita di un romanzo noto in tutto il mondo, ma ci conduce nella mente dell’autore, nel suo mondo popolato di personaggi e fantasmi che sembrano più reali della realtà stessa. Mostra come le storie nascano dai ricordi e dai traumi del passato, dai momenti bui che cerchiamo di dimenticare ma che, inevitabilmente, restano in un angolino e continuano a influenzare la nostra vita.

Infine, traccia un quadro della società dell’epoca, in cui la festa del Natale stava diventando, in Inghilterra almeno, una festività pagana che poco aveva a che fare con le sue origini. Dickens scardinò le abitudini in voga per riportare l’attenzione sullo spirito di amore e solidarietà, di condivisione e accoglienza, in nome della difesa dei poveri e dei più deboli che gli stava a cuore da sempre. Nel suo racconto natalizio confluiscono esperienze personali e tradizioni della cultura popolare inglese, come i fantasmi. Perciò il Natale di Dickens è diverso da quello cristiano, con cui condivide tuttavia l’idea dell’apertura al prossimo e dell’unione familiare.

Il cast, quasi tutto maschile, può contare su due attori amati dal pubblico come Dan Stevens, diventato famoso grazie a “Downton Abbey”, e Christopher Plummer, veterano del cinema hollywoodiano. Scenografie accurate, momenti emotivi che si alternano a scene divertenti, e la classica atmosfera invernale inglese contribuiscono a rendere il film affascinante, coinvolgente, adatto a tutti. Un classico film di Natale.

I commenti dei lettori