MOONLIGHT/ Il film a tre capitoli in gara per otto Oscar

Il film di Barry Jenkins, in lizza per ben otto premi Oscar, mostra la difficile crescita umana del piccolo Chiron in tre capitoli distinti. La recensione di ADELE RESTIVO

24.02.2017 - Adele Restivo
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Una scena del film

Un titolo lirico per un film, Moonlight, che riprende il testo teatrale di Tarell Alvin McCraney “In moonlight black boys look blue”. Moonlight mostra la difficile crescita umana del piccolo Chiron, percorrendo insieme a lui le fasi più salienti della sua infanzia, adolescenza ed età adulta e mostrando, in tre capitoli distinti la sua personale evoluzione. Un film drammatico che tratta temi difficili come la razza, la sessualità, l’identità, l’amore e la famiglia. Chiron, il piccolo protagonista di Moonlight, sin dall’infanzia ha dovuto imparare a fare i conti con le asprezze della vita. Nato e vissuto a Liberty city, quartiere degradato di Miami, il piccolo protagonista di colore è un bambino fragile che viene costantemente preso di mira dai bulli della scuola.

Lo spacciatore Juan prende Chiron sotto la propria ala protettiva divenendo per lui il valido surrogato di quella figura paterna che egli non ha mai avuto. Molto intensa – ed è una delle poche – la scena in cui Juan porta al mare Chiron e gli insegna a nuotare. Juan e la sua amorevole fidanzata Theresa che vive con lui riescono a costruire, non senza forti contraddizioni e mancanze, una piccola isola felice per Chiron, nella quale il ragazzino può rifugiarsi, per avere piccoli momenti di apparente serenità. Chiron non può contare nemmeno sulla madre Paula che alterna pochi momenti di lucidità rabbiosa alla dipendenza dal crack, che si procura proprio attraverso Juan in un circuito perverso che devasta le vite di tutti i protagonisti.  Il rapporto conflittuale e mai risolto con la madre viene indagato a fondo dalla narrazione scenica mostrandolo appieno nel baratro di una disperazione che non troverà fine.

Grazie a un casting molto fortunato, per ammissione dello stesso regista Barry Jenkins, i tre attori scelti per interpretare Chiron nelle sue tre stagioni della vita appaiono collegati in maniera armoniosa, pur non avendo particolari somiglianze tra loro, evidenziando con grande espressività tutti i tormenti e le difficoltà del protagonista. Interpretazione convincente anche per Mahershala Ali, che nel film è Juan che si dice sia in odore di Oscar ed è ormai volto affermato del cinema e delle serie tv, una per tutte “House of Cards” in cui interpreta il lobbista Remy Danton.

Il film fortemente intimo, introspettivo, mostra nelle tre fasi di vita del protagonista tutti gli stereotipi e i luoghi comuni che Chiron deve fare propri e nei quali finisce per nascondere la sua stessa identità. In pochi momenti liberatori il protagonista riuscirà a essere davvero se stesso, prima di dover tornare alla sua quotidianità ineluttabile fatta di droga e di violenza. Il film vincitore del Golden Globe come miglior film straniero, si presenta all’appuntamento con gli Oscar con ben 8 candidature, tra cui miglior film.

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