Tilda Swinton e Suspiria: “Io strega, come ogni donna”/ “Tutte vorrebbero incarnare quella figura malefica”

- Carmine Massimo Balsamo

Tilda Swinton è Madame Blanc in Suspiria di Luca Guadagnino, l’attrice: “Ogni donna vuole incarnare quella figura malefica per spaventare gli uomini”.

Tilda Swinton in Suspiria (Twitter)
Tilda Swinton in Suspiria (Twitter)

L’1 gennaio 2019 arriverà nelle sale italiane l’attesissimo Suspiria di Luca Guadagnino, remake del celebre film horror diretto da Dario Argento. Un cast di altissimo livello, nel quale spicca la britannica Tilda Swinton: l’attrice interpreta una creatura soprannaturale malvagia ed ha dichiarato ai microfoni del Corriere della Sera di essere una strega, «come ogni donna». Ecco le parole dell’artista: «Ogni donna vuole incarnare quella figura malefica per spaventare gli uomini». Prosegue: «Con Guadagnino ci siamo conosciuti nel 1996, è uno dei miei amici più cari, ormai siamo parenti, c’è un rapporto di sangue». La Swinton parla del suo personaggio nell’horror, presentato in concorso al Festival di Venezia 2018: «Mi sono ispirata a Pina Baush e alla sua crudezza, ma anche a Martha Graham e a Scarpette rosse, il leggendario film di Michael Powell ed Emeric Pressburger. L’attaccamento perverso all’arte era un territorio che andava esplorato».

TILDA SWINTON: “CONVIVO BENISSIMO CON LA SOLITUDINE”

L’attrice britannica ha poi parlato delle quote rose nel mondo del cinema: «Il cinema è uno Stato libero che non ha una connotazione maschile o femminile. Suspiria ad esempio è un film di attrici, anche noi abbiamo dato il nostro apporto modificandone l’approccio». Tilda Swinton si è soffermata in seguito sulla solitudine: «Ci convivo benissimo con la solitudine. Potrei vivere sulla cima di una montagna, sola con me stessa. Diciamo così: io non rovino la vostra solitudine, voi non rovinate la mia, facciamoci compagnia». Poi una battuta sul cinema: «E’ la forma d’arte più umanistica, ci invita a infilarci nelle scarpe di un’altra persona, a vedere e sentire cosa vede e cosa sente quell’altra persona. Ogni film che realizza questo trasferimento da se stesso a un altro è un’esperienza che incoraggia la compassione ed è una sfida contro il pregiudizio».



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