Vaccini, lite Paolo Becchi vs Alessandro Cecchi Paone/ Video, PiazzaPulita: il filosofo lascia lo studio

- Elisa Porcelluzzi

Paolo Becchi ha abbandonato lo studio di Piazzapulita durante il dibattito sull’obbligatorietà dei vaccini con Alessandro Cecchi Paone nella puntata di giovedì 15 marzo, in onda su La7.

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Piazzapulita su La7

Ieri sera, giovedì 15 marzo, a PiazzaPulita di Corrado Formigli si è parlato dell’obbligatorietà dei vaccini con tre ospiti “pro vax” e tre “free-vax” o antivax. Nel primo “schieramento” c’erano Alessandro Cecchi Paone, il giornalista Antonio Caprarica e l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco. Dall’altra parte il chirurgo plastico e specialista di rinoplastica Paolo Gottarelli, il filosofo del diritto ed ex ideologo del M5S Paolo Becchi e la mamma “no vax” Ambra Fedrigo. Durante il dibattito è scoppiata un’accesa lite tra Paolo Becchi e Alessandro Cecchi Paone. “Nel nostro ordinamento la cura è una libertà…”, ha detto Becchi. Immediata la reazione di Cecchi Paone: “A lei della comunità non gliene frega niente? Degli altri che possono essere infettati, ammalati e morire?”. Il filosofo ha chiesto ad alta voce di poter continuare a parlare, ma Cecchi Paone ha insistito: “Ma parla da tre. Non ne possiamo più! Dice cose insopportabili… che vuole essere un sovranista, anti-globalista e e anti-integrazionalista”. Becchi è riuscito a riprendere la parola: “La libertà di cura limitata dal fatto che in certi casi è necessario un intervento quando diventa un problema sociale…”.

Paolo Becchi lascia lo studio

Ma dopo l’ennesima interruzione, Becchi è sbottato: “Va bè, ciao. Vai a fare in c**o” e si è alzato. Mentre abbandonava lo studio, ha aggiunto: “È per queste posizioni che vinceranno i no vax…”. “Non vinceranno perché la gente non vuole morire e far morire i suoi figli!”, ha risposto Cecchi Paone. Inutile il tentativo di Corrado Formigli di tenere Becchi al tavolo. Il giornalista Antonio Caprarica ha cerato di calmare la situazione esponendo il suo punto di vista: “Il punto cruciale è il seguente. Non centra niente la libertà di cura si tratta di una misura sociale di prevenzione doverosa e obbligatoria di possibili epidemie. È responsabilità precipua di uno stato democratico ma anche non democratico sulla base di informazioni scientifiche accertate prevedere l’obbligatorietà”.  



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