NORBERT NIEDERKOFLER/ Chi è? Prima di tutto le materie prime (Masterchef Italia 7)

- Francesca Pasquale

Norbert Niederkofler pronto a stupire tutti nella finale di Masterchef Italia 7 a suon di delicatezza e prelibatezze, quali sono le caratteristiche della sua cucina?

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I giudici di MasterChef Italia 2018

C’è grande attesa per l’arrivo a Masterchef Italia 7 dello chef Norbert Niederkofler. Vedremo come si muoverà tra i fornelli del programma di Sky Uno tra i giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo, Antonia Klugmann e Joe Bastianch. Ci sarà modo di confrontarsi con l’uomo per tutti e tre i finalisti Kateryna, Simone e Alberto? Difficile capirlo ora perché dietro l’angolo c’è un’eliminazione. Di sicuro però c’è grande emozione tra gli appassionati per la presenza di Norbert Niederkofler tre stelle Michelin. Questi ha dimostrato sempre e comunque di avere una grandissima passione per le materie prime e come da queste possa derivare una cucina di qualità. Di certo uno sperimentatore in cucina, ma con la voglia anche di andare ad analizzare i prodotti che da sempre hanno caratterizzato la storia della cucina europea e non. (agg. di Matteo Fantozzi)

CAPARBIETÀ E LAVORO DURO

Quando caparbietà e lavoro duro riescono a dare i propri frutti, chi si rimbocca le maniche sicuramente non può far altro che godere di quello che ha ottenuto. Questo spesso succede in cucina e, in particolare, a chi come Norbert Niederkofler è riuscito a trasfmormare l’idea di una pizzeria in un ristorante a tre stelle Michelin. Oggi lo chef simbolo della cucina raffinata sarà ospite nella finalissima di Masterchef ma, secondo quanto riporta scattidigusto.it sembra proprio che il ristorante St. Hubertus nasce nel 1996 ma in realtà parte come pizzeria e solo una piccola parte fu dedicata alla cucina di Norbert Niederkofler. Presto l’idea della famiglia Pizzini è stata quella di far entrare un ristorante importante nell’hotel Rosa Alpina in Relais&Châteaux e alla fine non solo si è riusciti nel progetto ma si è ottenuto anche un notevole successo. Quale sarà il suo piatto forte questa sera? (Hedda Hopper)

LE TRE STELLE MICHELIN

Questa sera su Sky Uno, cala il sipario sulla settima edizione di Masterchef Italia. Una chiusura in grandissimo stile con straordinari ambasciatori nel mondo della cucina nostrana come nel caso dello chef Norbert Niederkofler, diventato pochi mesi fa il nono italiano a venir insignito delle Tre Stelle Michelin, il massimo riconoscimento (una sorta di Premio Oscar della cucina). Niederkofler è uno chef di 56 anni che lavora attualmente al St. Hubertus, ristorante dell’hotel Rosa Alpina a Cassiano. In una recente intervista concessa al portale Gazzagolosa.gazzetta.it, ha scherzato sulla propria età ma allo stesso tempo ha sottolineato come questo sia il momento della massima maturazione del suo progetto: “Ho 56 anni, penso di essere il più vecchio a prendere le tre stelle… Ma sono contento perché è il momento giusto. Il mio progetto sulla cucina di montagna sta maturando ora”. Inoltre, ha aggiunto che le tre stelle rappresentano da sempre il suo principale sogno.

NORBERT NIEDERKOFLER, TRE STELLE CHE CAMBIANO LA VITA

Nella stessa intervista Niederkofler ha raccontato come sia cambiata la sua vita e quella del ristorante non appena è stata ufficializzata l’assegnazione delle Tre Stelle Michelin con un incredibile aumento di prenotazioni. Inoltre ha parlato del suo amore per la cucina iniziato quando aveva sedici anni: “Il giorno in cui la Michelin ha rilasciato il comunicato stampa i telefoni hanno cominciato a squillare e non hanno smesso per due giorni. Abbiamo preso 450 prenotazioni. Poi abbiamo bloccato tutto perché dobbiamo imparare a gestire questa cosa. Io ho clienti che sono venuti a mangiare da me 60 o 70 volte, non li posso mettere da parte… sono nato in Valle Aurina, sotto la Vetta d’Italia. Ho fatto gare di sci fino a 16 anni, poi quando ne avevo 17 è morto mio padre. Così ho dovuto decidere che cosa fare. Avevamo una pensione e io sono sempre stato attratto dalla ristorazione. Forse perché la cucina è il posto più bello della casa: c’è caldo, c’è da mangiare, c’è sempre gente con cui parlare. Poi volevo viaggiare ma non avevo i soldi per farlo. Come cuoco invece sono andato a Londra, New York, Aspen…”.

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