Attraverso il mare del desiderio/ Claudel e la forza dell’amore in scena al Meeting di Rimini

Oggi prende il via il Meeting di Rimini. Lo spettacolo inaugurale propone le parti più suggestive de “La scarpetta di raso” di Paul Claudel. Ce ne parla ADRIANO MORAGLIO

19.08.2018 - Adriano Moraglio
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Le prove dello spettacolo

Comincia con un intrigante dramma teatrale sull’amore tra l’uomo e la donna, inteso come una delle forze più potenti che muovono il mondo, e sulla misteriosa esperienza dell’innamoramento, la trentanovesima edizione del Meeting per l’amicizia tra i popoli che si apre oggi a Rimini, per concludersi il 25 agosto. Scelta felice, che andrà in scena nella piazzetta sull’acqua del Ponte di Tiberio. Si tratterà di un evento unico dal punto di vista spettacolare e scenografico, capace di dare immediatamente sangue al tema del Meeting 2018: “Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l’uomo felice”. E l’amore è la stoffa con cui è stata cucita la pièce dal titolo “Attraverso il mare del desiderio” (qui è possibile acquistare i biglietti) con la quale Agnese Bezzera, Otello Cenci e Giampiero Pizzol mettono in scena questa sera, dalle 21:45, le parti più suggestive de “La scarpetta di raso” di Paul Claudel. Del grande scrittore e drammaturgo francese ricorrono i 150 dalla nascita.

I protagonisti della storia, collocata in una seicentesca Spagna, parlano e vivono dell’amore con parole e con esperienze che valgono per gli uomini di tutti i tempi. Dimostrandosi, quindi, profondamente contemporanee. Attraverso squarci di immagini e artifici di onde, burrasche, vento, musica, scenari di Spagna, di Americhe e di Africa, sotto il Ponte di Tiberio si dipanerà la travagliata e poetica storia d’amore di Donna Prouheze e Don Rodrigue, eroe delle Americhe colonizzate. Vicenda che si incrocia con quelle di altri due personaggi: Don Pelage, il marito della protagonista convolata a nozze con lui in seguito a un matrimonio combinato, e Don Camille, inquieto cavaliere moresco innamorato della donna e che vuole portare con sé a Mogador, in Africa, lì mandato come governatore dal re di Spagna. Una storia ingarbugliata di desideri d’amore suscitati dalla figura della persona amata. 

La felicità degli uomini in questo mondo passa irrimediabilmente attraverso l’esperienza dell’amore. Bisognerà vederlo questo spettacolo… per sentirla vibrare dentro di noi. In scena, un angelo, sentenzia e apre uno spiraglio verso Dio: “Per parlare all’uomo, quel carne è più potente di quella della donna?”. Dice Don Rodrigue, pensando a Prouheze: “Vi è una cosa che per il momento io solo posso recarle: la gioia, la gioia a cui siamo destinati insieme. Ah, l’ammiro così tanto che ho dimenticato di guardarla! Non i suoi occhi, è lei tutta intera che è una stella per me! Nessun uomo può vivere senza meraviglia. Vi è in noi un’anima che ne ha abbastanza di noi stessi! Vi è un cuore che chiede di essere saziato!”. E più avanti: “Io penso che nulla basta all’amore. Ah, ho trovato una cosa così grande! È l’amore che deve darmi le chiavi del mondo e non togliermele!”.

La vicenda si fa drammatica perché l’amore di Prouheze verso Rodrigue è infuocato: “Cosa mi attira a lui? La sua voce, mi chiama, la mia anima gli appartiene, il corpo è una spoglia che si getta ai piedi di colui che si ama”. Il desiderio, però, si infrange sulle circostanze della vita: lui è chiamato a radunare le terre d’America sotto il vessillo di Spagna e della cristianità, lei, morto il marito, si vede costretta ad abbandonarsi a Don Camille, nel governatorato africano. “Era bene che mi amasse?”, domanda Donna Prouheze a un angelo che le appare. “Era bene che tu gli insegnassi il desiderio”. 

Parole che devono aver pacificato l’animo di Paul Claudel, che scrisse “La scarpetta di raso” in un momento particolarmente burrascoso della sua vita, travolto dal desiderio d’amore verso una donna già sposata. E infatti, tutta l’opera appare come animata dall’interrogativo sul senso di questo suo bruciante desiderio.

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