Andrea Roncato “aborto errore più grande della mia vita”/ La poesia al bimbo mai nato

- Paolo Vites

L’attore Andrea Roncato racconta il dramma vissuto in gioventù, aver fatto abortire una donna: la commovente poesia al figlio ma nato

Andrea Roncato e Silvia Toffanin
Andrea Roncato a Verissimo

Un padre sagrestano, nella chiesa di Santa Maria Maddalena a Bologna, “un uomo che amava quello che faceva e amava la sua chiesa, Quando il parroco d’estate andava in vacanza l’unico che restava era mio padre che si prendeva cura di tutto”. Così racconta l’attore Andrea Roncato, protagonista di tante commedie all’italiana, comico, scrittore. in una intervista di circa un anno fa. Una vita spesso dissoluta la sua, tra donne e anche droga: “Facevo il gigolò, capitava che una ragazza rimanesse incinta e non me ne interessavo, una l’ho fatta anche abortire”, dice. Con la maturità si è reso conto della tragedia che aveva procurato, ha dedicato un libro a quel bambino mai nato: “Ho capito con la maturità che è stato uno dei più grandi errori mai fatti perché i figli vanno tenuti sempre e comunque. Per questo motivo non smetterò mai di chiedere perdono a Dio e spero che Lui nella sua infinita misericordia mi perdoni. Il finale della poesia che gli ho dedicato dice ‘Ti avrei voluto volere quella volta che non ti ho voluto’”.

OGGI SONO ANTIABORTISTA

In questi giorni Roncato è stato ospite del programma televisivo Verissimo dove è tornato sull’argomento: “Un figlio mi manca, è stato il vero errore della mia vita. Quando ero molto giovane ho avuto la possibilità di diventare padre, di avere un figlio, ma feci un aborto. Adesso sono diventato estremamente antiabortista” ha detto. Silvia Toffanin conduttrice dello show gli ha chiesto se si sia mai perdonato per questa cosa: “No, posso perdonarmi tutto ma (non questo n.d.r) io credo che i figli siano l’unica vera ricchezza che un uomo possa lasciare al mondo. Puoi lasciare bei film, belle poesie, soldi, quello che vuoi, ma credo che lasciare un figlio sia la cosa più bella che un uomo possa fare”. Forse la memoria di quel padre sagrestano che ha dato la sua vita per la Chiesa è oggi ciò che lo sostiene.



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