Giuliano Sangiorgi vs Matteo Salvini/ Appello per gli immigrati: “Il mare è di tutti”

- Stella Dibenedetto

Giuliano Sangiorgi contro Matteo Salvini: il cantante dei Negramato lancia un appello per gli immigrati dal palco del concerto di Eboli. “Il mare è di tutti”, dice.

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Dopo Emma Marrone che, dal palco del suo concerto di Eboli aveva invitato il Governo ad aprire i porti, anche Giuliano Sangiorgi segue la scia della collega e amica. Protagonista del concerto che i Negramaro hanno tenuto ad Eboli, il cantante salentino, ha chiuso il concerto lanciando un appello per gli immigrati e criticando la politica del Governo sull’immigrazione candestina. A noi per il culo non ci prendono! Noi siamo gente di mare e il mare è di tutti”, ha detto Sangiorgi attaccando quelle che sono state, finora, le decisioni del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Non è la prima volta che Sangiorgi parla di politica. Lo scorso gennaio, infatti, nel difendere Claudio Baglioni che, durante la conferenza stampa del Festival di Sanremo 2019 aveva criticato la poitica sull’immigrazione del Governo, Sangiorgi disse: “Io non sono un jukebox. Ho un’anima, un cuore e un pensiero. E chiedere alle nostre istituzioni di salvare vite umane non è fare politica ma essere umani”.

GIULIANO SANGIORGI CONTRO SALVINI: “DOV’E’ FINITA L’ITALIA DI MIO PADRE?”

Giuliano Sangiorgi è tornato così a parlare di politica dal suo palco rivolgendosi a quei fans che lo seguono da anni. Un argomento di cui il cantante dei Negramaro parla spesso. In un’intervista rilasciata ai microfoni di Vanity Fair poche settimane fa, infatti, l’artista aveva detto: “Non me ne importa nulla di parlare male del governo. Quello che non accetto è che un Salvini dica agli artisti cosa debbano o non debbano dire. Sarebbe come suggerire a un fornaio di fare solo il pane o al cameriere di servire a tavola e tacere”. Sangiorgi, poi, aveva ricordato anche un episodio vissuto quando, ancora bambino, vide il padre fare di tutto pur di aiutare quella gente che veniva dal mare in cerca di una vita migiore: “Quando la nave Tirana arrivò a Brindisi io ero piccolissimo. Mio padre non mi fece andare a scuola, ritirò il suo stipendio e si mise a preparare centinaia di piccoli pacchetti di cibo da portare sulla banchina del porto. Dov’è finita l’Italia di mio padre? È morta con lui? Mi rifiuto di crederlo”.

 

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