DON BACKY/ “Adriano Celentano? Mi fa guerra da anni ma vorrei la pace”

- Davide Giancristofaro Alberti

Don Backy a Vieni da me: dalla bomba a mano che quasi l’ha ucciso, al “Clan Celentano”…

Don Backy a Vieni da me
Don Backy (Rai)

Uno degli argomenti principali affrontati da Don Backy nel corso dell’intervista rilasciata a Vieni da me di Caterina Balivo è il rapporto con Adriano Celentano dopo gli anni trascorsi a lavorare insieme. “Io e Adriano Celentano non ci vediamo dal 1974 il giorno della prima udienza della causa che gli avevo intentato. – ha ammesso il cantante, per poi spiegare – Oggi se mi chiamasse per fare pace farei pace, io con la mia coscienza sono a posto. Ho perso la fiducia in lui, sono cinquant’anni che mi fa la guerra” . Collaboratore di fiducia di Celentano ai tempi del Clan, Don Backy è pronto a mettere fine ad un capitolo di lotta con il Molleggiato che dura da anni. Vedremo se arriverà la replica di Celentano a queste dichiarazioni. (Agg. di Anna Montesano)

DON BACKY E QUELLA BOMBA PRESA TRA LE MANI

Don Backy, cantautore, scrittore e attore, è stato ospite quest’oggi presso gli studi di “Vieni da me”, programma di Rai Uno. Aldo Caponi, questo il suo vero nome, ha raccontato alcuni aneddoti della sua vita, fra cui quando da piccolo rimase ferito dopo aver raccolto una bomba a mano: «Durante il periodo della guerra – spiega – noi bambini andavamo nelle discariche per provare a trovare qualche giocattolo abbandonato. Io, che avevo 5 anni, trovai una bomba a mano e ne rimasi affascinato: dopo che la presi, tirai la cordicella e visto che non successe nulla, la lanciai». Peccato però che la bomba a mano esplose a circa tre/quattro metri di distanza, deflagrando dopo i canonici 10 secondi: «Esplose vicino a me – racconta – una scheggia mi portò via praticamente mezzo bicipite, ma se mi avesse colpito un po’ più in la oggi staresti facendo l’intervista ad un altro». Don Backy è stato un bimbo ribelle, ha spiegato lo stesso, ed ha imparato molto dalla strada: «Una delle mie scuole principali è stata la strada – dice – mi ha insegnato molto più che i banchi di scuola».

DON BACKY: “IL CLAN CELENTANO”

Don Backy è rimasto affascinato dalla musica rock dopo aver ascoltato la storica canzone dei Comets “Rock around the clock”: da quel giorno iniziò appunto a dedicarsi alla musica, creando il gruppo dei “Golden Boys”, la prima band in assoluto di Aldo. La svolta arrivò però nel 1962, quando entrò nel famoso “Clan Celentano”: «Fummo noi a lanciare la moda dei pantaloni a zampa di elefante, non le passerelle: aveva un fondo di ben 27 centimetri di ampiezza, quando camminavamo sventolavano». Nel gruppo con il “Molleggiato”, entrò grazie ad una delle sue prime canzoni scritte, “La storia di Frankie Ballan”, che lo stesso Don Backy portò anche al primo Cantagiro della storia, concluso tra l’altro al settimo posto e con vendite interessanti. «Quando arrivai a Milano, Adriano mi disse che ero uno di loro: ho avuto modo di imparare questo mestiere grazie a loro, vivendo Milano e la strada». Don Backy è assieme a Liliana Petralia da più di 50 anni, un rapporto che ogni tanto ha vacillato: «Gli uomini commettono degli errori, io ho li ho commessi…».

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