ANDREA CAMILLERI/ Attacco a Salvini: “Torna indietro” (Conversazione su Tiresia)

- Fabiola Iuliano

Andrea Camilleri è il protagonista dello spettacolo evento dal titolo “Conversazione su Tiresia”. Su Rai 1 il mito dell’indovino che…

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Andrea Camilleri

Andrea Camilleri torna ad attaccare Matteo Salvini. Il papà del commissario Montalbano lo fa durante un’intervista rilasciata ai microfoni di Radio Radicale dove commenta così l’operato ministro degli Interni e vicepremier con parole piuttosto forti: “È tutto un gran tornare indietro. – esordisce Camilleri – Torna indietro, torna indietro e arriveremo finalmente al ’22, che è quello a cui segretamente tanti politici aspirano. Mi creda, ho 93 anni e ho conosciuto i gerarchi fasciscti. Salvini sarebbe stato un meraviglioso federale di Mussolini”. Non è però il primo attacco di Camilleri a Salvini, visto che qualche tempo fa, come riportato da Fanpage, lo scrittore aveva commentato lo sgombero di 500 migranti avvenuto al centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto, vicino a Roma, definendolo una “nazista volgarità”. (Agg. di Anna Montesano)

Conversazione su Tiresia, un dialogo tra lo scrittore e i tanti protagonisti

Andrea Camilleri torna questa sera su Rai 1 per un nuovo viaggio tra mito, leggenda e narrazione. Lo farà portando in scena Conversazione su Tiresia, un dialogo tra lo scrittore e i tanti protagonisti della letteratura, che nei secoli hanno narrato le vicende di questo particolare personaggio. Il papà del Commissario Montalbano darà infatti vita a un dialogo che attraverserà i secoli, alla scoperta di Tiresia nei testi di Omero e Sofocle, passando per Seneca, fino a Dante, Pround e Woody Allen. La storia di Tiresia, che diverse volte compare nella letteratura, è infatti quella di un indovino, un uomo trasformato in donna e poi nuovamente in uomo, che proprio a causa della sua cecità, riesce ad assolvere al meglio al proprio ruolo di veggente; ma la vicenda di Tiresia si intreccerà inevitabilmente con la vita dello scrittore, per una serata evento che nel giugno scorso, al Teatro Greco di Siracusa, ha incantato oltre quattromila spettatori.

Andrea Camilleri, “Ho sentito l’urgenza di riuscire a capire cosa sia l’eternità”

A spiegare da cosa sia nato Conversazione su Tiresia è proprio Andrea Camilleri, il quale, oltrepassando i secoli, traccia un parallelismo tra il mito della letteratura e la sua storia personale. “Da quando Zeus, o chi ne fa le veci, ha deciso di togliermi di nuovo la vista, questa volta a novant’anni, ho sentito l’urgenza di riuscire a capire cosa sia l’eternità”, ha ammesso il papà del commissario Montalbano; “Solo venendo qui, solo su queste pietre eterne – ha aggiunto poi riferendosi alla sua presenza al Teatro Greco di Siracusa – posso intuirla, solo su queste pietre eterne”. Per portare in scena il mito di Tiresia, Camilleri ha lavorato duramente per molte settimane: “Ho impiegato tre mesi a farmi largo in questa foresta e a scegliere i punti salienti – rivela a Sentirsiselvaggi.it – e con dispiacere devo dire che i testi che cito sono solo un terzo di quelli che ho avuto tra le mani”.

“Le donne sono la grande matrice del nostro universo”

Portando in scena Conversazione su Tiresia al Teatro Greco di Siracusa, Andrea Camilleri ha avuto un grande successo. Per prepararsi al meglio, conferma però l’agente letterario Valentina Alferj, lo scrittore “ha studiato, si è documentato” e oltre a farsi “leggere tutto il possibile su Tiresia” è riuscito a memorizzare ogni informazione e a rielaborarla “senza nessun appiglio grafico o fotografico per aiutare la sua memoria”. Nel corso dello spettacolo, Andrea Camilleri ha inoltre avuto la possibilità di condividere con il suo pubblico una riflessione nata dallo studio di Tiresia, che nel mito fu uomo e poi donna per sette lungi anni: “Penso sinceramente che sia arrivato il momento di cedere le armi. Di cedere le armi alle donne – ammette lo scrittore – Le donne hanno una cosa che noi uomini non abbiamo. Fanno i figli. Sono la grande matrice del nostro universo. E questo qualcosa significa. Significa che prima di farsi del male ci penseranno assai più di quanto siamo abituati a pensarci noi”.



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