BOOK CLUB/ La commedia su sogni e paure delle donne che si “stacca” dalla realtà

- Ilenia Provenzi

Il film di Bill Holderman può contare su un cast stellare e strappa anche risate, ma non si avvicina alla vita delle persone comuni

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Una scena del film

In una società in cui la paura di invecchiare assilla tutti (o quasi), Book Club vuole dimostrare che la terza età non comporta solo svantaggi. Certo, le quattro protagoniste del film di Bill Holderman hanno parecchie rughe e una di loro ha qualche chilo di troppo, ma non hanno perso lo slancio e la curiosità verso la vita, che è poi il segreto per mantenersi giovani. Nell’assolata Santa Monica, Carol (Mary Steenburgen), Diane (Diane Keaton), Sharon (Candice Bergen) e Vivian (Jane Fonda) hanno l’abitudine di ritrovarsi una volta al mese per chiacchierare e discutere di un libro. Le quattro si conoscono da sempre e, come le protagoniste di Sex and the City, sono molto diverse tra loro: abbiamo un giudice federale, una romantica, una donna in carriera che rifiuta l’amore e una signora elegante e stilosa.

Quando Vivian, ricca proprietaria di un hotel di lusso e convinta sostenitrice del sesso senza amore, propone di leggere Cinquanta sfumature di grigio, le amiche la guardano scandalizzate. Non solo non è letteratura, ma alla loro età non ha più senso pensare a certe cose. Dal loro confronto, però, nasce un cambiamento. Che si tratti di rivitalizzare un matrimonio stanco o di superare il fantasma del divorzio, le nostre eroine si rendono conto che invecchiare non significa necessariamente mettere da parte i desideri e accontentarsi di una vita prudente e sempre uguale.

Diane, in particolare, è divisa tra il proprio spirito di indipendenza e la pressione delle figlie, che vogliono convincerla a trasferirsi in Arizona per tenerla d’occhio. Ma l’incontro con un affascinante pilota (Andy Garcia) risveglia in lei la vitalità, il coraggio e quel pizzico di ribellione a cui non è disposta a rinunciare, spingendola a prendere delle decisioni. D’altro canto, Vivian capisce (meglio tardi che mai) che, alla fine, solo l’amore conta e non vale la pena di rinunciarvi per paura di soffrire.

Book Club esplora in modo ironico i desideri e le paure di quattro donne che da tempo si sono lasciate alle spalle la giovinezza. Lo scandaloso bestseller citato, a dire il vero, sembra soltanto un pretesto per dare pepe alla storia, che si stacca dalla realtà per inseguire la strada del sogno. È chiaro infatti che il destino sorride troppo alle protagoniste, che godono di perfetta salute, trovano senza grandi difficoltà uomini liberi dopo i cinquanta, non devono fare i conti con i problemi economici e si ritrovano ad assaporare del buon vino in case da favola. Senza considerare che, a dispetto del titolo, di libri (veri) non si parla e nessuna delle quattro donne sembra concentrata su qualcosa che non sia la necessità di rivitalizzare la propria vita sentimentale (o sessuale).

È qui che il film delude. Nonostante il cast stellare, la commedia è infarcita di cliché e tocchi irreali che facilitano il divertimento e l’evasione, ma non l’immedesimazione. Il mondo ritratto nel lungometraggio è più hollywoodiano che mai e non si fa nemmeno lo sforzo di “scendere” con i piedi per terra e avvicinarsi alla vita delle persone comuni. Di conseguenza, Book Club può rivelarsi piacevole per chi è curioso di vedere cosa succede alla commedia americana romantica quando si sposta l’età dei protagonisti sopra i cinquanta, purché sia disposto a rinunciare al realismo.

Tutto sommato, però, la storia strappa un sorriso, ribadisce una volta di più l’importanza dell’amicizia (che non fa mai male) e invita le donne a non ripiegarsi su se stesse, quando non sono più giovani. Non serve fare come le protagoniste, ma ricordarsi di sorridere e di essere sempre curiosi, attivi e aperti alla vita aiuta a ogni età.

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