Cipriano Chianese, chi è?/ Ideò ecomafie e contribuì a disastro della terra dei fuochi

- Rossella Pastore

Cipriano Chianese è l’avvocato che Roberto Mancini identificò come il principale responsabile del disastro ambientale della terra dei fuochi. La condanna a 18 anni di carcere.

Cipriano Chianese
L’avvocato Cipriano Chianese

Cipriano Chianese uno dei personaggi chiave del ‘caso’ terra dei fuochi

Cipriano Chianese è l’avvocato e imprenditore campano antagonista nella vicenda narrata dagli sceneggiatori di Io non mi arrendo, la miniserie tv in onda questa sera in replica su Rai1. La Corte di Cassazione ha da poco confermato la sua condanna a 18 anni di carcere per associazione camorristica e avvelenamento di acque, annoverando il suo nome tra quello degli ideatori del sistema delle ecomafie e dello smaltimento illecito dei rifiuti tra le province di Napoli e Caserta.

Chianese è uno dei personaggi chiave del ‘caso’ terra dei fuochi: fu lui, secondo la Corte, il principale responsabile del disastro ambientale della discarica Resit di Giugliano in Campania (Napoli), in cui fece confluire rifiuti di provenienza lecita e illecita senza adeguate misure di controllo. Il danno che ne derivò fu gravissimo: alla presenza di rifiuti abusivi è correlato un incremento significativo dell’incidenza di alcune patologie specifiche (leucemie e altri tumori) tra gli abitanti della zona, oltre a un aumento altrettanto importante del tasso di mortalità dovuto proprio alla diffusione crescente di queste malattie.

Chi è Cipriano Chianese, il ‘re’ delle ecomafie smascherato da Roberto Mancini

Lo smascheramento di Cipriano Chianese è avvenuto nell’ambito delle indagini portate avanti dal poliziotto Roberto Mancini, il primo poliziotto a indagare sullo sversamento illegale di rifiuti nella zona. L’indagine gli costò la vita: lui stesso, nel 2002, contrasse un linfoma non-Hodgkin che portò a un epilogo tragico dopo 12 anni di duro calvario. Il tumore fu causato dal continuo contatto con i rifiuti tossici e radioattivi durante il suo lavoro d’inchiesta. Prima di morire, nel 2011, fece in tempo ad assistere alla riapertura delle indagini ostacolate per diversi anni. In compenso, la sentenza di primo grado è arrivata troppo tardi, nel 2016, dopo tre arresti avvenuti nel 1993 (in questo caso fu assolto), nel 2006 e nel 2013. Più di recente, la Cassazione ha confermato le condanne di secondo grado anche per la moglie di Chianese, Filomena Menale (4 anni e mezzo di reclusione per riciclaggio), per il geometra Remo Alfani (10 anni) e per l’imprenditore dei rifiuti Gaetano Cerci (15 anni).



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