Ciro Grillo, ipotesi rito abbreviato per evitare carcere/ “Foto hard? Uno scherzo”

- Emanuela Longo

Caso Ciro Grillo, i difensori potrebbero pensare di richiedere il rito abbreviato per evitare il carcere. Spuntano i verbali dei quattro giovani

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Ciro Grillo, Non è l'Arena

Dopo la richiesta di rinvio a giudizio per stupro a carico di Ciro Grillo ed i suoi tre amici, il lavoro difensivo dei quattro giovani prosegue. Stando a quanto riportato dal quotidiano La Stampa, l’ipotesi dei difensori sarebbe quella di chiedere il rito abbreviato che prevede lo scontro di un terzo della pena in caso di condanna e che potrebbe nel peggiore dei modi scongiurare il carcere. Intanto nelle ultime ore emergono i verbali degli interrogatori sostenuti dai quattro ragazzi indagati il 9 aprile davanti ai magistrati. Loro continuano a difendersi: “I rapporti di gruppo con Silvia? Eravamo noi in imbarazzo…e per quanto riguarda le foto hard scattate a Roberta, è stato uno scherzo di pessimo gusto, non un abuso sessuale”.

Sarebbe inoltre emerso che nell’agosto 2019 i giovani sarebbero stati convocati nella caserma di Genova Quarto per il sequestro dei cellulari e dalle microspie sarebbe emersa la loro preoccupazione per i video girati e le foto di quella notte ma anche per le chat avute con alcuni amici. Sarebbero queste le ultime indiscrezioni emerse sul caso dopo la richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura per Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia. Le accuse a loro carico sono gravissime: per la procura avrebbero stuprato la 19enne italo-norvegese Silvia – Capitta da solo, gli altri tre insieme – dopo averla fatta ubriacare. Grillo, Capitta e Lauria sarebbero accusati anche di “aver filmato e scattato video e foto a sfondo erotico all’amica Roberta, incosciente poiché dormiva”.

CASO CIRO GRILLO, I VERBALI DEI QUATTRO RAGAZZI

Di fronte alle accuse Ciro Grillo e i tre amici avrebbero sempre respinto tutto asserendo che la vittima fosse consenziente. Ulteriori inediti dettagli sull’autodifesa sarebbero emersi dagli ultimi verbali. Ciro Grillo, figlio del fondatore del M5s avrebbe spiegato: “Silvia si trovava perfettamente a suo agio, era consapevole di tutto ciò che si faceva, non è stata forzata né a bere né quando ci sono stati gli incontri sessuali…”. In merito al rapporto con lui e gli altri due amici, dice, “non era stato certo da noi programmato in quel modo, anche perché eravamo tutti diciottenni e addirittura uno non aveva mai avuto rapporti sessuali ci siamo trovati nella situazione anche con un po’ di imbarazzo e non ci sono state forzature”. Secondo quando scritto dagli inquirenti, Lauria avrebbe mostrato una foto estratta dal telefono di Capitta “dove si vedono di spalle Silvia e di lato Francesco Corsiglia, posizionato sul sedile anteriore destro (nell’auto usata per andare a comprare le sigarette tra un rapporto e l’ altro, ndr) mostra le foto a testimonianza del clima amichevole e scherzoso del momento”.

Corsiglia, accusato di aver stuprato Silvia da sola avrebbe detto: “Ci siamo appartati un’ unica volta, lei era consenziente, non mi ha mai dato calci per allontanarmi (lo aveva dichiarato la ragazza ai pm, ndr)”. Capitta ha invece ribadito di aver bevuto Vodka volontariamente nel patio (presente all’ esterno di casa Grillo, ndr) era rimasto poco meno di un quarto di bottiglia, non siamo riusciti a berne di nuovo perché era calda e sgradevole. Al che Silvia, a mo’ di sfida, l’ha ingerita tutta”. Tutti invece avrebbero ribadito “la stupidata” legata alla foto hard dicendosi comunque maturati negli ultimi due anni.





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