Ciro Grillo, udienza preliminare rinviata/ In aula spuntano 11 telefonate inedite

- Davide Giancristofaro Alberti

Tutto rimandato al 26 novembre prossimo per quanto riguarda Ciro Grillo: si attende che vengano trascritte 11 telefonate ritenute importanti dai legali

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Ciro Grillo, figlio del fondatore M5s Beppe Grillo

Tutto rinviato al 26 novembre prossimo per quanto riguarda il caso Ciro Grillo, il figlio del fondatore del Movimento 5 Stelle accusato di aver molestato una ragazza assieme ai suoi amici, nell’estate del 2019 in Sardegna. Nella giornata di ieri, come riferisce l’edizione online del Corriere della Sera, si è tenuta l’udienza preliminare a Tempo Pausania, e dal gup Caterina Interlandi era attesa la discussione del procuratore Gregorio Capasso, a cui sarebbero poi seguite le argomentazioni delle parti civili. Come scrive il quotidiano di via Solferino, però, il tutto è stato rinviato a fra tre settimane, la data entro cui andranno trascritte delle inedite telefonate che secondo i legali degli imputati risulterebbero essere importanti ai fini del “processo”.

Attualmente si tratta di telefonate che sono agli atti sotto forma di brogliacci, di conseguenza ad oggi queste conversazioni sarebbero state scritte in maniera sommaria. Dopo la decisione del giudice per l’udienza preliminare, il perito incaricato dallo stesso Gup dovrà trascriverle fedelmente, divenendo così atti ufficiali del processo in corso.

CIRO GRILLO: IL 26 NOVEMBRE IL GIORNO DELLA VERITA’, CONFERMATO IL RITO ORDINARIO

Oltre a Ciro Grillo, sotto accusa in questo procedimento penale vi sono gli amici Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria. Il gruppo è accusato di violenza sessuale nei confronti di una ragazza italo-norvegese, fatti che sarebbero avvenuti il 17 luglio del 2019 in quel di Cala di Volpe, località nei pressi di Porto Cervo, in Sardegna.

Ricordiamo che al momento siamo ancora nella fase preliminare, e il 26 novembre si dovrà decidere se appunto Ciro Grillo e gli amici, dovranno andare o meno a processo. Come scrive Il Fatto Quotidiano, sarebbero in totale 11 le intercettazioni ritenute decisive dalle parti e su cui con grande probabilità si giocherà il confronto processuale. Inoltre i difensori degli imputati hanno spiegato di voler procedere con il rito ordinario, rinunciando quindi agli sconti di pena previsti per gli altri riti.







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