CIRO GRILLO ED I 3 AMICI RINVIATI A GIUDIZIO/ “Stupro di gruppo”: ecco cosa rischiano

- Emanuela Longo

Caso Ciro Grillo, la decisione del gup: tutti gli imputati rinviati a giudizio. I quattro giovani rischiano fino a 12 anni di carcere

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Ciro Grillo, figlio del fondatore M5s Beppe Grillo

E’ giunta poco fa la decisione del giudice per l’udienza preliminare Caterina Interlandi presso l’aula del tribunale di Tempio Pausania, in Sardegna, che ha deciso per il rinvio a giudizio di Ciro Grillo e dei suoi tre amici, tutti accusati di violenza sessuale di gruppo. Oltre al figlio del fondatore del M5s, dovranno difendersi dalle accuse anche Edoardo Capitta (difeso dagli avvocati Ernesto Monteverde e Mariano Mameli), Vittorio Lauria (legale Alessandro Vaccaro), e Francesco Corsiglia (avvocati Romano Raimondo e Gennaro Velle). Grillo è invece difeso dal cugino Enrico Grillo e da Andrea Vernazza.

Adesso i quattro ragazzi dovranno così affrontare un processo come deciso dal giudice dopo un’ora di Camera di consiglio, accogliendo così la richiesta del Procuratore Gregorio Capasso. La prima udienza del processo, come riferisce Corriere Adriatico, si terrà il prossimo 16 marzo. I quattro ragazzi rischiano fino a 12 anni di carcere. Dopo la decisione del gup, il procuratore ha commentato: “L’impianto accusatorio ha retto. È stata accolta la nostra richiesta, ora si farà un processo e si vedrà”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

Caso Ciro Grillo: verso l’udienza preliminare

Sono ore concitate, queste, per Ciro Grillo ed i suoi tre amici accusati di violenza di gruppo nei confronti di una studentessa italo-norvegese di 19 anni. Domani alle 12, infatti, presso il Tribunale di Tempio Pausania si svolgerà l’udienza nel corso della quale il gup Caterina Interlandi deciderà se rinviare a giudizio i quattro ragazzi o se archiviare la loro posizione. Anche nella giornata di domani, come scrive Adnkronos, Ciro ed i suoi amici non saranno presenti in aula dove invece ci saranno i loro difensori.

Il figlio di Beppe Grippo ed i suoi tre amici, Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria, sapranno solo domani se andranno o meno a processo dopo la denuncia della ragazza, oggi 21enne, per i fatti di cui sarebbe stata vittima nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2019 nel residence di Beppe Grillo a Cala di Volpe, in Costa Smeralda. Con lei c’era anche un’amica, che però dormiva sul divano e che sarebbe stata anche lei vittima di abusi in quanto i ragazzi hanno scattato delle foto mentre erano in atteggiamenti osceni sul suo viso.

Caso Ciro Grillo: battaglia su trascrizione intercettazioni

Nella passata udienza il procuratore Capasso e le parti civili avevano richiesto la trascrizione di alcune intercettazioni sia ambientali che telefoniche e la gup aveva deciso di rinviare tutto a domani mattina, quando le difese dei ragazzi formalizzeranno la scelta del rito ordinario. Agli atti anche una consulenza medico legale da cui emerge il sospetto che la giovane presunta vittima sia stata obbligata ad assumere Ghb, la cosiddetta droga dello stupro. Nella relazione redatta dall’esperto si legge: “In linea puramente teorica non è possibile escludere” che la presunta vittima abbia assunto “cosiddette droghe da stupro, prima o in associazione con l’alcol”. In tal caso, il rapporto potrebbe non essere stato consenziente a differenza di quanto dichiarato da Ciro Grillo e dai suoi amici.

L’avvocato della presunta vittima, Giulia Bongiorno, ha ottenuto anche la documentazione audio di quanto avvenne nell’agosto 2017 a Ciro Grillo durante una vacanza-studio in Nuova Zelanda rispetto alla quale il figlio del fondatore del M5s scriveva: “Ca…i durissimi in Nuova Zelanda”. Tuttavia, la battaglia legale tra accusa e difesa ruoterebbe tutta attorno a 11 trascrizioni di chat e telefonate che entreranno nel processo e dalle quali, secondo le parti civili emergerebbero altri particolari “interessanti”.

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