Clementino/ Dal problema con la droga alla delusione di Sarri alla Juventus

- Bruno Zampetti

Reduce da un minitour europeo, Clementino si esibirà oggi durante la cerimonia di chiusura delle Universiadi 2019 che si sono svolte nella sua Napoli

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Clementino Iena, Instagram

Reduce da un minitour europeo, Clementino si esibirà oggi durante la cerimonia di chiusura delle Universiadi 2019 che si sono svolte nella sua Napoli. Il rapper, tra le varie date, ne aveva anche una a Madrid, che ha dovuto però annullare, dando la possibilità a chi aveva già acquistato il biglietto di ottenere il rimborso o di utilizzarlo per accedere a uno dei successivi concerti previsti a Barcellona e Valencia. Clementino terrà dei concerti anche in Italia e a Bologna si stanno già venendo i biglietti relativi alla data che terrà il 14 dicembre. Nello stesso periodo il “Tarantelle Tour 2019” farà tappa anche a Milano, Padova, Roma, Bari e, naturalmente, Napoli. Per questo tour Clementino ha deciso di esibirsi nei club, anziché in altre location come palazzetti dello sport.

CLEMENTINO, LE PAROLE SU SARRI ALLA JUVE

Come molti suoi concittadini, Clementino è un tifosissimo del Napoli. Intervenendo ai microfoni di Radio Marte ha recentemente detto che l’arrivo di Sarri alla Juventus, visto il suo passato come tecnico della formazione partenopea, “provoca tanto male interno. Vediamo Ancelotti, gli abbiamo dato solo un anno, vediamo il secondo anno e magari riusciamo a fare qualcosa di più. Il problema non è che il Napoli ha giocato male, ma che la Juve ha giocato troppo bene, per fermarli ci vogliono solo i carri armati”. Sarà certamente curioso vedere Sarri ritornare al San Paolo, questa volta però da avversario, oltretutto alla guida della Juventus, squadra non proprio amata nel capoluogo campano, come del resto in altre città italiane.

IL PROBLEMA CON LA DROGA

In una recente intervista a Fanpage, Clementino aveva invece raccontato di aver passato “il periodo più brutto della mia vita ma mi è servito, ho visto tanti rapper grossi passare attraverso problemi che non devono per forza essere il papà in galera etc, ognuno porta la sua croce e nel mio caso il problema è stato psicologico: vivendo nella provincia di Napoli – io sono di Cimitile – non c’è molto da fare, tanti ragazzi sono morti per la noia, non hai nulla da fare e ti droghi, oppure sei vittima del gioco d’azzardo, nel mio caso è stato un fattore psicologico. Sai cosa, però? Non mi sento né un prete né un missionario, non mi sento di dire ‘No ragazzi, questo non si fa’, io parlo della mia esperienza personale, ne ho viste di cotte e di crude”.

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