COM’È MORTO CARLO ACUTIS? MALATTIA, LEUCEMIA FULMINANTE/ “Predisse la sua morte”

- Stella Dibenedetto

Com’è morto Carlo Acutis, il 15enne proclamato beato il 10 ottobre del 2020 e patrono di internet? Una leucemia fulminante ha messo fine alla sua vita.

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Carlo Acutis

La morte di Carlo Acutis a soli 15 anni

Ospiti di Silvia Toffanin a Verissimo, la mamma di Carlo Acutis ricorda suo figlio non senza commozione. Cralo è morto a soli 15 anni a causa di una leucemia fulminante e la madre rivela che, prima di quel terribile giorno, lui predisse la sua morte: “Lui disse che sarebbe morto perché si sarebbe rotta una vena nel cervello e in realtà lui morì di emorragia cerebrale portata dalla leucemia.” Un racconto agghiacciante, corredato di dettagli toccanti che la donna riporta nel salotto di Canale 5.

Carlo Acutis sarà il primo santo dell’era digitale. Il 10 ottobre 2020, Papa Francesco l’ha proclamato beato e la sua storia ha colpito tutti. Giovanissimo e appassionato di internet e dell’era digitale, ha cercato di diffondere il proprio messaggio di fede attraverso il web portando l’amore che distribuiva alle persone più sfortunate anche ai suoi coetanei. Carlo Acutis ha cominciato il suo percorso di fede quando era solo un bambino, ma a spezzare la sua missione è stata la malattia. Carlo Acutis, infatti, è morto a soli 15 anni a causa di una leucemia fulminante. Anche durante i giorni della malattia, Carlo non ha mai perso la fede. Come si legge sul Fatto Quotidiano, durante la sua battaglia, ai genitori, Carlo aveva detto: “Offro tutte le sofferenze che dovrò patire al Signore per il Papa e per la Chiesa, per non fare il Purgatorio e andare dritto in cielo”. Ai medici, invece, che lo curavano era solito dire: “C’è gente che soffre molto più di me”.

Carlo Acutis patrono di internet

Carlo Acutis ha saputo sfruttare le tecniche multimediale per trasmettere il suo messaggio di fede e di speranza aalle nuove generazioni. “L’Eucarestia è la mia autostrada verso il cielo“, ripeteva sempre e per riuscire a trasmettere la parola del Vangelo ai giovani come lui aveva aperto siti e blog per essere vicino alla propria generazione. Un grande impegno quello di Carlo che aveva saputo unire la sua passione per il web alla sua profonda fede.

Mamma Antonia Salzano, ha raccontato che Carlo era in grado di realizzare video e riviste online da solo e che aveva imparato da autodidatta studiando i manuali di ingegneria informatica. Carlo ha saputo usare le nuove tecniche di comunicazione per trasmettere il Vangelo, per comunicare valori e bellezza. Non è caduto nella trappola. Vedeva che molti giovani, pur sembrando diversi, in realtà finiscono per essere uguali agli altri, correndo dietro a ciò che i potenti impongono loro attraverso i meccanismi del consumo e dello stordimento. Carlo diceva, succede che ‘tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie‘. Non lasciare che ti succeda questo”, ha detto Papa Francesco esortazione apostolica Christus vivit come riporta Il Fatto Quotidiano.



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