Com’è morto Ennio Morricone?/ “Brutta caduta”, poi il silenzio: l’addio del compositore

- Anna Montesano

Ennio Morricone, com’è morto? La causa della morte e le ultime parole del celebre compositore raccolte in una lettera scritta da lui

Ennio Morricone
Ennio Morricone (foto Twitter)

Ennio Morricone, com’è morto? Causa e ultimo saluto

“Io, Ennio Morricone, sono morto.” Inizia così la toccante lettera che Ennio Morricone scrisse poco prima di morire. Il celebre compositore e musicista, vincitore di Premio Oscar e autore di alcune delle più belle colonne sonore nella storia del cinema, ci ha lasciati nella notte tra il 5 e 6 luglio del 2020, in una clinica romana, per le conseguenze di una brutta caduta. Un dramma di cui, ancora oggi, si conosce poco per la volontà della famiglia del compositore di mantenere il totale riserbo sulla vicenda.

Ennio Morricone aveva 91 anni quando ha lasciato questa terra. Lo ha fatto lasciando un’eredità che rimarrà in eterno: la sua grande musica. Ma non è tutto perché, poco prima di morire, Morricone ha voluto scrivere di suo pugno il suo necrologio che è stato poi il suo avvocato Giorgio Assumma a leggere al suo funerale.

Ennio Morricone, le ultime parole del grande compositore

Tra le ultime parole di Ennio Morricone ci sono i saluti a tutte le persone che gli sono state vicino negli anni e che hanno avuto un posto importante nel suo cuore. “C’è solo una ragione che mi spinge a salutare tutti così e ad avere un funerale in forma privata: non voglio disturbare.” ha scritto l’artista, continuando con i suoi saluti.

“Saluto con tanto affetto Ines, Laura, Sara, Enzo e Norbert per aver condiviso con me e la mia famiglia gran parte della mia vita. Voglio ricordare con Amore le mie sorelle Adriana, Maria e Franca e i loro cari, e far sapere loro quanto gli ho voluto bene. Un saluto pieno intenso e profondo ai miei figli Marco, Alessandra, Andrea e Giovanni, mia nuora Monica, e ai miei nipoti Francesca, Valentina, Francesco e Luca. Spero che comprendano quanto li ho amati”. E concludeva la sua lettera d’addio con un saluto al suo grande amore: la moglie Maria Travia.







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