“Con il limite a 30 km/h le città sono più inquinanti”/ Il nuovo studio: “Aumentano CO2 e PM”

- Davide Giancristofaro Alberti

Un limite di velocità a 30 km/h rischia di far aumentare l'inquinamento. Questo quanto emerge da un recente studio del Senseable City Lab, ecco i risultati

Quarta corsia dinamica A4 Quarta corsia dinamica A4

Non si placa la querelle a distanza fra la città di Bologna (e il suo limite a 30 km/h), nonché il MIT, il ministero dei trasporti e delle infrastrutture presieduto dal ministro Matteo Salvini. Dopo che per mesi i due hanno battagliato a distanza, ieri una nuova puntata di questa sfida, con il MIT che ha sentenziato che ridurre di molto la velocità delle auto, appunto con un limite di 30 km/h, si rischia di aumentare l’inquinamento.

Come si legge sul sito di TgCom24.it, aumenterebbero in particolare le emissioni di monossido di carbonio, quelle di anidride carbonica, nonché dei famosi PM, il particolato atmosferico, e infine, dell’ossido di azoto. A sentenziarlo è lo studio MIT Senseable City Lab che si è concentrato sulla città di Milano (altra località spesso e volentieri chiacchierata per quanto riguarda le sue normative sul traffico), ma che si può comunque estendere a tutti quei comuni che “vanno piano”.

CON IL LIMITE A 30 KM/H AUMENTA L’INQUINAMENTO: ECCO UN PO’ DI DATI

Gli scienziati americani che hanno realizzato questo studio si dicono convinti che le vetture con motore a combustione interna, quindi benzina o diesel (le elettriche incidono ancora poco alle nostre latitudini), funzionano al meglio una volta “calde” e una volta che raggiungono i 70-80 km/h, di conseguenza le basse velocità per lunghi tratti rischiano di “ingolfare” le vetture, soprattutto quelle alimentate a diesel che non vanno a braccetto con il traffico cittadino, e nel contempo di rendere gli stessi powertrain più inquinanti e meno efficienti.

Qualora si decidesse di adottare il limite dei 30 km/h anche a Milano, si registrerebbe in soldoni un aumento delle emissioni di anidride carbonica dell’1,5%, mentre quelle dei PM crescerebbero del 2,7 per cento. Carlo Ratti, direttore del Mit Senseable City Lab, ha spiegato che lo studio in questione verrà esteso di modo da fornire alle amministrazioni comunali i migliori dati possibili su come modellare le proprie decisioni in tema di mobilità.

CON IL LIMITE A 30 KM/H AUMENTA L’INQUINAMENTO, SALVINI: “FINALMENTE CI DANNO RAGIONE”

Sullo studio si è espresso anche il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha ribadito il proprio pensiero circa il fatto che sia importante ridurre i limiti di velocità in determinate zone sensibili di una città o di un paese come ad esempio vicino alle scuole, ma una estensione generalizzata dei 30 km/H può provocare solamente “più code e inquinamento, e i dati scientifici esterni pubblicati ci danno finalmente ragione”.

A stretto giro di posta è giunta la “replica” del sindaco di Milano, Beppe Sala, che ha fatto sapere di non voler estendere a tutta la città di Milano il limite dei 30 km/H, ma nel contempo è giusto muoversi e prendere delle scelte che siano pragmatiche e non ideologiche. Secondo una ricerca del Politecnico di Milano in tema di emissioni, non incide tanto l’auto in se quanto lo stile di guida di un automobilista, di conseguenza bisognerebbe montare su ogni vettura una green box che registri le effettive emissioni.





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