Copiare alla Maturità 2024: cosa si rischia/ Metodi e trucchi da evitare: bocciatura la possibile conseguenza

- Vanna Lavagna

Tanti sono i trucchetti che possono essere utilizzati alla maturità per poter copiare. Non tutti gli studenti però si rendono conto che un tale gesto costituisca reato penale.

Esame Maturità Esame di Maturità, la prima prova (ANSA 2023, Alessandro Di Marco)

La maturità è alle porte: si parte il 19 giugno 2024 con la prima prova scritta. Gli studenti stanno quindi sfruttando gli ultimi giorni per poter studiare e prepararsi al meglio. L’ansia però, si sa, è alta. E se per mancanza di tempo o per emotività si dovesse temere di non superare la prova o di non ottenere i risultati sperati ecco spuntare l’ancora di salvataggio: copiare. Non tutti i maturandi però si rendono conto dell’effettiva serietà e dell’ufficialità che ricopre la maturità, adottando trucchetti che potrebbero però mettere a repentaglio la carriera scolastica, vanificando un anno di sacrifici.

Proprio perché si tratta di un esame di Stato copiare alla Maturità può portare a rischi anche penali, oltre a conseguenze che vanno dall’annullamento della prova fino alla bocciatura, e alla conseguente ripetizione del quinto anno della scuola secondaria di secondo grado. Perché quindi andare incontro a tutto questo?

I TRUCCHETTI PIÙ DIFFUSI PER COPIARE ALLA MATURITÀ 2024, MA È REATO

Quali i trucchi più “celebri” per copiare alla Maturità 2024? Dai classici bigliettini o ‘pizzini’ nascosti negli indumenti, alle trascrizioni sulle pagine libere dei vocabolari, per passare perfino ad alcuni appunti scritti anche su braccia e mani in parti ovviamente nascoste. E poi, nell’era digitale, non manca anche l’idea che contempla il secondo cellulare, su cui andare a sbirciare durante l’espletamento della prova. Gli studenti più originali si avvalgono anche della tattica del pacchetto di fazzoletti da cui attingere riassunti nascosti, oppure usano lo stratagemma della bottiglietta d’acqua sulla cui etichetta appuntare, in carattere ‘lillipuziano’, anche solo date, formule e qualunque altro aspetto che possa essere condensato in poche righe. Insomma, qualunque oggetto può essere sfruttato per copiare.

Ma se, una volta letti, possono anche far sorridere, questi metodi per copiare alla Maturità costituiscono reato penale, come stabilisce la lontana, ma ancora in vigore, legge n. 475 del 19 aprile 1925. Nello specifico è prevista la reclusione da un minimo di 3 mesi a un massimo di 1 anno, ma la pena non può essere inferiore a 6 mesi nel caso in cui il tentativo abbia avuto successo. Questo vale per qualunque esame di stato, sia professionale, sia concorsuale sia nel caso appunto della maturità. Punito è anche poi l’eventuale “aiutante” del copiare alla Maturità, quindi ad esempio il compagno di classe che suggerisce durante la prova. Oltre a ciò, come abbiamo detto, la commissione esaminatrice può decidere l’ulteriore provvedimento da adottare, che può consistere nell’annullamento della prova stessa durante la quale lo studente è stato sorpreso a copiare e nella bocciatura.





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