Coronavirus, cos’è e i sintomi/ 2019 nCoV in Cina, cosa c’è da sapere sul nuovo virus

- Silvana Palazzo

Coronavirus, cos’è e i sintomi del “2019 nCoV”: allarme in Cina, cosa c’è da sapere sul nuovo virus. Le preoccupazioni sulla trasmissione e il contagio

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Allarme coronavirus in Cina (LaPresse)

C’è un nuovo virus che sta colpendo la Cina e il suo nome in codice è 2019 nCoV. Fa parte dei coronavirus, una famiglia di virus che possono causare malattie negli animali e negli esseri umani, con sintomi anche molto comuni che vanno dal raffreddore a infezioni delle basse vie aeree, fino sindromi respiratorie anche molto gravi, come quella mediorientale (Mers) e la sindrome respiratoria acuta grave (Sars). Il problema di questo nuovo virus è rappresentato dal fatto che non c’è un vaccino né una cura specifica. Del resto è stato identificato molto recentemente: il 7 gennaio 2020. Questo misterioso virus cinese (CoV) è un nuovo ceppo di coronavirus: si sa al momento che è molto simile alla Sars e che è stato identificato a Wuhan, in Cina, ma sono stati rilevati casi anche in Giappone, Thailandia e Corea del Sud. Il mercato ittico di Wuhan comunque è considerato il centro dell’epidemia.

CORONAVIRUS, 2019 NCOV IN CINA DOPO MERS E SARS

Un altro aspetto che desta preoccupazione è la trasmissione: i coronavirus possono trasmettersi dagli animali all’uomo. È successo nel 2002 in Cina, con il Sars-CoV passato dagli zibetti agli uomini, e in Arabia Saudita nel 2012 col Mers-CoV, che invece è stato trasmesso dai dromedari agli uomini. Ma sono noti altri coronavirus che circolano tra gli animali e non hanno ancora infettato gli esseri umani. I sintomi più comuni di un coronavirus includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte. Il contagio avviene da persona a persona, solitamente dopo un contatto stretto con un paziente infetto, ad esempio tra familiari o in ambiente sanitario. Trattandosi di una malattia nuova, non c’è un vaccino e neppure un trattamento specifico, ma secondo il virologo Fabrizio Pregliasco l’epidemia è stata presa in tempo. «Questi circa 200 casi di polmonite, che magari saranno anche molti di più e potrebbero sbarcare anche in Italia, sono però una piccola epidemia, che è stata individuata per tempo e che è ora, per questo, contenibile», ha dichiarato al Quotidiano.net.



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