Coronavirus, cura da scienziati pecora Dolly?/ “Terapia con cellule immunitarie”

- Silvana Palazzo

Scienziati della pecora Dolly hanno cura contro coronavirus? “Terapia con cellule immunitarie”, simile a quella usata per alcuni malati di cancro che sono guariti

vaccino
Test Coronavirus (Foto: LaPresse)
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Gli scienziati che hanno clonato la pecora Dolly potrebbero aver trovato la cura contro il coronavirus. La notizia arriva dall’Inghilterra, in particolare dalla sezione scientifica del Times, secondo cui gli scienziati che hanno realizzato la prima clonazione al mondo di mammifero sono in trattative col governo britannico per uno studio clinico. L’idea è di usare lo stesso metodo impiegato con i pazienti malati di cancro. Hanno realizzato una terapia di infusione di cellule immunitarie che ha permesso loro di guarire. L’impostazione dell’approccio attuale è simile: sperano di usare lo stesso metodo per sconfiggere il coronavirus. Ma serve una prelevare tali cellule da volontari giovani e in forma. «Una delle sfide chiave per combattere questa infezione virale è sviluppare una cura che attacchi le cellule infette, non quelle sane», ha dichiarato il dottor Brian Kelly, come riportato dal quotidiano britannico.

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DA SCIENZIATI PECORA DOLLY CURA PER CORONAVIRUS?

L’idea degli scienziati che hanno clonato la pecora Dolly rievoca concettualmente il metodo della plasmaterapia. Vogliono usare le difese naturali dell’organismo contro l’infezione virale. I pazienti che sono riusciti a guarire dal Covid-19 hanno infatti creato anticorpi contro quel virus che impedisce loro di infettarsi di nuovo. Secondo quanto riportato dal Times, le cellule T del donatore non sono in grado di identificare quelle “nemiche”, che sono diverse dalle cellule immunitarie sane. Rilevando però il metabolismo anomalo del virus, le cellule T possono identificare questi “invasori”. Una volta rilevate, cominciano a distruggerle, lanciando un segnale al sistema immunitario affinché l’intrusione venga interrotta. Secondo il dottor Kelly, anche se il coronavirus mutasse e tornasse ad attaccare il corpo, si potrebbe ripetere l’infusione e quindi la cura potrebbe essere nuovamente efficace. Lo studio verrà consegnato al National Health Service entro la prossima settimana.

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