Coronavirus Germania: 2607 morti, 118.235 casi/ 75 berlinesi denunciati in 24 ore

- Alessandro Nidi

Coronavirus Germania: 2607 morti, 118.235 casi. Il lockdown si allontana, eppure aumentano i tedeschi che violano le restrizioni: denunciati 75 berlinesi in un solo giorno

coronavirus germania
Angela Merkel (LaPresse)
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Il Coronavirus in Germania fa segnare nuovi numeri, per un bilancio che, inevitabilmente, si aggrava di giorno in giorno: stando agli ultimi dati ufficiali disponibili, i casi confermati hanno raggiunto quota 118.235, mentre il totale delle persone decedute dopo aver scoperto la propria positività al Covid-19 è pari a 2607. A tal proposito, proseguono i controlli serrati della polizia tedesca per individuare chi viola le misure di contenimento sociale; ieri nella sola Berlino 350 poliziotti hanno denunciato penalmente 9 persone e 66 per reati minori, a conferma di quanto la popolazione continui a infrangere le norme governative, mettendo a repentaglio non soltanto la propria salute, ma anche quella degli altri cittadini. Complessivamente, dal 14 marzo a oggi la polizia della Capitale ha effettuato 2192 verifiche sui negozi e 4728 sulle persone in transito per strada, in macchina o a piedi. In 855 casi sono state ordinate le chiusure immediate degli esercizi commerciali. In tutto, le forze di polizia di Berlino hanno rilevato finora 1012 reati penali e, dal 23 marzo 2020, 1127 reati amministrativi.

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CORONAVIRUS GERMANIA: PANDEMIA ANCORA LUNGA

A giudizio del ministro presidente del Brandeburgo, Dietmar Woidke, la Germania si trova ancora nel bel mezzo di una pandemia ed è prematuro parlare di allentamento delle misure restrittive. “Dovremo conviverci ancora per molto tempo – ha dichiarato –. Il che, tuttavia, non significa che non ci possa essere un ritorno a una vita relativamente normale in certi settori prima di allora”. A proposito di ripresa di certe attività: in queste ore sono giunte le dichiarazioni di Dirk Zingler, il presidente dell’Union Berlino, compagine calcistica militante in Bundesliga, il quale ha esternato la propria contrarietà a ripartire con le gare di campionato. “Se ci dissociamo dalla percezione sociale, non ci facciamo alcun favore. Dovremmo trovare una data che sia condivisibile dagli esperti e, prima ancora, dall’intero sistema sociale. Per dire, prima di riprendere a giocare a calcio, i bambini dovrebbero poter andare a scuola e al piccolo pub con 20 posti a sedere dovrebbe essere concesso di riaprire i battenti”.

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