CORONAVIRUS/ I moderni Don Camillo e la coscienza della vita in mano a un Altro

- Gianni Foresti

In questi giorni non stanno mancando gesti di sacerdoti che sembrano folcloristici, ma sono in realtà espressione di una precisa coscienza

crocifisso don camillo
Crocifisso di Don Camillo esposto a Brescello (Facebook)
Pubblicità

Ormai è una pandemia e  il Papa ci ha affidati a Maria, ma già alcuni coraggiosi ministri del culto avevano dato prova di ciò. Passati un po’ sotto silenzio sui giornaloni, ma per fortuna non altrettanto sui social. Creativo il gesto del parroco di Bibione che su un’Ape car azzurra, con fiori e statua della Vergine, ha scorrazzato per il paese benedicendo e pregando. Pare, ma forse è una fake, che sia stato fermato dalla polizia municipale e abbia detto “Sto lavorando!”. Su Facebook si è visto il parroco di Favara con in mano un palo con altoparlanti in processione da solo su una strada trafficata recitando il Rosario. Questo ci ricorda il mitico don Camillo di Guareschi che nel film solo, con un cane e come un cane, imbraccia il crocefisso e si avvia a benedire il Po. Peppone ha imposto alla cittadinanza di non andare in processione, pena ritorsioni. Il pretone, mesto d’animo ma forte di fede, percorre il paese deserto con il cane che lo segue. Alla tonaca avevano attaccato dei salamini. Arrivato in riva al fiume don Camillo trova tutto il paese con in testa i rossi e il sindaco. Tutti, anche i compagni, fanno il segno della Croce.

Da anni il parroco attuale di Brescello compie la benedizione del Po richiamando in loco turisti e appassionati degli eroi guareschiani. Lo stesso parroco ha esposto sul sagrato della chiesa il Crocifisso, come segno di affidamento. Per inciso, è la Croce utilizzata nel film regalata alla parrocchia da Rizzoli alla fine della saga cinematografica. È benedetta e si trova sul lato destro all’interno della chiesa.

Pubblicità

Come poi non rilevare il Vescovo di Milano, Mario Delpini, sul tetto del Duomo che intona O mia bella Madunina e poi la prega in varie lingue. Tutto questo non è niente di folcloristico, è l’affermazione esplicita della Chiesa italiana, forse un po’  tardiva, che siamo letteralmente nelle mani di un Altro. Normali queste espressioni religiose nei secoli precedenti e fino agli anni ’50 del secolo scorso, ora assolutamente inesistenti.

Assurdo tenere i musei e i cinema aperti e chiudere le chiese nelle settimane appena passate. La diocesi lombarda poteva proporre più funzioni giornaliere domenicali, veloci, senza predica e canti, in cui potessero partecipare le persone in modo distanziato. Nel frattempo si poteva andare al museo e al cinema distanziati di un metro, in chiesa no. Mah… un governo con posizioni ridicole e una diocesi tentennante e sottomessa. Questo è esclusivamente il mio pensiero, ma ho ubbidito nel sacrificio.

Pubblicità

La paura uccide il cuore e il desiderio e solo la speranza in Gesù lo tiene vivo nei momenti  terribili. Lo dico per esperienza e non come frase precostituita. Notizia vera di prima mano. Un anziano muore e viene cremato. La figlia telefona al prete per benedire l’urna e questi, giovane sacerdote, si rifiuta, tanto… Lei chiama allora  l’anziano parroco che si precipita. Questo non in Spagna, ma nella bianca Brianza.

Ritornando alle celebrazioni non fatte di cui prima. Il 25 dicembre 1985 fui invitato da amici alla S. Messa celebrata da un sacerdote alle 7:00 del mattino. Eravamo in tutto in otto. No canti, no omelia. Durata 20 minuti. Gesù  con la sua venuta era l’essenziale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità