Coronavirus, Nostradamus previde tutto?/ “Verrà da est la peste in Paese dei 7 colli”

- Raffaele Graziano Flore

Coronavirus, Nostradamus previde tutto? Profetica una quartina dell'astrologo e scrittore francese: "Verrà da Est una regina che diffonderà una peste nel Paese dei sette colli..."

Nostradamus, in un ritratto Nostradamus, in un ritratto (Web, 2020)

Nostradamus aveva previsto anche la pandemia di Coronavirus con oltre cinque secoli di anticipo? È questa una delle storie che circola maggiormente sui social network e che, per fortuna, è diventata virale anche soprattutto a livello di meme per divertirsi e provare a sdrammatizzare una situazione che negli ultimi giorni ha assunto connotati preoccupanti con esplosioni di nuovi focolai nel resto d’Europa e negli Stati Uniti. Infatti l’astrologo, farmacista e scrittore francese, nato come Michel de Nostredame e vissuto nella prima metà del 1500 (morì poi nel 1566), è noto per le sue previsioni se non proprio profezie che ciclicamente vengono tirate fuori a ogni evento drammatico o cataclisma. In questo caso sono stati ripresi alcuni suoi versi per mostrare come sia stato in grado di anticipare la pandemia che ha messo in ginocchio mezzo mondo in questo primo scorcio di 2020. La suddetta previsione fu formulata da Nostradamus nel 1551 e sostanzialmente diceva questo in una delle tante traduzioni più o meno fedeli: “Ci sarà un anno gemello (2020) da cui emergerà una regina (corona) che arriverà dall’Est (la Cina) e diffonderà una epidemia (il virus) nell’oscurità della notte, in un Paese con sette colline (l’Italia) e trasformerà il crepuscolo degli uomini in polvere (morte), distruggendo e mandando in rovine il mondo. Sarà la fine dell’economia mondiale come la conosciamo”. Questo è il passaggio ‘incriminato’ mentre le parentesi sono le nostre per sottolineare i passaggi in cui alcuni nostri contemporanei hanno letto (o voluto leggere…) le anticipazioni dell’astronomo nati a Saint-Rémy-de-Provence.

NOSTRADAMUS AVEVA PREVISTO LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS NEL 2020?

Ma cosa c’è di vero in queste parole di Nostradamus? Il farmacista e scrittore transalpino, noto per il suo libro de “Le Profezie” e che oggi viene ripescato per quella quartina incriminata, a dire il vero durante la sua vita scrisse molto e gran parte della sua produzione spesso utilizza toni e un linguaggio volutamente misteriosi che si prestano facilmente a determinate interpretazioni e al loro esatto opposto; dunque, come suggerisce qualche esperto, è facile che con un po’ di immaginazione si riesca a estrapolare dalle sue parole il significato che si vuole o che fa più comodo. “Le sue scritture sono sfruttate con traduzioni ambigue e sbagliate” ha ricordato qualcuno spiegando che si tratta di una pratica in voga oramai da secoli ma così non la pensa Renucio Boscolo, scrittore e numerologo che si definisce proprio “discepolo e sentinella di Nostradamus” e a suo dire la traduzione esatta della suddetta sestina, e non quartina, “prevedeva l’arrivo di un grande male”. A detta del numerologo si parla in certi passaggi anche di “una infermità che andrà da costa a costa”, accusando chi non crede a ciò di essere solamente “cieco e sordo” a quanto era stato predetto sin dal 1500. Secondo invece lo scrittore Paolo Cortesi, la quartina II.53 non dice nulla di nuovo dato che Nostradamus parlava spesso di peste in quanto era medico e quindi proiettava nel futuro solamente quello che la sua epoca gli proponeva con triste e grave urgenza.





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