Coronavirus Spagna: 13.055 morti, 135,032 casi/ Decessi in calo per il quarto giorno

- Alessandro Nidi

Coronavirus Spagna: 13.055 morti, 135,032 casi. Il Governo “a caccia” di chi è positivo senza sintomi: possibile l’isolamento in strutture specifiche

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Il numero di contagi per coronavirus resta sempre alto in Spagna e ormai superiore anche a quello dell’Italia, ma il Paese Iberico vede comunque accendersi un barlume di speranza per quanto concerne il numero dei decessi giornalieri, in calo per il quarto giorno consecutivo. C’è da sottolineare come le autorità mettano in guardia su possibili distorsioni legate ai dati del weekend che potrebbero aver fatto abbassare artificiosamente le statistiche a causa del minor numero di rilevazioni effettuate. In ogni caso il ministero della Salute ha registrato 637 decessi in 24 ore, il dato più basso nelle ultime due settimane in Spagna, mentre il totale dei morti per covid-19 ha comunque superato la soglia delle 13mila unità. Anche il dato sui nuovi contagi è il più basso degli ultimi 14 giorni: 4.273, che portano il totale a oltre 135mila, ma anche per questo fattore sarebbe importante conoscere anche il numero di tamponi effettuati rispetto ai giorni precedenti. (agg. di Fabio Belli)

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Coronavirus in Spagna: contagiati ormai superiori all’Italia

Anche la Spagna è in piena pandemia da Coronavirus. Crescono vertiginosamente il numero sia dei contagiati che dei decessi con cifre che nelle ultime ore hanno visto la Spagna superare anche l’Italia per quanto concerne i contagiati da Covid 19. La situazione però si fa sempre più preoccupante, visto che nelle ultime 24h la Spagna si è ritrovata con 637 decessi da Coronavirus che hanno portato il bilancio totale delle vittime a 13.055 stando a quanto confermato dal ministero della Sanità di Madrid. I contagiati, invece, al momento sono 135,032 con la Spagna che ha superato l’Italia ferma a 128,948 contagi da Covid 19. Al momento sarebbero 6.931 le persone ricoverate in terapia intensiva stando a quanto riportato dal giornale El Pais. (aggiornamento di Emanuele Ambrosio)

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Coronavirus in Spagna: richieste strutture per isolare asintomatici

La Spagna continua a fare i conti con l’epidemia di Coronavirus, la quale, stando agli ultimi dati aggiornati disponibili, ha provocato 12.641 morti e infettato 131.646 persone. In queste ore, il Governo iberico ha “messo nel mirino” gli asintomatici che lavorano in settori chiave, come, ad esempio, gli operatori sanitari, i dipendenti delle case di cura, i poliziotti, gli autotrasportatori, e il personale delle catene di negozi di genere alimentare. Essi fanno parte di un flusso di trasmissioni silenziose del Covid-19 e, per arginare questa propagazione, saranno innanzitutto effettuati test massicci sulla popolazione per evidenziare con esattezza gli asintomatici, isolandoli, in un secondo momento, presso strutture pubbliche e private. Il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, non ha escluso la possibilità di rendere addirittura obbligatorio questo isolamento: “Suppongo che sarebbe possibile. In caso di rifiuto, si studierebbero tutte le opzioni legali, perché il principio fondamentale è il mantenimento della salute pubblica, nel rispetto dei suoi diritti fondamentali”.

CORONAVIRUS SPAGNA: COMMISSIONATI 5 MILIONI DI TEST SIEROLOGICI

A tal proposito, il Governo spagnolo ha commissionato cinque milioni di test sierologici, che serviranno come primo screening. Questi test, che rilevano gli anticorpi nel sangue, hanno una sensibilità del 64% per una persona che ha appena iniziato ad avvertire i sintomi e dell’80% dopo il settimo giorno di infezione. Essi completeranno i test di reazione a catena della polimerasi (PCR), che rimarranno comunque il punto cardine della strategia. Nel frattempo, Nadia Calviño, vicepresidente del Governo e ministro dell’Economia, ha dichiarato a “El Objetivo”:Stiamo esaminando tutte le opzioni per quanto concerne le misure economiche da mettere in campo. Ci troviamo di fronte a una situazione eccezionale, con un’emergenza sanitaria che è già diventata una crisi economica e sociale. E dobbiamo affrontare prima la prima tappa, quella della salute, se vogliamo recuperare la normalità nel resto della nostra vita”. Per poi aggiungere: “Lo step successivo consisterà nell’analizzare le modalità e le tempistiche più opportune per ridimensionare le misure di contenimento”.

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