CORONAVIRUS SPAGNA: 25.428 MORTI, 218.011 CASI/ +164 decessi nelle ultime 24 ore

- Davide Giancristofaro Alberti

Coronavirus Spagna, il bollettino del 4 maggio 2020: 25.428 decessi e oltre 218 mila contagiati. Pazienti guariti salgono a 121.343.

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Un'ambulanza a Madrid (LaPresse)

Arrivano nuovi aggiornamenti sull’emergenza coronavirus in Spagna con il bollettino di oggi, lunedì 4 maggio: nelle ultime 24 ore sono stati registrati 164 morti, che hanno portato il bilancio totale a 25.428 decessi. Dati esattamente in linea con quelli registrati ieri, mentre il bilancio dei casi positivi è salito a 218.011. Da registrare inoltre 121.343 pazienti ritenuti guariti. «I dati sono buoni, anche se bisogna avere cautela poiché arrivano dopo il fine settimana», la precisazione di Fernando Simon, direttore del Centro di coordinamento delle emergenze sanitarie.

Non si placano le polemiche a livello politico: Pablo Casado, leader della PP, ritiene insensate le misure disposte dal premier Pedro Sanchez. «Lo stato di allarme prolungato non ha alcun tipo di senso», l’affondo di Casado ai microfoni di Onda Cero. Ricordiamo che il numero uno di Madrid mercoledì chiederà l’approvazione al Congresso di una nuova estensione delle misure di contenimento. Governo molto unito da questo punto di vista: «E’ essenziale, non c’è alternativa», le parole di Josè Luis Abalos, ministro dei Trasporti. (Aggiornamento di MB)

CORONAVIRUS SPAGNA, I DATI DEL 3 MAGGIO

Da quando è iniziata l’epidemia da coronavirus in Spagna, i morti sono stati 25.264. Un numero che pone la nazione iberica al quarto posto in assoluto per vittime dietro a Stati Uniti, Italia e Regno Unito. Un dramma senza precedenti ma c’è modo di sorridere nella vicina Spagna visto che, così come nel nostro paese, i dati stanno mostrando una tendenza positiva nelle ultime settimane, e anche ieri sono stati registrati meno di duecento decessi giornalieri, un record da diversi giorni a questa parte. Per quanto riguarda i casi totali, invece, sono 217.466 gli infetti, con la Spagna che risulta essere la nazione europea più infetta in assoluto, e la seconda al mondo dietro gli Stati Uniti. Nonostante i numeri facciano ben sperare, il premier Sanchez ha ribadito la necessità di non abbassare la guardia, pena il rischio di vanificare l’enorme sforzo fatto fino ad oggi. Inoltre, è stato presentato un nuovo fondo di ricostruzione del valore di 16 miliardi di euro, un pacchetto di aiuti e di misure destinati a famiglie e imprese in difficoltà a causa della crisi post-coronavirus.

CORONAVIRUS SPAGNA, PERDITA PIL STIMATA DEL 9%

Gli esperti stimano una perdita del prodotto interno lordo nazionale del 9%, ma Sanchez si dice ottimista in vista del futuro, convinto che dal 2023 il paese tornerà ad essere florido. Al momento attuale il pil iberico è calato del 5.2% nel primo trimestre dell’anno, un periodo che però tiene conto solamente delle prime due settimane di vero lockdown. Anche per questi dati gli spagnoli vogliono tornare a lavorare il prima possibile, e in un’uscita recente il premier iberico ha spiegato: “Sappiamo che il lockdown non potrà continuare per sempre”, per poi aggiungere “Stiamo iniziando la de-escalation con enormi incertezze sul virus … come gli altri paesi intorno a noi, ma stiamo iniziando la de-escalation con alcune solide certezze su come controllare il virus”. Così come in Italia, anche la mascherina sarà obbligatoria per le uscite, sia sui mezzi pubblici quanto per gli ingressi nei negozi, e il primo ministro socialista ha spiegato che il governo distribuirà a breve sei milioni di mascherine gratuite ai cittadini.

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