Coronavirus Uefa/ La Federazione precisa:”Nessuna data limite, match anche ad agosto”

- Michela Colombo

Coronavirus Uefa, parla Ceferin: “Le coppe devono chiudersi entro il 3 agosto”. La federazione sta valutando anche cambi di format per Champions ed Europa league.

Uefa fair-play
Coronavirus UEFA - Aleksander Ceferin, presidente della UEFA (LaPresse)
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Contrordine dalla Uefa: nessuna data limite per la conclusioni delle coppe Champions ed Europa league per questa tormentata stagione 2020. Ecco dunque che solo pochi minuti fa la federazione internazionale, con una nota ufficiale, ha voluto smentire e precisare le ultime dichiarazioni del presidente Ceferin, rilasciate alla ZDF, a proposito della programmazione del prossimo futuro per il calcio europei, dove proprio, il numero 1 aveva fissato per il 3 agosto la data limite entro cui chiudere le competizioni. Nel comunicato si legge: “Il presidente è stato molto chiaro nel non voler porre una data limite per la fine della stagione. La Uefa sta analizzando tutte le opzioni possibili per far sì che si portino a termine sia le competizioni nazionali che le coppe europee con l’Eca e l’European League nel gruppo di lavoro istituito il 17 marzo”. Riaffermando poi la priorità data alla salvaguardia della salute pubblica, pure la federazione europea ha reso ancora una volta noto che sono al vaglio diverse opzioni per il rientro in campo anche per le competizioni Uefa, non escludendo i mesi di luglio e agosto come un buon periodo per terminare la stagione. Pure però non vi sono al momento date limite o certezze in tal senso. (agg Michela Colombo)

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CORONAVIRUS UEFA, PARLA TOMMASI DELL’AIC

Damiano Tommasi ha idealmente risposto alla Uefa in merito alla volontà (meglio: la necessità) di chiudere la stagione europea 2019-2020 entro il 3 agosto. Il presidente dell’Associazione Calciatori ha espresso il suo parere parlando a Rai News 24, e sostenendo come la volontà di tutti, in Italia, sia quella di ripartire e portare a termine i campionati che sono stati interrotti dall’emergenza Coronavirus. Il problema è che la decisione non dipende assolutamente da lui, né dalla Lega Serie A o dagli altri organi: “Il processo decisionale oggi parte dalla comunità scientifica ha detto Tommasi: ovvero, non si può attualmente sapere quanto la pandemia da Covid-19 allenterà la sua morsa e, se anche si fosse in grado di intuirlo, dovrebbero essere gli esperti a valutare quando il pericolo di un’altra ondata di contagi sia quasi esaurito. Per quanto riguarda il taglio degli stipendi, la posizione dell’AIC è quella di cercare una soluzione collettiva in Serie C, mentre con la Lega Serie A “non siamo entrati nei dettagli”; le prime scadenze sono il 20 aprile e non c’è ancora modo di sapere se effettivamente la stagione si chiuderà (al netto di quanto pensa la Uefa), essendo del tutto vivo il rischio che si possa cancellare tutto. Staremo allora a vedere; ancora oggi regna l’incertezza. (agg. di Claudio Franceschini)

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CORONAVIRUS UEFA: LA POSIZIONE DELLA UEFA

Tema sempre bollente in questi giorni per il mondo del calcio è dunque quello del possibile rientro in campo per chiudere la stagione, dopo lo stop imposto per l’espandersi dell’emergenza coronavirus. Un dilemma che pure è centrale per le alte sfere del calcio europeo e per la Uefa, in questi giorni sempre al lavoro per definire possibili scenari futuri, accordo naturalmente con leghe e federazioni nazionali. In questi giorni poi si attendono verdetti importanti in tal senso, specie dopo la lettera congiunta di Uefa e Eca in cui si invita a perseguire la strada per la chiusura regolare dei campionati nazionali e la decisione invece della federazione belga di sospendere definitivamente il campionato della Jupiler Pro League (assegnando d’ufficio lo scudetto al Bruges).

Ecco che allora, chiarire la situazione è stato lo stesso presidente del calcio europeo Aleksander Ceferin. Il numero 1 della Uefa infatti ieri in una lunga intervista concessa all’emittente tedesca ZDF, ha voluto precisare alcune questioni ancora sul tavolo, riaffermando la volontà della Federazione di giungere alla chiusura regolare della stagione, sempre per non compromettere i campionati a venire e ricordando che: “Lo sport porta energia, abbiamo bisogno dello sport. Le persone sono nervose e ansiose. Il calcio è un settore serio, è importante per le persone, anche se i supereroi al momento sono i dottori e gli infermieri”.

CORONAVIRUS UEFA, CEFERIN: COPPE CHIUSE ENTRO IL 3 AGOSTO MA…

Nel lungo intervento Ceferin, premettendo la necessaria priorità da assegnare della salvaguardia della salute pubblica, pure ricorda che per la Uefa rimane necessario tornare in campo (“se ci sono le condizioni di sicurezza”) per chiudere i campionati nazionali e le coppe: ma non solo. Il presidente della Uefa infatti incalzato dalle domande dei giornalisti, si è spinto ancora più in là, cominciando a fissare paletti e a prospettare scenari per quello che sarà il futuro del calcio europeo, aprendo pure a possibili grandi novità per il format delle competizioni. Ecco che allora per il numero 1 del calcio europeo, ammettendo di stare vivendo un momento straordinario e invitando a una certa flessibilità, pure fissa il primo paletto: “Il 3 agosto tutto dovrà essere completato, sia in Champions League che in Europa League”: misura necessaria per non andare a mettere in crisi anche la prossima stagione.

Si aggiunge poi anche probabili e corpose novità per i format di Champions ed Europa league, mosse necessarie per poter chiudere la stagione in tempo utile: “Il format non sarà un problema. Possiamo giocare con quello attuale o con uno nuovo, con partite secche in campo neutro o sorteggiando chi gioca in casa. La Final eight, o la Final Four, è una possibilità”. Insomma pare che al momento non manchino le idee per ricominciare il torneo: ciò che manca però è la certezza di poter scendere davvero in campo questa estate, visto l’imprevedibile andamento dell’emergenza sanitaria. In tal senso Ceferin ha aggiunto: “Abbiamo diversi piani per riavviare la Champions e l’Europa League a maggio, giugno, luglio o nel caso non tornassimo in campo di nuovo. C’è un gruppo di lavoro tra Uefa, campionati e club. Se le autorità non ci consentiranno di giocare, non potremo farlo. Dipendiamo dai governi nazionali. In ogni caso è meglio a porte chiuse e in televisione, il calcio è ciò che la gente vuole”.

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