CORONAVIRUS USA/ 100mila morti e 2.200 mld, l’America così ce la fa (e l’Europa?)

- int. Andrew Spannaus

Per contrastare l’epidemia da coronavirus, Trump ha varato il più grande pacchetto di aiuti pubblici della storia americana. Una lezione all’Ue a all’Italia

usa test nucleare
Il presidente americano Donald Trump in conferenza stampa (LaPresse)
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È il più grande pacchetto di stimoli della storia americana. Un’operazione-Trump che per la sua portata ha spiazzato i repubblicani più refrattari all’intervento dello Stato e superato a sinistra i democratici. 2.200 mld di aiuti pubblici andranno a imprese e cittadini americani per contrastare gli effetti dell’epidemia da coronavirus.

Finora il Covid-19 è costato la vita a 3.112 persone (+606 nelle ultime 24 ore). I positivi sono 154.747 (+19.416), i ricoveri 5.620 (+1.155). L’emergenza è massima a New York, un gigantesco cluster dove si sono registrati la metà dei contagi del paese e la stragrande maggioranza dei decessi. A creare ulteriore preoccupazione è stata la previsione dell’immunologo Anthony Fauci, consulente di Trump per l’epidemia, che ha preventivato tra le 100 e le 200mila vittime. Una stima che, considerando l’evoluzione del coronavirus sulla base dei dati resi noti dagli altri Stati democratici del mondo, a cominciare dall’Italia, appare plausibile.

Con Andrew Spannaus, giornalista e fondatore di Transatlantico.info, abbiamo commentato le misure volute dal presidente americano.

Che cosa contiene la manovra di Trump?

Potremmo dividere le misure in tre parti. La prima è costituita da un versamento diretto alle persone, un assegno di 1.200 dollari destinato a chi ha un reddito inferiore a 75mila dollari l’anno. A questo si aggiungono 500 dollari per ciascun figlio a carico. Il totale arriva a 300 miliardi di dollari.

Sono previsti anche sussidi per la disoccupazione?

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Sì, si tratta di 600 dollari a settimana per 4 mesi, da aggiungere al sussidio già in vigore. La settimana scorsa 3,3 milioni di persone hanno chiesto l’assegno di disoccupazione per la prima volta, si tratta di un numero record. 

Si può fare un paragone con l’Italia?

Il governo italiano ha stanziato 3,3 mld per la cassa integrazione, Washington 250 miliardi. L’Italia ha però un quinto degli abitanti degli Usa. Dall’altra parte negli Stati Uniti il 60 per cento dei lavoratori è pagato a ore e quindi è in una situazione precaria. Chi lavora in un ristorante o in un negozio, se questo chiude, non percepisce alcuno stipendio. È probabile quindi che l’erogazione verrà anche prolungata.

La seconda parte di provvedimenti?

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130 mld destinati agli ospedali per fronteggiare l’emergenza sanitaria, insieme ad altri aiuti per le autorità locali. Come se l’Italia avesse stanziato 24 miliardi per la sanità invece dei 3,5 contenuti nel decreto “cura Italia”. I costi in America sono più alti, ma è chiara l’entità dell’impegno.

Manca la terza parte del pacchetto.

È quella dei soldi alle imprese. In due modalità. La prima è quella delle sovvenzioni dirette del governo: 867 mld dollari di aiuti in prestiti e sovvenzioni a fondo perduto. Se le imprese fino a 500 dipendenti continuano a pagare gli stipendi, saranno esentate dal rimborso.

E l’altra modalità?

Passa per la Federal Reserve, che ha creato un meccanismo inedito per prestare direttamente soldi alle imprese di tutti i tipi. In passato la Fed ha sempre usato sistemi come il Qe che aiutavano principalmente la finanza, ma poco l’economia reale. Nemmeno i tagli fiscali di Trump hanno avuto successo, perché le aziende non hanno usato i risparmi per aumentare i salari, ma per varare piani di buyback che hanno beneficiato i ricchi.

Adesso invece?

Adesso il governo indicherà alla Fed dove mettere i soldi. I soldi dello Stato vengono usati per garantire una parte dei prestiti che la Fed erogherà alle aziende, con un effetto leva di 1 a 10.

Tutto questo funzionerà?

Dati i precedenti, esiste giustamente la preoccupazione che soprattutto i soldi dati alle grandi industrie come le compagnie aeree o le società energetiche siano spesi male, ad esempio in dividendi o bonus per i manager. Ci vorrà una supervisione per garantire che le misure funzionino, ma le premesse perché il piano del governo benefici l’economia reale ci sono tutte.

Di chi è la paternità del progetto?

Ormai è un problema secondario. Il padre politico diventa Donald Trump.

Basterà?

Le misure sono imponenti, ma l’una tantum non sarà sufficiente. Si parla adesso di nuove proposte, alcune delle quali sconosciute al welfare americano, come la copertura in caso di malattia. Vedremo.

I democratici?

Hanno commesso l’errore di dimostrarsi timidi quando si è cominciato a parlare di cifre mai viste. In questo modo sono stati scavalcati da Trump, che ne sta già beneficiando nei sondaggi.

I repubblicani?

Anche per loro è una situazione senza precedenti e hanno dovuto compiere una svolta di 180 gradi, accettando un intervento statale di questa portata. La componente pro intervento pubblico del partito repubblicano, finora minoritaria, ora si trova al comando. Il leader, però, è Trump.

I democratici hanno deposto le armi?

No, ma hanno capito di essere arrivati tardi e adesso spingono per fare di più, in particolare dando battaglia per proteggere i più poveri e i più precari. Hanno chiesto e ottenuto regole più stringenti, per esempio contro i licenziamenti da parte delle grandi società. Alla fine hanno avuto un ruolo.

Qual è attualmente nello staff di Trump la valutazione della gravità dell’epidemia e quali orientamenti prevalgono?

I numeri non si possono smentire e parlano da soli. Trump vuole innanzitutto salvare l’economia e quindi punta all’allentamento delle restrizioni appena possibile, ma i suoi consiglieri frenano. Ora Trump ha capito che ci vuole più tempo, soprattutto dopo la dichiarazione di Fauci sulle possibili 200mila vittime, e ha esteso le misure di distanziamento sociale fino al 30 aprile. In altri tempi Fauci sarebbe stato demolito da Trump per un’uscita simile, invece stavolta il presidente ha preso tempo.

Vuol dire che quella stima ha un fondamento.

Fauci è molto autorevole, anche se dice cose che Trump preferirebbe non sentire.

Trump ha detto che gli Usa stanno aiutando l’Italia “anche monetariamente”. Che cosa significa? È l’ammissione di un ritardo politico rispetto a Cina e Russia?

Forse si riferisce al sistema mobile di stabilizzazione dei pazienti (Erpss) fornito dall’Aviazione americana. Oltre a questo non sono al corrente di versamenti diretti, solo di diverse iniziative che passano attraverso istituzioni private.

Trump ha parlato con il presidente del Consiglio Conte, che ne ha subito fatto un nuovo endorsement.

Il presidente ha ribadito la vicinanza all’Italia per contrastare l’impressione che ad aiutarla sia solo la Cina.

(Federico Ferraù)

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