Cosimo Cinieri, morto attore a 80 anni/ La moglie: “Era malato da tempo di Alzheimer”

- Silvana Palazzo

Cosimo Cinieri, morto attore all’età di 80 anni. La moglieIrma Immacolata Palazzo: “Era malato da tempo di Alzheimer”. E racconta la malattia…

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Cosimo Cinieri (Foto: LaPresse)

È morto Cosimo Cinieri: l’attore si è spento dopo una lunga malattia, alla vigilia del suo 81esimo compleanno. Attore e regista di teatro e cinema, è stato anche un volto popolare in tv. In suo ricordo sarà allestita alla Protomoteca del Campidoglio, a Roma, la camera ardente. Alle 18 invece si svolgerà la commemorazione cui interverranno, come riportato da Repubblica, Pasquale Panella, Lucio Savinio, Aldo Di Russo, Antonio Marturano e Bibiana Carusi. Nato il 20 agosto 1938 a Taranto, nipote del drammaturgo Cesare Giulio Viola, Cosimo Cinieri è tra i più rilevanti esponenti del teatro italiano. Noto il sodalizio con Carmelo Bene, con cui divise per anni la scena da comprimario. Si ricordano come Sade e Otello o la deficienza della donna. Il suo teatro è stato un riferimento imprescindibile dell’avanguardia in Italia tra gli anni 60 e 80. Dal 1978 diresse con la moglie Irma Immacolata Palazzo la Compagnia Cinieri-Palazzo, che produsse 36 spettacoli di successo.

COSIMO CINIERI, MORTO ATTORE: “ERA MALATO DI ALZHEIMER”

I più giovani ricorderanno Cosimo Cinieri anche per aver prestato il volto ad alcuni celebri spot televisivi, come quello della Balocco, di cui fu testimonial per anni nel periodo natalizio. Ma è stato un instancabile sperimentatore. Per il cinema ha lavorato al fianco di registi come Lucio Fulci, Bernardo Bertolucci, Franco Indovina, Fernando Arrabal, Massimo Troisi, Luigi Magni, Edoardo Winspeare. Stando a quanto riportato dal Corriere di Taranto, Cosimo Cinieri soffriva di Alzheimer. Sarebbe arrivata l’anno scorso, «con un decorso lento che poi ha preso un andamento veloce», ha raccontato la moglie Irma Immacolata Palazzo. Al culmine del suo calvario è finito in coma. «L’ho acchiappato per i capelli duemila volte, ma la fase terminale di questa malattia è tremenda e le cose sono precipitate. È una malattia pazzesca, che non auguro a nessuno». In un diario ha riportato le sue parole mentre lui perdeva memoria e linguaggio. «Delirava nel pensiero di Taranto, ricordava i luoghi e pensava di stare nella sua città, che amava tanto».



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