“Covax ha fallito”: vaccino miraggio nei Paesi poveri/ Vaccinato 1,5% degli africani

- Alessandro Nidi

Il programma Covax non ha centrato l’obiettivo iniziale: i Paesi più poveri sono senza vaccino e il criterio dell’equità non è stato rispettato

programma Covax
Programma Covax sui vaccini Covid: Gavi-Oms-Unicef (LaPresse, 2021)

Il programma Covax ha fallito: l’amara sentenza giunge esaminando i numeri delle vaccinazioni eseguite nei Paesi più poveri del mondo. Al momento, il vaccino è un miraggio in Africa, dove appena l’1,5% della popolazione continentale ha ricevuto l’inoculazione del siero anti-Covid e solo l’1,7% dei 3,7 miliardi di dosi somministrate a livello globale è stato inviato al “continente nero”. Situazione analoga, se non peggiore, in numerose altre località dell’orbe terracqueo: dall’America Latina sino al Medio Oriente e alla porzione sudorientale dell’Asia, tanto che si sprecano gli appelli (rinnovati) alla solidarietà tra popoli.

Come si legge in un servizio pubblicato dall'”Huffington Post”, il problema vero consiste nel fatto che l’Occidente continua a pensare di poter superare la pandemia di Coronavirus investendo risorse economiche unicamente sulla vaccinazione dei propri cittadini, non prendendo in considerazione quelle parti del mondo in cui varianti più “cattive” potrebbero essere già sorte. Non solo: la mancanza di dosi nel Terzo Mondo certifica il fallimento di Covax, programma avviato nell’aprile del 2020 da Gavi Alliance, Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI) per “garantire un accesso equo ai vaccini”.

COVAX: L’OBIETTIVO FALLITO E LA VARIANTE DELTA

L'”Huffington Post” rammenta ancora che l’obiettivo originario del programma Covax era quello di distribuire 2 miliardi di dosi entro la fine del 2021. Un traguardo neppure avvicinato, dal momento che appena il 3,8% dei 3,6 miliardi di dosi distribuite nel mondo proviene da Covax, in virtù del fatto che gli Stati ricchi hanno acquistato la maggior parte dei nuovi vaccini prima ancora che fossero approvati dagli enti regolatori per l’utilizzo di emergenza.

Non bisogna dimenticare che, quando in primavera l’India è stata colpita dall’ondata di contagi generata dalla variante Delta, i vertici nazionali hanno optato per la sospensione dell’esportazione dei sieri prodotti all’interno dei propri stabilimenti, danneggiando così il programma, che si appoggiava proprio al Serum Institute of India per consegnare più della metà delle dosi promesse. Peraltro, la mutazione ex indiana ha scombinato i piani anche dei Paesi più abbienti, visto che l’Oms fino a poco tempo fa stimava che servissero almeno 11 miliardi di dosi vaccinali per debellare la pandemia, numero ora destinato a crescere: addirittura, potrebbero volerci decenni per immunizzare la Terra.







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