“Covid e scuola? Chi è positivo sta a casa”/ Bassetti: “Governo si complica la vita”

- Alessandro Nidi

Matteo Bassetti a “Tagadà” ha parlato del binomio formato da Covid e scuola, ricordando che “fino al 23 dicembre nessuno si poneva il problema…”

matteo bassetti
Matteo Bassetti (Tagadà, 2022)

Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale policlinico “San Martino” di Genova, è intervenuto in collegamento audiovisivo ai microfoni di “Tagadà”, trasmissione appartenente al palinsesto pomeridiano di La 7. Subito l’esperto ha fornito il proprio parere circa il binomio formato dal Covid e dalla scuola: “Non capisco perché fino al 23 dicembre i ragazzi siano sempre andati a scuola regolarmente e, invece, oggi ci siano dei problemi. Stai male? Stai a casa, stop. Decidiamo che ci stai una settimana, dieci giorni, ma non possiamo continuare a tamponare i bambini delle scuole”.

Dopodiché, “finita la malattia infettiva, i più piccoli tornano in classe. Ci stiamo complicando la vita in una maniera incredibile e questo sta accadendo solo in Italia, non negli altri Paesi. I numeri sono importanti, ma lasciamoli tranquilli questi poveri ragazzi… Mi sembra di tornare al marzo del 2020!”.

MATTEO BASSETTI: “OGGI COVID PIÙ SIMILE A UN RAFFREDDORE RINFORZATO”

Nel prosieguo del suo intervento a “Tagadà”, Matteo Bassetti ha tenuto a sottolineare che “oggi il Covid per chi è vaccinato è simile a un’influenza, a un raffreddore rinforzato. Se vogliamo convivere con questo virus, dobbiamo evitare di avere il concetto di Covid come malattia devastante, perché grazie ai vaccini non lo è più. Cerchiamo di entrare in questa logica, che mi auguro sarà quella che il prima possibile ci porterà fuori dalla pandemia. Detto questo, i bambini andrebbero vaccinati. I pediatri lo suggeriscono, se i genitori lo capiscono fanno il bene dei loro ragazzi e il bene della scuola”.

Infine, una battuta del professor Bassetti sulla possibile introduzione dell’obbligo vaccinale per i lavoratori, che a suo giudizio “è tardivo, andava fatto sei mesi fa per tutti quelli che hanno più di 40-50 anni. Oggi, nel pieno della quarta ondata, con la variante Omicron che si affaccia su di noi, ho paura che sia tardi. Continuiamo a farci rincorrere dal virus, invece dovremmo essere noi ad anticiparlo. L’obbligo vaccinale o un Green Pass rinforzato andavano concepiti e introdotti sin dallo scorso ottobre”.





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