Covid può provocare problemi al cuore fino a 3 anni dall’infezione/ Il nuovo studio del san Raffaele

- Davide Giancristofaro Alberti

Covid può provocare problemi al cuore fino a 3 anni dall'infezione: lo stabilisce un nuovo studio realizzato dal San Raffele di Roma, ecco i dettagli

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Secondo una importante ricerca realizzata dal San Raffaele di Roma in collaborazione con le università Sapienza di Roma e Federico II di Napoli, coloro che hanno avuto il covid potrebbero registrare un problema cardiovascolare entro i tre anni dall’infezione. Inizialmente si pensava che il rischio fosse legato alle fasi subito seguenti la malattia, ma stando al nuovo studio pubblicato su ‘Cardiovascular Research’, l’intervallo di tempo a rischio avrebbe una durata ben maggiore. I risultati sono stati ottenuti a seguito di una indagine effettuata su 229mila pazienti fra cui 32mila che hanno avuto una diagnosi molecolare di covid 19 a rischio cardiovascolare moderato.

Si tratta di uno studio molto importante, come sottolinea l’Adnkronos, in quanto prende in considerazione per la prima volta una popolazione reale di enormi dimensioni; sono stati infatti esaminati i medici di medicina generale dell’Asl 1 di Napoli seguiti per 3 anni, durante la pandemia periodo 2020-2022, e confrontati poi con una popolazione pre-pandemica dello stesso database.

COVID E PROBLEMI AL CUORE; IL COMMENTO DI MASSIMO VOLPE

“I risultati hanno dimostrato che il gruppo infettato dal virus ha avuto circa il doppio dei casi di infarto del miocardio, ictus cerebrale, scompenso cardiaco, fibrillazione atriale e miopericarditi”, sono le parole di Massimo Volpe, responsabile del Centro per la diagnosi e cura dell’ipertensione arteriosa e delle complicanze cardiovascolari del San Raffaele, tra i firmatari dello studio in questione.

Il rischio cardiovascolare può quindi protrarsi fino a 3 anni dall’infezione dal covid, e secondo Volpe tale rilevante ricaduta clinica e sociale impone un’attenzione nei soggetti che sono stati colpiti dal covid 19, che di conseguenza devono essere seguiti nel tempo proprio per la possibilità che possano sviluppare delle malattie cardiovascolari. Gli studiosi che hanno effettuato questo lavoro invitano alla pianificazione di un follow-up più lungo per tutti i pazienti che hanno contratto l’infezione da coronavirus, di modo da prevenire eventuali problemi di tipo cardiovascolari e cerebrovascolari gravi.

COVID E RISCHI DEL VACCINO: LE PAROLE DI ANTONELLA VIOLA

E a proposito di covid, in questi ultimi giorni i riflettori si sono accesi sul vaccino di Astrazeneca che è stato ritirato dal mercato per mancanza di domanda in quanto lo stesso non è stato aggiornato alle varie versioni del virus.

La società che produce il vaccino ha inoltre ammesso la possibilità di complicazioni legate alle sua somministrazione ma sono molti gli addetti ai lavori che specificano che si tratta di reazioni avverse di molto inferiori in numero rispetto ai benefici. L’ultima a ribadire il concetto è stata l’immunologa Antonella Viola che parlando ieri a La7 ha spiegato: “Tutti i vaccini in quanto farmaci hanno effetti collaterali ma non ci sono morti improvvise”. E ancora: “AstraZeneca è stato da subito un caso a parte, già nel febbraio-marzo del 2021 scrissi che questo vaccino doveva o non essere utilizzato oppure utilizzato per le persone over 65”.







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