FILMATI SHOCK / Un omicidio e i raid punitivi della Camorra in due video diffusi dalle forze dell’ordine

- La Redazione

In due filmati diffusi dalle forze dell’ordine le azioni efferate della Camorra alle prese con omicidi e vendette trasversali. Nel primo video, relativo al 14 marzo scorso, due spettacolari raid punitivi, messi a segno facendo irruzione in una sala giochi e, pochi minuti dopo, in un impianto per il bowling. Sparando all’impazzata, hanno distrutto i locali e la maggior parte delle automobili in sosta nei parcheggi.

In due filmati diffusi dalle forze dell’ordine le azioni efferate della Camorra alle prese con omicidi e vendette trasversali. Nel primo video, relativo al 14 marzo scorso, due spettacolari raid punitivi, messi a segno facendo irruzione in una sala giochi e, pochi minuti dopo, in un impianto per il bowling. Sparando all’impazzata, hanno distrutto i locali e la maggior parte delle automobili in sosta nei parcheggi. Grazie alle telecamere di servizio presenti nei locali, sei persone sono state identificate come autori delle spedizioni e quattro di loro sono state fermate dalla guardia di finanza e dai carabinieri di Napoli nel corso di un’operazione conclusa la scorsa notte tra Marano (Napoli) e Firenze. Due degli indagati sono riusciti a sfuggire alla cattura. Tutti dovranno rispondere a vario titolo di tentativo di omicidio, sequestro di persona, rapina, incendio, danneggiamento e detenzione e porto di armi da guerra, aggravati dell’aver agito con metodo mafioso.
I sei hanno agito a volto coperto e armati di pistola, di un mitragliatore Kalashnikov, di una mitraglietta Skorpion e di un fucile a canne mozze, prima nella sala giochi “Hollywood Casinò” di Giugliano e poi, a distanza di soli 18 minuti, nel centro bowling “Big One” di Pozzuoli. Incuranti della gente terrorizzata alla loro vista, i sei hanno cominciato a sparare contro attrezzature e suppellettili dei locali in mezzo a persone che solo per caso sono riuscite a sfuggire ai proiettili vaganti. Molti dei presenti sono stati costretti a sdraiarsi per terra per non essere colpiti e alcuni sono stati anche sfiorati dalle pesanti slot machine rovesciate dai componenti del gruppo criminale. A conferma della ferocia delle spedizioni punitive, il tentato omicidio di un uomo che, a bordo della sua auto, si è trovato casualmente a transitare nei pressi del locale di Giugliano e, vedendo il gruppo armato, ha tentennato per paura nel manovrare la sua auto. Uno dei sei banditi gli ha sparato contro un colpo di pistola, colpendolo a una gamba. Il proiettile gli ha sfiorato l’arteria femorale.

 

Il secondo video risale invece al 17 gennaio 2009, anche se è stato pubblicato soltanto ora. La guardia giurata 27enne Umberto Concilio ispeziona con un collega le saracinesche dei negozi di Napoli. L’ultimo edificio da controllare è una banca alla fine della strada che dà su Castel Capuano. Il 17enne Manuel Brunetti insieme con un complice è lì ad attenderlo dietro l’angolo, proprio all’incrocio con via Pietro Colletta. Mentre i due vigilantes, passo dopo passo, percorrono via Tribunali, la distanza fra loro e i ragazzini si riduce. Dal filmato ripreso dalle telecamere della banca, si nota l’attesa, il temporeggiare, il nervosismo dei due ragazzini che, killer spietati, attendono la preda.
Umberto Concilio e il suo collega giungono all’incrocio. Li si vede arrivare da via Tribunali, passare dietro un’auto, discorrere in una serata come tante, con le luci, la movida e tutto il resto, quando tutto ti aspetteresti tranne di essere ucciso da una coppia di killer-bambini. Il tempo di vederli sbucare. I due, armati, scattano e raggiungono i vigilantes in due secondi. Con la freddezza del killer professionista, uno dei due stendendo il braccio punta la pistola dritto al volto delle guardie giurate.
E’ un attimo, poi due lampi. Concilio è a terra, e mentre un lago di sangue comincia ad allargarsi sotto di lui le auto fanno retromarcia, la gente scappa, i motorini girano bruscamente. E i killer-bambini sono già imboscati fra i vicoli. Umberto Concilio, morto il giorno dopo in ospedale, è stato ucciso perché volevano rubargli la pistola di ordinanza. Brunetti è stato arrestato sei mesi più tardi, e rinchiuso nel carcere minorile di Airola.

 

 



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