CENONE VIGILIA E PRANZO DI NATALE 2016/ Ricette, consigli e idee: sui social si è già pieni! (oggi, 24 dicembre)

- La Redazione

Cenone e Pranzo di Natale 2016: ricette, consigli e idee tra cibi tradizionali e nuove tendenze. Le ultime notizie di oggi, 24 dicembre, e gli aggiornamenti in vista della festa di domani

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Immagini di repertorio (Foto: LaPresse)

Manca ormai davvero poco per il cenone della Vigilia di Natale a cui seguirà poi il tanto atteso pranzo di Natale. Le feste iniziano ufficialmente con questi due imperdibili appuntamenti che mettono gli italiani davanti alla tavola e con la paura poi di salire sulla bilancia per vedere quanti chilogrammi sono stati presi. Su Twitter ormai sono tantissimi i commenti della gente che non sembra proprio entusiasmata dall’arrivo di parenti e soprattutto dall’obbligo a dover ”stra-mangiare per forza”. Andiamo a leggere alcuni dei commenti più simpatici e divertenti: “Il cenone della vigilia a Milano non esiste”, “Ingrasserò almeno cinque chili come ogni anno”, “Tra un po’ si comincia, scaldate le posate”, “A casa mia non abbiamo mai fatto il cenone della Vigilia perchè già facciamo il pranzo di Natale e la regola è non divertirsi troppo”, “Chi è pronto per ilcenone? Ragazzi io no, ho paura, io schiatto”, “Tutti preparano tavole imbandide poi ci sono io che mangio una pizza da solo”, “Voglio fare il cenone all’ultimo quest’anno”, “Non ho mai fatto il cenone della vigilia, non apro i regali alla mezzanotte, mia nonna poi non frigge proprio niente”, “Per colpa di un litigio in famiglia quest’anno niente cenone, che brutto”, “Modalità cicciona: on”, clicca qui per tutti i commenti su Twitter.

Devi decidere il menu per della Vigilia di Natale? Le ricette per il Cenone del 24 Dicembre, da tradizione, sono a base di pesce: anguilla, baccalà, capitone, salmone, crostacei, gamberoni e pesci al forno. Sta di fatto che l’Italia è bella perché varia e allora Paese che vai tradizione che trovi. Dal menù del cenone della Vigilia di Natale al pranzo di Natale le ricette e le usanze cambiano addirittura da città a città. Vediamo insieme alcuni esempi: a Roma il cenone della Vigilia di Natale è una trazione irrinunciabile così come la minestra di pesce, gli spaghetti con le alici, il capitone, l’anguilla fritta e l’insalata di puntarelle, il torrone e la pignoccata, oltre alla solita e abbondante frutta secca. A Napoli, la patria del cenone della Vigilia di Natale, a farla da padrone è il pesce e ce ne è per tutti i gusti, davvero: dal baccalà fritto agli spaghetti e alle vongole senza dimenticare un buon piatto di frittura mista. Anche in Calabria la tradizione recita che alla vigilia di Natale si mangi rigorosamente il pesce: si racconta pure, e da verifiche fatte in loco pare sia vero, che le portate in tavola devono essere rigorosamente 13. Tra queste ci piace ricordare gli spaghetti con mollica di pane e alici. Spostandoci dal sud al nord abbandoniamo il Cenone della Vigilia di Natale e ci concentriamo sul pranzo: in Piemonte il Natale sono gli agnolotti ripieni di carne; in Valtellina i vostri palati verranno allietati da cappone in brodo, faraona arrosto e panettone valtellinese; a Verona invece sulle tavole non mancherà il bollito misto.

Come da tradizione, il cenone e il pranzo di Natale hanno il loro menù: pesce alla Viglia e carne il 25 dicembre. Vi siete mai chiesti il perché il 24 sera a cena non si mangia la carne e le portate sono tutte a base di pesce? Questo perché, come riporta il sito quotidiano.net, la Vigilia sarebbe un giorno di “magro” e quindi non si dovrebbe mangiare molto, soprattutto cibi pesanti. Anzi, la vera indicazione sarebbe proprio di cercare di mangiare il meno possibile ma si sa, quando ci sono le feste e ci si riunisce con tutta la famiglia è difficile non cedere alla tentazione di fare una cena abbondante! Da qui la decisione di cenare con piatti a base di pesce, che almeno è un alimento leggero – sicuramente più della carne rossa, bandita da quasi tutte le tavole. Certo, il pesce può anche essere cucinato in modo pesante (la frittura di calamari ad esempio, non è proprio leggerissima) ma l’importante è che non ci sia carne in tavola, che invece trova il suo posto il 25 dicembre.

Il cenone il pranzo di Natale è un’occasione per ritrovarsi in famiglia e con gli amici più stretti. Festa a casa per la maggior parte degli italiani: solo una piccola parte si recherà all’estero e, quindi, si ritroverà a festeggiare lontano dal nostro Paese. Chi, invece, non resterà a casa, ma comunque non lascerà l’Italia, potrà contare su pranzi e cene specifici di quei locali che offrono un trattamento a menù fisso o alla carta in vista delle feste. Ogni regione comunque ha le sue usanze e specialità con alcune tradizioni ormai irrinunciabili. Il cenone di Natale è caratterizzato solitamente da pietanze a base di pesce, ma a prescindere dalla scelta che verrà fatta, è importante che i piatti siano gustosi e magari diversi dai soliti che si mangiano durante l’anno. Ci sarà chi preferirà cibi tradizionali e chi, invece, seguirà nuove tendenze per mettersi alla prova in cucina e far gustare piatti inediti ai propri ospiti. Ci si è mossi comunque in anticipo per questo Natale, soprattutto le italiane che hanno voluto preparare per l’occasione alcune paste fatte in casa.

Il cenone e pranzo di Natale in casa con la famiglia sono caratterizzati generalmente da ricchi pasti dove le portate sono molto più numerose del solito. Per chi ha scelto di preparare un menù di terra, sicuramente verranno serviti antipasti misti e crostini caldi o freddi, insieme a stuzzichini e aperitivi. Successivamente si passerà al primo, quindi pasta, spesso ripiena come i ravioli e i tortelli, condita con un ottimo ragù di carne fatto in casa. In alternativa è possibile mangiare i maccheroni, i maltagliati, le tagliatelle, con i funghi o con altri sughi. Talvolta i primi sono più di uno e, ad esempio, si può proporre un buon risotto profumato e saporito. I secondi di carne non possono prescindere dagli arrosti o i brasati di carni bianche o rosse. Come contorno, invece, spesso vengono servite le patate cucinate in forno al profumo di rosmarino. Anche il Natale 2016 vedrà il tradizionale cotechino o lo zampone con le lenticchie, piatto a cui bisogna fare attenzione perché molto ricco di grassi. Una volta l’anno, a meno che non ci si trovi in condizioni di salute veramente precaria, è consentito fare uno sgarro alle regole e lasciarsi andare per le festività.

Per chi ha scelto il pesce per Natale 2016 ci saranno degli antipasti di mare caldi o il carpaccio di salmone, di spada o di polpo. I primi piatti potranno essere gli spaghetti allo scoglio o i risotti di mare. Per le seconde portate si potrebbe puntare su filetti di pesce accompagnati da una salsa, a meno che non vogliate lanciarvi in preparazioni più complesse. Sono ottimi e particolarmente indicati i gamberoni in padella, che stuzzicano l’appetito e rappresentano una vera e propria prelibatezza. Con il pesce generalmente, anziché il rosso, si abbina preferibilmente il vino bianco, frizzante o fermo. I dolci di Natale che non mancheranno nel 2016 saranno il pandoro e il panettone. Voi siete tra gli italiani che preferiscono la frutta candita contenuta nel panettone “classico” o siete meno tradizionali e quindi puntate sul pandoro con lo zucchero a velo? Ce ne sono tra l’altro diverse versioni in commercio, per tutti i gusti. Immancabile lo spumante, che potrà essere dolce oppure secco a seconda dei gusti personali. 

Negli ultimi anni si è sviluppata una maggiore attenzione nei confronti della qualità: per il cenone e il pranzo di Natale ci si organizza, infatti, partendo da una minuziosa selezione preventiva dei prodotti da portare in tavola. Nei mercati e nei supermercati vengono proposte varietà biologiche o direttamente provenienti dai coltivatori, dagli allevatori o dai pescatori che operano sul territorio. La cosiddetta filiera corta consente di avere a disposizione carni, pesce, verdure e altri cibi sempre freschi, senza il bisogno di comprare alimenti confezionati, pieni di conservanti e di coloranti. Questa tendenza si riscontra anche in materia di vini e spumanti: va diffondendosi, ad esempio, l’abitudine di scegliere le etichette più note, non necessariamente per spendere di più, ma soprattutto per avere la certezza data dalla denominazione di origine, dalle modalità di produzione e dalle uve che vengono usate. Tenete d’occhio, però, anche le novità, dietro le quali potrebbero celarsi prodotti molto interessanti.

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