Ultime notizie/ Oggi, ultim’ora: attentato Berlino, arrestato in Tunisia nipote di Anis Amri (sabato 24 dicembre 2016)

- La Redazione

Ultime notizie, news di sabato 24 dicembre 2016. La Germania ringrazia il nostro paese. Si cerca inoltre di risalire alla rete di copertura di Amis Amri. Ue sostegno per salvataggio Mps.

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Immagini di repertorio (LaPresse)

E’ stato arrestato in Tunisia il nipote del presunto killer di Berlino, Anis Amri. Secondo quanto riferito da Rainews, le forze di sicurezza tunisine hanno smantellato ieri una cellula terroristica composta da 3 membri di età compresa tra i 18 ed i 27 anni. A renderlo noto è stato il ministero dell’Interno di Tunisi che ha fatto sapere che la cellula terroristica era operante tra Fouchana nel governatorato di Ben Arous, e Oueslatia, in quello di Kairouan. Il ministero dell’Interno di Tunisi ha precisato inoltre che che tra gli arrestati c’è anche il nipote del presunto killer di Berlino, Anis Amri: l’uomo avrebbe confessato di aver comunicato con lo zio via Telegram con l’obiettivo di fargli eludere i controlli di polizia (clicca qui per leggere la notizia approfondita).

E’ rientrata oggi in Italia la salma di Fabrizia di Lorenzo, la ragazza italiana di 31 anni morta nell’attentato di Berlino di lunedì scorso. La ragazza, originaria di Sulmona, è stata uccisa nella capitale della Germani nell’attacco ai mercatini di Natale il cui bilancio è stato di 12 morti e 48 feriti. Il feretro di Fabrizia di Lorenzo è stato riportato nel nostro Paese da un Airbus 319 della Flotta di Stato: è atterrato sulla pista dell’aeroporto romano di Ciampino. Ad accogliere Fabrizia di Lorenzo, al fianco di parenti e amici della giovane, c’era anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Intanto, sull’attentato di Berlino, gli inquirenti francesi, come riporta Tgcom24, hanno aperto un’inchiesta per stabilire l’itinerario seguito in Francia dal tunisino Anis Amri, il presunto killer che è stato ucciso a Sesto San Giovanni.

Dopo l’attentato a Berlino, il Comune di Roma ha deciso di chiudere il centro storico ai tir. Come si legge sul sito del Comune “Roma Capitale ha stabilito il divieto assoluto di ingresso nella Zona a Traffico Limitato Centro Storico ad autoarticolati, autocarri e veicoli di massa superiore e inferiore a 3,5 tonnellate adibiti al trasporto di merci. Il provvedimento sarà in vigore in questi giorni: 24, 25, 26 e 31 dicembre; 1 e 6 gennaio 2017”. La Questura di Roma ha anche comunicato al Comune “la necessità di predisporre servizi a tutela dei circa 350 mercati monitorati nella Capitale”. Quindi il comune di Roma sta dunque informando i Municipi per promuovere la massima collaborazione sul territorio, così da “garantire il maggior livello di sicurezza possibile per i cittadini, in coordinamento con i commissariati di Polizia competenti”.

Perché il tunisino aveva scelto proprio Sesto San Giovanni per scappare alle polizie di tutta Europa? È questa la domanda principe a cui gli investigatori, dai momenti dopo l’identificazione stanno cercando di rispondere. Anis Amri era arrivato con pochissimi effetti personali nello zaino e pochi soldi in tasca, cosa questa che farebbe ipotizzare la presenza di un covo di fiancheggiatori nelle vicinanze. In tasca una pistola con il colpo in canna, un arma sicuramente di illecita provenienza, che però non era censita nei database delle forze di polizia, come l’ha avuta? Inoltre l’ennesima coincidenza di questa torbida storia, il fatto che il tir usato per la strage di Berlino, sia partito a qualche chilometro dal luogo dove il tunisino è stato intercettato, ennesima coincidenza o presenza di una cellula islamica in zona?

Un ringraziamento continuo da parte della Germania per il nostro paese in generale, e per la polizia italiana in particolare, quello che in queste ore sta avvenendo dopo l’uccisione di Anis Amri, uccisione avvenuta dopo un cruento scontro a fuoco con la polizia italiana. Prima il ministro degli interni teutonico, e poi la stessa Merkel, hanno voluto esprimere il loro plauso alle nostre forze dell’ordine, che con professionalità, coraggio e sprezzo del pericolo, sono riusciti prima ad intercettare e poi a “neutralizzare”, quello che era il ricercato numero uno di Europa. Intanto migliorano le condizioni dell’agente ferito, il poliziotto che è ricoverato in ospedale è stato sottoposto a intervento chirurgico, per estrarre la pallottola che era rimasta conficcata nella sua spalla. Al poliziotto sono arrivate i messaggi di augurio del premier Gentiloni, e finanche del presidente della Repubblica.

Traspira un certo ottimismo all’interno del consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena, dopo il varo del decreto legge del governo, che di fatto ha sopperito al fallimento del tentativo della banca, di recuperare i cinque miliardi di euro, bisognevoli per operare il salvataggio dell’istituto di credito. Il decreto ha di fatto avuto oggi il placet della commissione europea, che tramite alcune sue autorevoli fonti ha fatto sapere di essere in contatto continuo con il ministero dell’economia nostrano. Marco Morelli intanto ha confermato che nonostante il fallimento del piano che aveva approntato, continuerà a detenere il suo ruolo di comando all’interno dell’istituto di credito. 

Si sono arresi immediatamente dopo pranzo i due dirottatori che questa mattina avevano sequestrato 116 persone all’interno di un airbus della Afriqiyah Airways, impegnato in un volo interno sui cieli della Libia. I sequestratori che minacciavano di far esplodere il vettore aereo, hanno abbassato la guardia verso le 12.00, lasciando liberi i passeggeri, e rimanendo a bordo solamente con i piloti del mezzo aereo. Due ore dopo hanno alzato bandiera bianca, arrendendosi alle forze di sicurezza maltesi, presenti in forze attorno l’airbus posizionato in una zona defilata della pista. Da quanto si apprende i due hanno richiesto asilo politico, facendo parte di un supposto partito Pro-Gheddafi, partito dichiarato fuori legge in Libia. 

Non sono bastati 120 minuti per decidere il vincitore della super coppa italiana. Milan e Juventus hanno infatti terminato i tempi regolamentari in parità, con Bonaventura che era riuscito a pareggiare il goal di Chiellini, nel proseguo della gara molte occasioni da goal da entrambi le parti, occasioni che non sono riuscite ad essere sfruttate dagli attaccanti dei due team, cosa questo che di fatto ha lasciato la vittoria della coppa alla lotteria dei rigori. Determinante dagli undici metri gli errori di Mandzukic e Dybala, con il croato che ha mandato il pallone sulla traversa, e con l’asso argentino che si è visto parare il suo tiro da uno splendido Donnarumma. Soddisfazione a fine gara è stata espressa da Vincenzo Montella, capace con i cambi di raddrizzare una partita, che nei primi venti minuti era stata dominata dai bianconeri. Prevedibile invece la rabbia di Massimiliano Allegri, che recrimina per non essere riuscito a portare a casa il primo trofeo stagionale. 

Dopo quattro anni Oscar lascia la premier per accasarsi in Cina. Le cifre dell’accordo sono veramente impressionanti, e non fanno altro che far pensare su quanti soldi, la grande potenza orientale possa investire nello sport più bello del mondo. A quanto si apprende infatti ai Blues andranno ben sessanta milioni di euro, soldi che saranno integralmente reinvestiti per potenziare la squadra di Antonio Conte. Non si conoscono i termini della ricompensa economica per il giocatore, anche se è ipotizzabile una cifra astronomica.

È morto a 72 anni Miruts Yifter vera e propria leggenda dell’atletica leggera. L’etiope che raggiunse gli onori della cronaca nel 1980 alle olimpiadi di Mosca, si è spento in Canada paese che era diventato la sua residenza, per insufficienza respiratoria. Yifter aveva raggiunto la notorietà quando alle olimpiadi russe si aggiudicò l’oro olimpico nei 5000 e nei 10000 metri, due gare interpretate in maniera totalmente diversa. Le medaglie ebbero ancora più rilevanza stante la grande età del corridore, che per quanto non certificata ufficialmente, non era inferiore ai 36 anni, un età sicuramente avanzata, per una delle discipline più faticose e dispendiose dell’intera atletica leggera

Il presidente del comitato olimpico internazionale, tramite il suo presidente Thomas Bach, ha comunicato di aver aperto un procedimento a carico di ben 28 atleti della federazione russa, atleti che sono stati impegnati durante i giochi olimpici invernali di Sochi. La decisione è stata presa dopo l’analisi di un centinaio di provette, appartenenti a atleti segnalati con il rapporto McLaren. Su 28 di tali provette sono risultati evidenti prove di manipolazione, pertanto il comitato olimpico ha deciso di operare nuovi e più approfonditi esami, esami che saranno effettuati presso un laboratorio di Losanna dove le provette sono state concentrate per essere rianalizzate. Immediatamente dopo la comunicazione di Bach, il presidente russo Wladimir Putin ha respinto le accuse, affermando che si trattano della solita montatura degli “occidentali”.



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