Ultime notizie / Oggi, ultim’ora dimissioni Governo: Chiamparino, “non escludo un Renzi-bis” (mercoledì 7 dicembre)

- La Redazione

Ultime notizie, news di mercoledì 7 dicembre 2016. Consultazioni già da giovedì. Piazza affari ignora la crisi. Un italiano su quattro a rischio povertà. Rivolta a Roma contro i migranti.

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Matteo Renzi (LaPresse)

Crisi di governo in corso con le ultime notizie che arrivano dal Quirinale che riportano dell’incontro iniziato alle 19 tra Renzi e Mattarella per formalizzare le dimissioni del Premier. Tra poco qualcuno parlerà dal Colle per ufficializzare l’avvenuta apertura della Crisi di Governo: intanto però a sorpresa, avanza una “pazza idea” di un governo Renzi-bis – anche se il premier dimissionario è stato categorico sia dopo la sconfitta del Referendum e sia pochi istanti fa nella Direzione Pd – arrivando direttamente dalle parole del Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. «Non escluderei un Renzi bis che provi a stabilire un percorso con Bruxelles per mettere in sicurezza l’economia. La legislatura è finita nei fatti, bisogna votare il prima possibile. La primavera è il periodo giusto». Secondo Chiamparino il Pd è il maggiore partito con potere in Italia, «nonostante la sconfitta al referendum. La sola cultura della gestione del potere però non tiene unito il partito bisogna ricostruire un progetto politico». Il Governatore Piemonte non lesina però critiche al premier dimissionario, «Sono state investite molte risorse pubbliche nelle ultime leggi di stabilità ma togliere la tassa sulla prima casa, ad esempio, è stato un errore. Bisogna restituire il segnale all’opinione pubblica che alcune politiche sono state sbagliate. I messaggi del governo sull’immigrazione invece mi sembrano quelli giusti. L’Unione Europea ha una concezione molto ‘pro domo loro’, è inevitabile che in situazioni di sofferenza rischi di scatenarsi la guerra tra i poveri».

La sensazione degli addetti ai lavori è che questa crisi di governo, che prima tutti volevano adesso tutti la vogliono evitare. La vuole evitare il PD che si trova in evidente difficoltà, alla ricerca di un leader che possa sostituire il dimissionario Renzi, la vuole evitare il capo dello Stato consapevole dei rischi delle “scadenze tecniche” che si profilano all’orizzonte, e la vogliono evitare alcuni partiti non contenti di andare al voto con la vecchia legge elettorale. La situazione che ha subito un’accelerazioni con le dimissioni notturne del post referendum, si è cosi tanto ingarbugliata che l’ipotesi di un governo di “larghe intese” si fa sempre più strada. Un governo istituzionale presieduto da un’alta carica dello stato, che avrebbe lo scopo di evadere la riforma e passare gli scogli europei, con l’obiettivo di arrivare al voto in tempi “relativamente brevi”. Insomma, un governo che in questo caso potrebbe essere accettato da tutti. Alle 14 è passata con la fiducia la Manovra di Bilancio, ora al via la Direzione Pd e alle 19, come ammesso dallo stesso Renzi, la salita al Colle per le dimissioni ufficiali.

Devastante terremoto occorso nell’isola di Sumatra nella notte italiana, il sisma che aveva un magnitudo di 6.4, è stato registrato dagli strumenti alle 6.03 ora locale, ed ha causato la distruzione di molte abitazioni provocando almeno 100 vittime. Non è la prima volta che la zona viene colpite da scosse definite dagli stessi esperti “importanti”, nel 2004 ad esempio nel periodo di natale una scossa similare, che però era posizionata nelle acque prospicienti l’isola, provoco un maremoto dalle proporzioni immani con oltre 250,000 vittime. Sul posto sono state subito inviate molte squadre di soccorso, mentre i paesi confinanti hanno offerto il loro aiuto per contribuire alla ricerca degli almeno 1000 dispersi.

Sta quasi per giungere alla fine la drammatica battaglia, che nei mesi scorsi ha visto al centro dei combattimenti la città di Aleppo. Truppe governative, appoggiati dai raid aerei russi, hanno infatti conquistato buona parte della città, una città che via via sta vedendo la fuga dei ribelli che cercano di mettersi in salvo dalla certa repressione che li attende. Le truppe regolari hanno inoltre accerchiato la parte sud orientale, lo scopo oltre quello di conquistare interamente tutto il centro urbano, è quello di impedire proprio la fuga dei ribelli, i governativi hanno inoltre respinto una richiesta di tregua, e questo non fa altro che rendere ancora più difficili le condizioni dei civili che si sono trovati, loro malgrado, in mezzo ai feroci combattimenti. In tale contesto si evidenzia la resa di oltre 3000 miliziani, che ieri hanno alzato bandiera bianca a Khan al-Sheikh, una località periferica della città.

Un Napoli superlativo come non lo si vedeva da tempo, quello che ieri a Lisbona battendo per 2 a 1 il Benfica, ha guadagnato la testa del girone e la qualificazione agli ottavi. I partenopei hanno di fatto dominato la partita, legittimando il successo prima con una vera e propria perla di Callejon, e successivamente con il raddoppio di Mertens. Ancora senza goal uno spento Gabbiadini, che non è riuscito a sfruttare le occasioni da goal che i compagni gli hanno fornito. Per i portoghesi in goal Raul Jimenez, un goal ininfluente visto la contestuale vittoria della Dinamo Kiev sul Besiktas, vittoria che relega i turchi nella meno prestigiosa Europa League. La qualificazione da prima è un vero e proprio record per l’allenatore degli azzurri, allenatore apparso però in sala stampa molto nervoso, a causa del goal subito.

Una Juventus che stasera nell’abbordabile sfida contro la Dinamo Zagabria si gioca la prima posizione nel girone. La squadra di Allegri arriva alla partita con la massima tranquillità, la magnifica vittoria contro l’Atalanta, il buon periodo della squadra nella sua globalità, e il passaggio del turno già acquisito, tutte cose che contribuiscono a stemperare gli animi, ed ad approcciare alla gara con una certa rilassatezza. Come se non bastasse inoltre ci sarà il sicuro rientro di Dybala, l’argentino lontano dai campi da più di un mese, a quanto detto da Allegri in conferenza, dovrebbe giocare nel secondo tempo, nell’ottica di “recuperare minuti” nelle gambe in attesa del rientro in campionato. Insomma ci sarà da divertirsi, un divertimento che già gli appassionati pregustano, stante la buona prevendita di biglietti allo Stadium. Appuntamento alle 20.45 arbitrerà inglese Taylor.

Mancava solo la vasca corta e adesso il cerchio è chiuso. Queste le prime parole di Federica Pellegrini che nella notte italiana ha conquistato la medaglia d’oro e quella d’argento, nei mondiali in vasca corta che si stanno disputando in Canada. La grande nuotatrice è scesa in vasca molto carica, e ha di fatto dominato la finale dei 200 vincendola in 1’51’’73, dopo la premiazione è riscesa in vasca, e li ha portato con una splendida rimonta le sue compagne della 4×100 alla medaglia d’argento. Gare perfette quelle dell’atleta di Mirano, gare che hanno fatto dimenticare la cocente delusione di Rio 2016. Fede è una donna che non molla mai, queste le prime parole del tecnico Giunta, parole che hanno voluto sottolineare la testardaggine di un atleta, che ha reso grande l’Italia.

Un arresto come tanti quello avvenuto a Manchester dopo la partita contro il Celtic, ma un arresto che fa sorridere per come è nato. Andiamo ai fatti, è appena finita la partita tra le due squadre e fuori dallo stadio alcuni tifosi scozzesi festeggiano l’ottimo risultato della loro squadra. Interviene un drappello della polizia a cavallo e ordina ai supporter di sgomberare l’area, uno dei tifosi non gradisce, e preso dall’ira lancia verso il cavallo un …hamburger. Il gesto che in altre occasioni poteva essere gradito dall’animale, non è stato gradito dal poliziotto che ha proceduto all’arresto del tifoso, il motivo è stato dettagliatamente descritto in un tweet della polizia che ha sottolineato come il “lancio dell’Hamburger” sia vietato. 

E’ Donald Trump la “persona dell’anno” secondo la rivista Time, il settimanale che ogni anno sceglie un personaggio che nel bene e nel male si è distinto nel corso degli ultimi dodici mesi. Non poteva che essere lui, la persona che ha gettato scompiglio nel sistema americano, sbaragliando l’establishment e imponendosi a sorpresa contro tutte le previsioni come leader della maggioranza silenziosa, lavoratrice e popolare. Non manca la definizione polemica nella scelta: “il presidente degli Stati divisi d’America”. Lo scorso anno persona dell’anno era stata scelta la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Le ultime notizie che arrivano da Forza Italia confermano le indiscrezioni delle ultime ore: Silvio Berlusconi si è recato questa mattina al San Raffaele, l’ospedale di Milano che 6 mesi fa compì l’operazione al cuore per lo scompenso dell’ex premier e leader di Forza Italia. Secondo quanto riferisce il San Raffaele, per Silvio Berlusconi si tratta di una visita di routine prevista dopo l’ultimo controllo del 27 novembre scorso. Quel giorno, all’uscita dall’ospedale, dove si era trattenuto per un paio d’ore, l’ex premier aveva detto: “Bene bene, è tutto a posto. Mi hanno detto che è tutto a posto”. Un day hospital quello che attende oggi Berlusconi, ricoverato per qualche leggero battito irregolare (fonte Repubblica). In mattinata è arrivata anche la rassicurazione del medico personale Alberto Zangrillo, che sempre al quotidiano romano, ha raccontato: «Siamo di fronte a un macchina di Formula 1: straordinaria, ma che ha bisogno di essere controllata. In questo caso, stiamo facendo un piccolo check ai box».

Una operazione del comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria ha portato all’arresto di 14 persone accusate fra le varie cose di concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, turbata libertà degli incanti e violenza privata. La personalità maggiormente di spicco tra i fermati è un sindaco, quello di Bova Marina, Vincenzo Crupi, accusato di corruzione per l’appalto per la raccolta dei rifiuti, un appalto in cui è coinvolta la famiglia della cosca lamonte, gruppo storico della ‘ndrangheta. E’ stato posto agli arresti domiciliari. Domiciliari anche per l vicesindaco e l’assessore al Turismo di Brancaleone, Giuseppe Benavoli ed Alfredo Zappia, e l’ex sindaco di Melito Porto Salvo, Giuseppe Iaria, già coinvolto in una precedente operazione. Accusati anche alcuni imprenditori.

Un terremoto di magnitudo 6.4 della scala Richter ha colpito stanante alle 5 e 03 ora locale la provincia di Aceh in Indonesia, la stessa colpita dal devastante tsunami di anni fa. Sono diverse centinaia gli edifici crollati in seguito al terremoto, al momento ci sono 52 vittime dichiarate ma il numero potrebbe essere molto più alto, le persone intrappolate negli edifici a quell’ora erano numerose. Fortunatamente non c’è pericolo di tsunami perché l’epicentro del sisma è stato rilevato a 10 chilometri di profondità sulla terraferma. Migliaia le persone evacuate, sul posto si stanno recando truppe e forze di soccorso.

Aleppo sta per essere liberata. Se fosse confermato sarebbe la notizia che tutto il mondo sta aspettando, a parte chi si è disinteressato della guerra siriana come l’amministrazione Obama ad esempio, o l’Unione europea. Secondo le notizie che arrivano dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, le forze dell’esercito siriano avrebbero preso il controllo della città vecchia e dei quartieri di Bad al-Hadid e Aqyul, mentre sembra che sia stato liberato anche il quartiere centrale di al-Shaar ad Aleppo est, la parte maggiormente in mano ai ribelli. Pesanti bombardamenti delle forze russe e siriane hanno costretto le milizie fondamentaliste al ritiro. Intanto, nuovo segno del crollo del fronte ribelle, circa 3mila miliziani nei pressi della capitale Damasco avrebbero deposto le armi ed è stato loro consentito abbandonare la zona con le famiglie per dirigersi nella provincia di Idlib. Lo dice l’agenzia russa Tass: “Dopo lunghi e difficili negoziati  è stato raggiunto un accordo di cessate il fuoco con i miliziani”.

Sembrano essere orientati a una pronta soluzione a questa “crisi di governa atipica”, gli attori istituzionali che devono far fronte alla vittoria dei NO al referendum. Il premier dimissionario sta cercando di spingere sull’acceleratore delle sue dimissioni, dimissioni che potrebbero trovare il suo compimento formale già mercoledì dopo l’approvazione della legge di stabilità in senato. Da parte sua il colle sta approntando il calendario delle consultazioni, con il presidente della Repubblica che ha annullato tutti gli impegni programmati. Tutte le forze politiche intanto “affilano le armi”, nessuno vuole lasciare vantaggi agli avversari, e oggi è giunto anche l’invito di Berlusconi di andare immediatamente al voto, un invito che non tiene contro però delle indicazioni della consulta riguardo la nuova legge elettorale. 

Grande balzo di Piazza Affari che di fatto ha ignorato quella che ormai è una vera e propria crisi politica, e oggi ha messo in carniere un rialzo superiore al 4%. Milano a differenza delle altre borse europee ha chiuso sui massimi di giornata, raggiungendo quasi quella quota 18.000 che all’inizio dell’estate era l’obiettivo degli analisti. Di fatto gli investitori sembra abbiano raggiunto un buon grado di “maturità”, e dopo il referendum che ha sancito l’uscita dell’inghilterra dall’europa, e l’elezione di Trump a 45° presidente americano, non si è scomposta più di tanto. Sugli scudi i bancari con alcuni titoli che hanno guadagnato oltre il 5%. Sotto controllo la forbice di differenza tra Bund tedeschi e Btp italiani, con il valore che in questi giorni è rimasti sotto quota 170, e che oggi è persino arrivato sotto quota 160.

Il 25% di italiani corre il rischio concreto di scivolare nella povertà, questo il desolante quadro dipinto dall’istituto di statistica. Reso noto oggi infatti lo studio che ha analizzato la società italiana, da questo si evince che una buona fetta degli italiani è al limite di quello che gli studiosi chiamano “fascia di esclusione sociale”, una sottile linea che di fatto indica la povertà. La maggior parte di italiani in difficoltà si trova al sud, con molte famiglie a disagio, soprattutto quelle al cui interno vi sono più figli. Si è aggravata inoltre considerevolmente, anche in questo caso nel meridione d’Italia, la “working poor”, quella situazione in cui il basso reddito di un lavoratore non riesce a garantire una vita decente. La situazione come sottolinea il direttore dell’ISTAT si è aggravata negli ultimi anni, probabilmente a causa della grossa crisi economica che interessa il nostro paese.

Sfiorata la rissa e la rivolta a san Basilio, un popoloso quartiere della periferia di Roma, dove i residenti sono letteralmente insorti, quando sono venuti a conoscenza che un alloggio popolare stava per essere consegnato a una famiglia marocchina. Quella che di fatto è stata una vera e propria rivolta è iniziata quando gli abitanti si sono schierati dinanzi al portone della casa, sfidando apertamente i vigili urbani che stavano accompagnando la famiglia straniera. La rissa è stata evitata per la volontà della famiglia di abbandonare l’occupazione dell’allloggio popolare, stante un’ostilità cosi forte dei residenti. Rincrescimento è stato sottolineato dal Campidoglio, dove alcuni esponenti della giunta Raggi hanno comunicato che non saranno “tollerati altri episodi del genere”.

Un derby non è mai una partita come le altre, la regola scontata nella sua semplicità è stata applicata anche per il “derby capitolino”, derby che sta vedendo in queste ore l’ennesima coda polemica. Il giudice sportivo ha infatti inflitto due turni di squalifica al romanista Strootman, reo secondo Mastrandrea non solo di aver provocato il laziale Cataldi, ma di aver simulato dopo il contatto con quest’ultimo. Il forte romanista salterà cosi il Milan e la Juve, con la società pronta a fare ricorso. Evitata invece la stangata per Lulic, che nel post partita aveva proferito frasi con evidenti sfondi razziali, la procura federale pur aprendo un fascicolo non ha ritenuto opportuno contestare al giocatore l’aggravante di razzismo, per lui in arrivo però almeno 3 giornate di squalifica per essere venuto meno ai “principi di lealtà sportiva”.

Pesanti indiscrezioni rese note oggi, e che riguardano Miguel Quiroga, il pilota boliviano che era ai comandi del piccolo volo che portava la squadra brasiliana della Chapecoense, squadra perita quasi integralmente nello schianto dell’aereo che la stava trasportando. Oggi un sito boliviano ha dichiarato che su Quiroga pendeva un mandato d’arresto, per aver “disertato dalla forza aerea boliviana”, un reato che di fatto prevede una pena di 10 anni di carcere. L’indiscrezione anche se non direttamente correlata allo schianto, getta un velo di sospetto sull’intera compagnia aerea di cui Quiroga era un socio fondatore, una compagnia che era specializzata nel trasporto di squadre aeree, e che nel passato aveva trasportato anche l’Argentina di Messi.

Un esordio in chiaro scuro per i nostri colori ai mondiali di Nuoto che quest’oggi sono iniziati in Canada. Dal punto di vista negativo si sottolinea l’esclusione di Detti, che non riesce a superare le batterie dei 400 stile libero, per il livornese 12° tempo a oltre 5 secondi dall’ultimo tempo disponibile per la finale. Non tradisce invece Federica Pellegrini, che in tranquillità riesce a centrare sia la finale dei 200 che della staffetta 4X100. Dentro la fase finale anche Scozzoli nella rana, mentre Carini rimane fuori con il 13° tempo dai 200 farfalla. L’ultima soddisfazione azzurra per Carraro, che nuotando vicinissima al record italiano dei 50 Rana, centra la finale.

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