VERONICA PANARELLO/ Processo Lorys Stival: la sorella Antonella attacca, “mi fa schifo” (Pomeriggio 5)

- Dario D'Angelo

Veronica Panarello: verso la conferma della condanna a 30 anni di carcere – in secondo grado – per la mamma di Santa Croce Camerina accusata di aver ucciso il figlio Lorys Stival.

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Veronica Panarello

Sono trascorsi tre anni dalla morte del piccolo Lorys Stival, omicidio che non ha sconvolto solo il piccolo comune di Santa Croce Camerina, ma tutta l’Italia. Veronica Panarello ha voluto partecipare a suo modo dal carcere: attraverso suo padre Franco ha, infatti, mandato dei fiori per la messa in ricordo del bambino e ha anche scritto una lettera. “Mio grande amore, faccio tanta fatica a scriverti. La tua assenza è un vuoto incolmabile”, questo uno stralcio. Mentre la Procura rilancia la richiesta di conferma della condanna a 30 anni di carcere inflitta alla madre di Lorys, a Pomeriggio 5 interviene la sorella Antonella: “Parlo per ricordare mio nipote. Scusami il termine, ma ha fatto schifo. Io mi vergognerei a scrivere anche la lettera a mio figlio. Faccio fatica a capire come riesce ad andare avanti e a vivere dopo aver fatto questo”. Il programma di Barbara d’Urso ha intervistato anche la madre di Veronica Panarello: “Non è giustificabile in alcun modo. Lei è responsabile, non ci sono giustificazioni. Da mamma mi fa male quello che è successo. Quale mamma fa un gesto del genere? L’unica spiegazione possibile è che non era in sé. Perché non lo ha detto subito anziché fare le scene da pazza? Come faccio a perdonarla?”. (agg. di Silvana Palazzo)

IL PADRE DI VERONICA PANARELLO: “È INNOCENTE”

Ad ormai 3 anni dalla morte del figlio Lorys Stival, per Veronica Panarello non sembrano esserci grossi spiragli di ribaltare la sentenza che in primo grado l’ha condannata a 30 anni di reclusione. E proprio alla vigilia di quel 29 novembre che ha segnato uno spartiacque tragico della sua vita, Veronica torna in aula per la seconda udienza del processo d’appello. Come riferisce Repubblica, il sostituto procuratore generale Maria Aschettino, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la conferma della condanna emessa in primo grado dal gup di Ragusa il 17 ottobre del 2016: nessun confronto all’americana con il suocero, nessuna riapertura delle indagini come invece avrebbe voluto. Veronica, che in aula si è presentata vestita di scuro, capelli castani fino alle spalle, senza occhiali da vista, oggi ha sentito piu di altre volte l’udienza: e perché il sostituto procuratore ha ripercorso la vicenda, e perché domani è l’anniverdsario della morte di Loris. Dalla sua parte sono rimasti soprattutto due uomini, l’avvocato Francesco Villardita e il padre, che anche oggi, intervistato da La Vita in Diretta, ha ribadito:”Mia figlia è innocente”.

“ECCO COSA FA IN CARCERE”

Il papà di Veronica Panarello, ai microfoni de La Vita in Diretta, ha riportato alla mente le immagini in cui la figlia, apparentemente fuori di sé, canta e interpreta il brano di Cristicchi, “Ti regalerò una rosa”:”Ne abbiamo parlato. In quel momento basta avere il cervello per capire che non è Veronica: era sedata, giustamente una che è sedata fa delle cose astronomiche, poi quando è in sé è tutta un’altra persona”. Panarello senior parla anche della vita di Veronica in carcere e di come la figlia sia diventatam dopo quest’esperienza, una donna completamente diversa da quella di 3 anni fa:”Io la trovo cambiata tantissimo: è agguerrita, molto più stabile. Ha il nervosisimo che non viene accettato mai niente di quello che vuole lei. Poche settimane fa è stato il suo compleanno, non una giornata semplice: da 3 anni non si festeggia più niente. Le compagne di carcere l’hanno tirata un po’ su perché lei non voleva fare niente. Ammazza il tempo facendo qualcosa di qua e di là, fa la scrivana, disegna, ma non come prima. Veronica è prontissima ad affrontare qualunque cosa accada”.

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