Renata Rapposelli/ Giallo sulle cause della morte, Simone Santoleri smentito da un’ex amica (Quarto Grado)

- Emanuela Longo

Renata Rapposelli, la pittrice trovata cadavere dopo un mese dalla sua sparizione: è ancora giallo sulle cause del decesso, mentre il figlio Simone è stato smentito da una donna.

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Omicidio Renata Rapposelli, arrestati ex marito e figlio

La morte di Renata Rapposelli resta avvolta nel mistero sebbene le indagini proseguano senza sosta. Sono numerose le ombre che continuano a caratterizzare il giallo della pittrice di Ancona, scomparsa lo scorso ottobre e rinvenuta un mese dopo, cadavere, nelle campagne di Tolentino. Un giallo sul quale tornerà stasera la trasmissione Quarto Grado, con nuovi approfondimenti che tenteranno di fare luce sui tanti aspetti ancora misteriosi: le cause della morte, la possibile arma del delitto e la posizione dei due indagati, Giuseppe e Simone Santoleri, rispettivamente ex marito e figlio della vittima, accusati di omicidio in concorso e occultamento di cadavere. Comprendere come Renata sia morta potrebbe di fatto fornire molte risposte utili e indirizzare gli inquirenti sulla giusta strada investigativa. Stando alle ultime indiscrezioni, come riporta il portale La Notizia, la morte per avvelenamento si sarebbe allontanata sempre di più dalle ipotesi degli inquirenti i quali si trovano costretti a procedere per esclusione. Più difficile, invece, dimostrare la morte per soffocamento o strangolamento delle quali non sarebbe trapelata alcuna prova evidente sull’apparato scheletrico o sui tessuti. Tipi di decessi di questo genere, di contro, comportano anche conseguenze evidenti, per questo non è escluso che lo stato di decomposizione nel quale è stato rinvenuto il cadavere della donna, trovato in prossimità del fiume Chienti, possa di fatto dipendere esclusivamente dalle condizioni meteo e dalla presenza di animali selvatici. Un decesso per asfissia, infatti, comporta tra le altre cose anche una rapida putrefazione del corso, ma per giungere ad una conclusione simile occorre tenere conto di molti altri aspetti legati al contesto in cui il cadavere è stato rinvenuto.

IL FIGLIO DI RENATA RAPPOSELLI, SIMONE SANTOLERI STA MENTENDO?

Intanto, tra gli altri aspetti sui quali si concentra l’attenzione degli inquirenti c’è anche la complessa personalità di Simone Santoleri, figlio di Renata Rapposelli e i suoi movimenti. L’uomo ha più volte smentito di essersi mai recato a Tolentino o nella Valle del Chienti. Nonostante questo, lo stesso alla trasmissione Chi l’ha visto pronunciò questo luogo asserendo di non sapere il motivo di quel pensiero. Solo un semplice lapsus? A smentirlo, ora, sarebbe stata anche una donna, sua ex amica, terrorizzata dal suo atteggiamento, la quale dopo una frequentazione decise di interrompere i rapporti e addirittura cambiare numero di cellulare e addirittura città. La donna era proprio di Tolentino ed ha ammesso che in più occasioni Simone si era recato nel paese. Perché, allora, agli inquirenti l’uomo ha ammesso il contrario? Dal racconto della donna alla trasmissione Chi l’ha visto, inoltre, sarebbe emersa l’ossessione morbosa del Santoleri nei confronti del diavolo, tanto da sostenere di essere lui in persona. Al tempo stesso, però, accusava l’allora amica di essere posseduta e per questo andava in giro con delle bottigliette di acqua santa. La donna ha inoltre rivelato il dubbio avuto più volte, mentre si trovava in casa di Simone, ovvero quello di essere “drogata” dall’uomo per via della sensazione di stordimento che avvertiva ogni volta che era da lui. L’aspetto inquietante della testimonianza consiste proprio nelle parole che nel corso di varie interviste tv, lo stesso uomo aveva rivolto alla madre prima della notizia del ritrovamento del suo cadavere. In diverse occasioni aveva accusato la donna di essere ossessionata dal diavolo, al punto da averlo svegliato più volte con vere e proprie secchiate di acqua benedetta. Ma dove si trova veramente la verità?

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