Strage di Ustica/ Video, il servizio di Andrea Purgatori che alza il velo su un mistero lungo 37 anni

Strage di Ustica, 37 anni dopo un servizio di Andrea Purgatori su La7 riapre il caso con la testimonianza importante ed unica di un ex militare che fa luce su quanto accaduto.

21.12.2017, agg. il 09.02.2019 alle 01:26 - Emanuela Longo
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Strage di Ustica, il servizio di Atlantide

Nella prima serata di ieri, il giornalista Andrea Purgatori ha dato vita ad una puntata di Atlantide davvero imperdibile interamente incentrata sulla strage di Ustica, che torna al centro dell’attenzione 37 anni dopo con una sconvolgente verità. Per la prima volta, infatti, a parlare è stato un testimone che ai microfoni della trasmissione di La7 dal titolo emblematico “Ustica: l’ultimo miglio”, ha fatto finalmente luce su quanto avvenne la sera del 27 giugno 1980. Lui è Brian Sandlin, all’epoca dei fatti un membro dell’equipaggio della Saratoga, il quale ha parlato di una vera e propria battaglia aerea nei cieli del Tirreno in cui due Phantom F-4 americani decollati dalla portaerei Saratoga in navigazione al largo di Napoli avrebbero abbattuto due MIG libici proprio la notte in cui esplose il DC9 Itavia con a bordo 81 persone. Oggi il testimone, ormai in pensione, si dice pronto a ripetere quanto già dichiarato ai microfoni di Atlantide anche davanti ai magistrati della procura di Roma che indagano sulla strage. Negli ultimi due anni le indagini si sono concentrate proprio sulla portaerei al centro dell’attenzione, proprio quella notte, dei radaristi. Qual è stato il ruolo della Saratoga nella vicenda? Tante le contraddizioni finora emerse e nelle quali entra adesso la testimonianza di Sandlin. Della portaerei in questione, infatti, esisterebbero delle foto scattate alle 18:00 del 27 giugno e dopo le 12 del giorno successivo. Ma dove si trovava nel mezzo? L’allora comandante Flatley asserì che quella notte la portaerei si allontanò verso un punto imprecisato del Golfo per una “prova motori”, versione poi smentita dallo stesso qualche mese più tardi. Secondo il testimone, però, la verità risiederebbe nella prima versione: “siamo partiti la sera e rientrati il giorno dopo. Le posso dire che ho avuto molti scambi con il capitano Flatley. Ho un’ottima opinione di lui. È stato un grande capitano. Lo apprezzo davvero tanto. Ma la prima volta non avrebbe detto: “Siamo usciti quella sera e poi rientrati” senza prima controllare”, ha dichiarato.

IL SERVIZIO SULLA STRAGE DI USTICA CHE HA COMMOSSO ANDREA PURGATORI

Sandlin nel servizio realizzato da Andrea Purgatori sulla strage di Ustica ha anche smentito la versione secondo la quale i radar quella notte furono spenti per non disturbare le trasmissioni tv a Napoli. “Mai, mai era spento”, ha riferito Sandlin, spiegando come fosse diventato anche lui comandante e conoscesse alla perfezione il funzionamento dei radar. “Parliamo di una portaerei della marina militare americana, con 85 aerei e 5000 marinai, qualcosa che vale due miliardi di dollari. Crede veramente che nel 1980 avrebbero lasciato questo patrimonio senza una difesa adeguata?”, ha aggiunto. Per lui rappresenta un vero e proprio scandalo ed un’assurdità anche solo pensare di riscrivere un documento federale come il Deck-log, il giornale di bordo della Saratoga. La verità sulla quella notte, dunque, sarebbe stata spiegata solo ora da un uomo che ammette di non aver parlato prima solo per paura. “Paura che qualcuno mi trovasse morto da qualche parte per overdose, o in un incidente d’auto o buttato giù da un dirupo. Sapevo che mi avrebbero ucciso se avessi parlato”, ha detto. Al termine della puntata, lo stesso Purgatori ha voluto commentare su Twitter: “beh, mi sono commosso. ne valeva la pena. grazie a tutta la squadra de #La7. davvero”. A ringraziarlo sono stati molti utenti che hanno ribadito l’importanza del suo servizio: “Bellissimo. Sei un grande. Magari un giorno quel muro di gomma verrà abbattuto una volta per tutte. E sarà anche per merito tuo”, ha commentato un utente, mentre un’altra lo ha definito una vera e propria “sfida giornalistica vincente”.



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