MENINGITE/ Manerbio, 19enne ricoverato: sepsi meningococcica, condizioni stabili (oggi, 21 febbraio 2017)

- La Redazione

Meningite, ultime notizie: migliora il ragazzo di 15 anni ricoverato a Santarcangelo di Romagna e tenuto in coma farmacologico. Migliora anche la 57enne di Cortina (21 febbraio 2017).

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Immagine di repertorio (LaPresse)

-Lombardia in apprensione per un nuovo allarme meningite: questa volta ad essere coinvolto è un 19enne di Manerbio, ricoverato da ieri agli Spedali Civili di Brescia. Come riportato da Il Giorno, al giovane originario di Robecco d’Oglio in provincia di Cremona, è stata riscontrata una sepsi meningococcica, ma in attesa di individuare il ceppo del virus i medici hanno definito “stabili” le sue condizioni. Quello del 19enne di Manerbio è il quinto caso di meningite riscontrato in Lombardia: per cercare di rassicurare i cittadini la Regione ha stabilito di costituire una task force di cui fanno parte “Paolo Grossi, ordinario di Malattie infettive all’Università dell’Insubria; Carlo Signorelli, ordinario di Igiene e sanità pubblica all’università di Parma e presidente uscente della Società italiana di Igiene, medicina preventiva e sanità pubblica; Gian Vincenzo Zuccotti, direttore della clinica pediatrica dell’Ospedale dei bambini Buzzi; Francesco Auxilia, professore di Igiene generale e applicata, scienze infermieristiche e statistica medica della Statale di Milano; Giuliano Rizzardini, direttore e responsabile Malattie infettive 1 dell’ospedale Sacco; Anna Pavan, direttore dell’Ats di Pavia ed esperta di Igiene”. 

L’allarme meningite scoppia anche a Caltagirone, dove una donna di 36 anni è stata ricoverata ieri pomeriggio. Dopo aver accusato febbre e cefalea, la donna ieri pomeriggio si è recata al Pronto Soccorso dell’ospedale Gravina, poi è stata ricoverata nell’Oc di Malattie Infettive per una meningite da meningococco C. Lo ha reso noto l’Asp di Catania, assicurando che la popolazione non corre alcun pericolo. La paziente è stata ricoverata in condizioni di isolamento ed è stata subito trattata con la terapia idonea e secondo le procedure previste. Inoltre, l’Asp ha precisato che ora la paziente versa in condizioni stabili e che non è possibile per ora sciogliere la prognosi, che quindi resta riservata, «così come dettato dalle linee guida in materia, nelle prime 24 ore». Contestualmente è stata avviata la profilassi del personale e dei pazienti che ieri erano presenti nel Pronto Soccorso e dei contatti stretti della paziente.

Sospetto caso di meningite a Manerbio, dove un 19enne è ricoverato da ieri pomeriggio nel reparto di Rianimazione dell’ospedale. A riferirlo è Il Giornale di Brescia, secondo cui il paziente ospedalizzato sarebbe un giovane appartenente alla quinta superiore dell’istituto Pascal. L’Ats di Leno ha già provveduto a mettere in atto tutte le procedure di profilassi sulle persone entrate in contatto con il 19enne: sarebbero in tutto una sessantina tra parenti, compagni di classe e docenti. Il ragazzo avrebbe iniziato a sentirsi male lunedì mattina e se la diagnosi di meningite venisse confermata si renderebbe necessario il trasferimento al reparto Infettivi al Civile. I medici per il momento mantengono la prognosi riservata: il caso di sospetta meningite non fa altro che aumentare l’apprensione della Bassa Bresciana, per quanto anche in caso si accertasse che di meningococco di tipo C (il più temibile) si tratti, la profilassi dovrebbe mettere al sicuro da nuovi episodi simili.

Migliora per fortuna anche il ragazzo di 14 anni a Milano, colpito da meningite la scorsa settimana e ricoverato da giorni al San Raffaele: le sue condizioni che sembravano gravissime in un primo momento sono per fortuna migliorate nel momento in cui è stato sottoposto a tutto il processo d’urgenza di profilassi, rispondendo al meglio alle terapie e portando le condizioni, comunque ancora molto serie, verso una stabilizzazione. Secondo quanto riportato dall’Ats Lombardia, le analisi hanno chiarito che il particolare virus di meningite che ha colpito questo ragazzino originario di Segrate è il meningococco di tipo C, un ceppo assi virulento e molto pericoloso. Dopo la profilassi assicurata ai contatti stretti, la Regione Lombardia ha offerto la vaccinazione antimeningococcica quadrivalente ai 200 alunni della scuola milanese frequentata dal ragazzo, l’Istituto Pavoniano degli Artigianelli.

Notizie positive sul caso di meningite che ha colpito la donna di Cortina nei giorni scorsi. Nelle ultime 24 ore i medici hanno infatti riscontrato un sensibile miglioramento della 57enne, ricoverata presso il reparto di Terapia Intensiva di Treviso ed ora trasferita in Degenza. rimangono comunque cauti gli specialisti, anche se prevedono un ulteriore miglioramento della salute della donna. Cortina registra quindi il suo primo caso di meningite da pneumococco, una forma del virus molto pericolosa, anche se non contagiosa. La donna, sottolinea Il Corriere delle Alpi, è stata inizialmente ricoverata presso l’ospeale San Martino di Belluno in seguito ad una caduta. Il progressivo peggioramento della paziente ha permesso in realtà ai medici di notare alcuni sintomi sospetti, come rigidità della nua e febbre alta, confermati dalle analisi successive. 

E’ stabile il ragazzino di 15 anni di Santarcangelo di Romagna che lo scorso giovedì è stato ricoverato a Rimini per una forma di meningite. Nonostante un leggero miglioramento, che potrebbe fare sperare in prospettive ottimiste, gli specialisti continuano a rimanere fermi sulla linea difensiva della cautela. Confermato dalle analisi che il giovane paziente sarebbe stato colpito dal meningococco di tipo Y, uno dei sei sierogruppi che possono provocare malattie batteriche gravi e l’insorgere della meningite. Un ceppo aggressivo in molto particolare, sottolinea Il Resto del Carlino, ed il cui vaccino viene somministrato in forma gratuita in tutta l’Emilia Romagna ai bambini dai 12 mesi in su e dagli adolescenti con un’età superiore ai 13 anni. Intanto, il 15enne prosegue le terapia antibiotica e non è considerato contagioso, anche se si trova in coma farmacologico. In modo preventivo, i compagni, i familiari ed i professori entrati in contatto con il paziente, circa 160 persone, sono stati sottoposti alla profilassi. 

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